SPAZIO LIBERO
SPIGOLATURE
Aforismi sull’enigma
della natura
e il senso del vivere


      
Flusso a cascata di pensieri, sentenze, apoftegmi, frasi lapidarie. La scrittura breve si conferma lo strumento forse più idoneo ad indagare i misteri paralleli del cosmo e dell’uomo con la sua millenaria storia, sfuggendo alle tentazioni del sistematico e della totalità. Un’ars scribendi che si attaglia alla presente ‘modernità liquida’ descritta da Bauman.
      



      

di Ignazio Apolloni

 

 

 - L’uomo-massa cerca soltanto la soddisfazione dei propri bisogni. L’intellettuale si affanna a trovare gli altri.

 

- La storia è perennemente piena di eventi. Il più ricorrente? Quello di aggiungere una data alle altre.

 

- L’universo misurato col nostro metro ha quattro dimensioni. Non è detto che gli scienziati non ne aggiungeranno una quinta.

 

- Scendere all’inferno ci vuol poco. Risalirne è molto più difficile.

 

- Se si sa con certezza quando è nato questo universo qualche dubbio lo si può nutrire sul cosa c’era prima.

 

- La corsa a ostacoli è una bazzecola rispetto a ciò che ci attende prima che sia troppo tardi.

 

- Un universo che si espande all’infinito dà la prova che l’infinito esiste.

 

- L’umanità è fatta di intelligenza e di zavorra. Spesso però la prima è fatta di arroganza e sufficienza e perciò zavorra anch’essa.

 

- È sorprendente come un tempo il monachesimo ed oggi tutt’intero l’Islam siano impregnati di teologia mentre il mondo naviga su navi spaziali frutto di intelligenza umana.

 

- È curioso che una cellula sia formata da miliardi di atomi senza che a nessuno venga in mente la propria piccineria.

 

- Lo spaziotempo è un concetto difficile da capire, ecco perché la totalità della gente comune ci rinuncia.

 

- Volare con ali di cera fu il sogno di Icaro. Nulla esclude che un giorno si possa volare senza.

 

- Se il buio per esistere ha bisogno della luce è segno che non è nemmeno capace di fare scoccare una scintilla.

 

- È strano come i matematici e i fisici riescano a tenere distinti numeri e formule dalle lettere dell’alfabeto, senza perciò riuscire ostici alla comprensione dei principi basilari del pensiero.

 

- Non fosse stato per Galilei in Italia saremmo ancora all’età della pietra.

 

- L’evoluzione sarebbe più veloce e le specie più diversificate non fosse che sono state saccheggiate per ragioni di egoistica sopravvivenza dalle specie più forti tra cui i teofani.

 

- Se i neutrini possono attraversare una parete senza lasciare traccia non si vede perché alla lunga non possa succedere anche a una cellula viva, e con quella andare a popolare altri pianeti.

 

- Il paradiso nelle sue varie forme, tanto agognato già dai primi uomini sapiens, potrà benissimo essere creato ed esportato sui vari pianeti: così vincendosi l’insipienza di chi invece ha fin qui operato per distruggere semmai quelli di cui la natura ci ha dotato.

 

- Prendete a modello un roseto e piantateci tutti i semi degli alberi da frutto; avvolgetelo di aromi; impregnatelo di antiparassiti; moltiplicatelo per mille in un chilometro quadrato e offriteli a coloro che dimostrino di amare la natura.

 

- A partire da un certo tempo la vita si appassisce. Se si vuole preservarla così com’è bisogna intervenire prima che quel momento arrivi.

 

- Così come nasce la vita muore, a meno di fermare il processo di invecchiamento a piacimento.

 

- Si dovesse arrivare a popolare e rendere fertili altri pianeti sorgerebbe il problema di dovere scegliere – non a caso – le cellule non ancora maculate che pur esistono in natura.

 

- Prima di dar fuoco alle polveri bisognerebbe estirpare i rami secchi della vita, a cominciare dai sette vizi capitali.

 

- La rassegnazione, a differenza della peste, uccide più lentamente: cominciando a paralizzare il processo conoscitivo-razionale fino all’annichilimento attraverso prostrazione e genuflessione.

 

- Nelle funzioni religiose c’è chi recita e chi assiste passivamente: così stabilendosi un rapporto di subornazione che affonda le sue radici nella cultura tramandata di padre e madre in figlio senza alcuna loro volontà precisa perché ne sono stati privati.

 

- Tanta parte del pensiero logico-razionale è stato buttato alle ortiche attraverso l’uso di discettazioni sempre più misteriche, indecifrabili negli effetti e nelle conclusioni.

 

- Pur di conquistarsi la santità nelle sue varie coniugazioni interplanetarie alcuni uomini si sono chiusi nel silenzio interiore (gli anacoreti), altri invece hanno cercato di penetrare nei misteri delle scritture dette sacre (i teologi) aggiungendo sacertà ai già tanti postulati misteriosi di cui quelle scritture son fatte.





Angelo Bianchi, dalla mostra "Opere 1977-2011", Lavatoio Contumaciale, Roma, 2012


SPIGOLATURE DI TUTT’ALTRO GENERE

 

- Si può rimuovere un senso di colpa? E come?

 

- Il lavoro rende liberi. Il silenzio schiavi.

 

- Il frutto di un peccato che non abbiamo ancora rimosso.

 

- Carri piombati e italiani brava gente.

 

- La necessità di una ricostruzione morale.

 

- Perché la memoria sia alimentata dalla libertà in tutte le sue forme.

 

- Convivenza pacifica e discriminazione.

 

- Il bastone o la carota? Dall’invasione saracena all’espulsione.

 

- Tracce labili di un passato del quale si potrebbe anche provare vergogna.

 

- I nomi come segno di una presenza millenaria: gli ebrei in Sicilia.

 

- Dal patibolo di piazza Marina allo sterminio di massa.

 

- L’inquisizione: un fantasma che ancora oggi si aggira nell’Europa.

 

- Dalla discriminazione ai campi di sterminio. Storia di un genocidio.

 

- La musica Klezmer. Un genere fagocitato dalla follia nazista.

 

- L’inquisizione come follia allo stato puro.

 

- L’inquisizione: un timido tentativo di sterminio della diversità.

 

- Schedatura e deportazione ai tempi del fascismo.

 

- L’antisemitismo struggente di una classe di imbelli.

 

- Silenzio e collusione di fronte a una tragedia.

 

- L’inquisizione: una barbarie sofisticata.

 

- 1492. L’espulsione degli ebrei e degli arabi da tutti i territori appartenenti ai re spagnoli.

 

- 1922-1945. Ventitré anni di terrore.

 

- L’abiura come strumento di tortura.

 

- Dall’adulazione alla delazione, il vizio dei pavidi: George Steiner.

 

- Nessuna vicinanza spirituale, amorosa, intellettuale permette di penetrare nell’intimità dell’altro.

 

- La germinazione dei pensieri nuovi è la merce più rara.

 

- Il linguaggio preconfezionato è posto per impedire la massima espansione di tutte le potenzialità immaginative del pensiero.

 

- “Rispetto a Parmenide o a Platone noi non ci siamo avvicinati di un centimetro all’enigma della natura o dello scopo della nostra esistenza”.

Ciò però non è esatto perché lo scopo è qualcosa che si è dato l’uomo per sentirsi frustrato dall’impossibilità di un risultato credibile, oggettivo-frutto a sua volta della tristezza intimamente a lui connaturata e della quale non sembra potere fare a meno contro ogni logica mentre gli enigmi sono ogni giorno continuamente squarciati dai risultati della ricerca scientifica – a meno di volere essere ad ogni costo pessimista.

 

- “La tristezza è anche creativa e si esprime meglio attraverso la musica, unica sorgente di pensiero che non ha bisogno di parole”.

Erra però anche qui Steiner perché le note corrispondono a parole di un altro linguaggio il quale in quanto tale è altrettanto fallace.

 

- Quanto a Goethe che scrisse “Lo so che nulla mi appartiene se non il pensiero che imperturbato dalla mia anima fluisce” basterà dire che l’anima non si sa esattamente cosa sia o dove risieda e peraltro alla fine sia il pensiero che l’anima volano via lasciando agli altri il compito di lasciarli sopravvivere, se ci riescono. Con il che si afferma che nulla in fondo ci appartiene, ma semmai appartiene a ciò che l’umanità nel suo insieme riesce a creare.

 

 




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