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PROSPETTIVE SINDACALI
Reagire alla crisi: la nuova ‘casa’ degli scrittori nella Cgil


      
C’è una importante svolta: l’SLC (Sindacato Lavoratori della Comunicazione) accoglie l’SNS che diventa la sua Sezione Nazionale Scrittori e si propone di dare rappresentanza e sostegno a tutti gli autori italiani. Tutto ciò costituisce un logico e naturale ampliamento del raggio d’azione di un sindacato che organizza e tutela oggi i produttori di beni sia materiali che ‘immateriali’ legati alla comunicazione e alle più diverse attività creative.
      



      

 

 

di Emanuela Bizi *

 

 

Non è un momento facile per la cultura in generale e per la letteratura in particolare. Colpite da una crisi che non è soltanto economica, ma anche e soprattutto antropologica e sociale. È così un po’ dappertutto nel mondo, ma soprattutto in Italia la crisi sta acuendo la debolezza tradizionale del nostro consumo culturale. I lettori diminuiscono vertiginosamente, si moltiplicano le librerie che chiudono, sono sempre più che le case editrici in grave sofferenza, la gente preferisce passare le serate a cliccare sui social network. Ma non è soltanto colpa dei lettori, è anche che gli scrittori hanno probabilmente smarrito la presa sulla realtà, e non riescono più ad elaborare “mondi possibili” da indicare ai loro lettori.

Per questi e altri motivi, è necessario che gli scrittori e le loro organizzazioni riprendano a “fare comunità”, offrendo occasioni e piattaforme condivise agli autori.

Il Sindacato Nazionale Scrittori, nato nel 1945 nell’ambito dell’azione della CGIL, per iniziativa di Giuseppe di Vittorio e di alcuni autori come Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti, è stato un punto di riferimento politico, culturale ed operativo molto importante per gli scrittori, impegnati o meno, famosi o schivi. Nei decenni, hanno partecipato alle iniziative del SNS – convegni, rivendicazioni, appelli, azioni internazionali – autori diversi, da Attilio Bertolucci a Alberto Moravia, da Mario Luzi a Emilio Villa, da Dino Buzzati ad Amelia Rosselli. Poi, con il disimpegno e il nuovo individualismo che si è imposto a partire dagli anni ’80, sono venute meno le ragioni ideali e anche pratiche dell’azione sindacal-culturale, e l’associazionismo tra scrittori si è sfaldato in una galassia di sigle e piccoli cenacoli.

Il Sindacato Nazionale Scrittori ha continuato caparbiamente a lavorare senza soluzione di continuità, sia sul piano culturale (ricordiamo tra tutti due convegni: “LETTERATRONICA: Web Magazines, blogs, eBooks”, dedicato all’editoria digitale, tenutosi alla Biblioteca Vallicelliana nel 2011; e il convegno “La cultura e gli italiani oggi” presso la Camera dei Deputati nel 2013) sia sul piano della lotta per il diritto d’autore e i nuovi diritti reprografici, digitali etc, con accordi con la SIAE e le istituzioni pubbliche pertinenti.





Nei decenni, anche il rapporto tra il Sindacato Nazionale Scrittori e la Confederazione Generale Italiana del Lavoro si è evoluto, passando per varie fasi, dalla più stretta sinergia fino ad azioni che scorrevano parallele, incrociandosi sugli snodi di protocolli di intesa.

Oggi, dopo un lungo dibattito interno, nel rapporto tra gli iscritti e simpatizzanti del SNS e la CGIL è avvenuta una nuova fondamentale trasformazione: con l’ultimo Congresso del SNS, il 30 novembre 2013, è stata approvata la mozione che sancisce la trasformazione graduale del Sindacato Nazionale Scrittori nella Sezione Nazionale Scrittori dell’SLC, il Sindacato Lavoratori della Comunicazione (SLC-CGIL), che è certamente il più idoneo ad accogliere e rilanciare la rappresentanza generale degli scrittori.

L’SLC ha infatti assunto già da tempo la rappresentanza dei “produttori di beni immateriali”, riunendo categorie più direttamente “creative” e altre categorie a vario titolo ascrivibili al sistema complesso e cruciale della comunicazione e della cultura.

L’SLC (Sindacato Lavoratori della Comunicazione) CGIL, infatti, rappresenta e organizza oggi produttori di beni sia materiali che, come si diceva, immateriali legati alla comunicazione, e dunque anche scrittori di narrativa e poesia e di ogni altra forma e su qualunque supporto, autori e lavoratori del  fumetto, sceneggiatori, autori teatrali, autori musicali, artisti, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori di Aziende postali e Bancoposta; Aziende di telecomunicazioni; Aziende di emittenza radiotelevisiva; Aziende cartarie, cartotecniche, grafiche e editoriali periodiche; Aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani e agenzie di stampa; Aziende del settore della pubblicità; Aziende informatiche e gestione banche dati; Aziende videofonografiche, aereofotogrammetriche e di fotolaboratori; Aziende cinematografiche; e insieme alle lavoratrici e i lavoratori degli Enti teatrali e degli Enti musicali; e alle lavoratrici e lavoratori che svolgono attività dello sport e del tempo libero, Ippica e Case da Gioco; attività audiovisuali e multimediali; attività di produzione, di distribuzione e di esercizio cinematografico, attività teatrali, attività musicali; le lavoratrici e i lavoratori della Società italiana autori e editori (SIAE)..., e dunque, come si vede, attività che hanno diretta attinenza  con la cultura e con la produzione letteraria ed artistica, che è stata fino ad oggi al centro della valorosa azione  del SNS.

Nel recente Congresso dell’SLC, nell’aprile 2014, programmaticamente dedicato al tema “Comunicazione, inclusione” il segretario generale Massimo Cestaro ha quindi pubblicamente annunciato l’intenzione degli scrittori di “confluire organicamente in SLC” e quindi la decisione congressuale di provvedere alla costituzione, in seno al Sindacato Lavoratori della Comunicazione, della SEZIONE NAZIONALE SCRITTORI.





Divenuti parte del nostro Sindacato CGIL gli scrittori ed artisti del SNS, come ha detto al congresso il presidente pro tempore Mario Quattrucci, vi  portano non solo la soddisfazione e l’entusiasmo di essere finalmente parte organica della CGIL “e di poter dare così  agli scrittori italiani una rappresentanza sindacale grande e potente”, ma anche e innanzitutto il grande patrimonio storico ed attuale del SNS.

L’SLC, infatti, ha messo al centro della sua iniziativa di lotta di tutte le categorie rappresentate il punto unificante della lotta culturale, e agisce nella convinzione che “la lotta per i diritti e i valori degli scrittori ed autori italiani non è una lotta settoriale, non riguarda un gruppo minoritario della società, ma investe l’intero impianto del rapporto tra società civile e società politica, riguarda le questioni di fondo della libertà, della democrazia, dell’attuazione della Costituzione, dell’accesso dei lavoratori ai beni supremi della Nazione, di una rivincita del solidarismo contro l’iniquità del darwinismo sociale, della crescita culturale ed umana delle persone – che andrebbero tutelate dall’infanzia alla vecchiaia nel loro diritto, magari da esse stesse obliterato, alle conoscenze e a quella formazione culturale e civile che ne facciano cittadini di una Repubblica fondata veramente sul lavoro, cittadini capaci di giudizio critico maturo”.

 

 

 

*  Segretaria nazionale SLC-CGIL – Settore produzione culturale




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