SPAZIO LIBERO
VERSO IL CONGRESSO DEL SNS – INTERVENTI – 3
Lunga vita
al Sindacato
Nazionale Scrittori



      

di Gian Filippo Della Croce

 

 

Proposte e considerazioni per il Congresso

 

Dobbiamo costruire una nuova attenzione intorno alla figura e alla missione di questo sindacato,  che nasce e si trasforma così come si trasformano le idee, le culture, la società, perché questo sindacato interpreta una parte della società che è a sua volta parte integrante del valore culturale del nostro paese. Questo è un sindacato che non deve soltanto garantire chi esercita funzioni di scrittore, ma garantire anche il pluralismo culturale, che è sintomo e difesa della democrazia, per dare alla confederazione che lo ospita, cioè la CGIL, la possibilità di essere protagonista del rinnovamento culturale in questo Paese. Ecco perché dobbiamo anche riflettere sulla sua missione, che deriva anche dal fatto che noi non rappresentiamo soltanto interessi materiali, ma anche immateriali, ma non meno importanti di quelli materiali, rappresentiamo interessi che vanno a vantaggio di tutti i cittadini come il diritto alla lettura, come il diritto alla cultura che oggi è insidiato e va salvaguardato e deve trovare ospitalità nelle iniziative della CGIL,

Tutto ciò dipende da noi, è una sfida  che certamente non si raccoglie attardandosi in discussioni di merito rispetto alle presenze auguste o meno che ci possono essere fra i nostri iscritti, non è questo il problema, il problema reale è quello di dare ospitalità a  coloro che sono portatori di idee, che sono creatori di idee  che riguardano sia l’espressione letteraria, che quella mediatica, soggetti che debbono trovare nel nostro sindacato ospitalità, sostegno e difesa. Questa è una riflessione che assomiglia in gran parte a una rifondazione di un sindacato glorioso e antico, ma necessario  di uno spirito rifondativo in quanto se un sindacato come questo non si muove nella e con la società, rimane tragicamente indietro.

Il Congresso che ci accingiamo a celebrare  dovrà quindi essere rifondativo e dovrà chiarire una volta per tutte le modalità che regolano il sistema partecipativo, organizzativo ed economico di questo sindacato, onde evitare le profonde zone grigie, carenze di trasparenza e di comunicazione da addebitare soprattutto alla precaria organizzazione attuale, che sono  alla base del disagio che il nostro sindacato sta vivendo.

Queste sono responsabilità che non possono essere eluse, soprattutto in questo momento, accingendoci a varare e realizzare un congresso di capitale importanza per il nostro futuro.  Un congresso che dovrà riconoscere al nostro sindacato il posto che merita nella CGIL, collegandosi all’iniziativa generale della confederazione e nello stesso tempo salvaguardando la propria identità. È questo che  la CGIL si aspetta da noi, la dimostrazione di una capacità di saper camminare con le nostre gambe insieme e a fianco delle altre categorie. La missione che ci appartiene non può essere considerata l’appendice di altre categorie sindacali, al contrario il SNS, considerata la sua trasversalità, può essere un riferimento per tutta la CGIL, la cui iniziativa sul terreno culturale è in questi ultimi tempi piuttosto carente, quanto necessaria. Questo si aspetta la CGIL da noi, perché è questa la nostra missione, il significato della nostra presenza all’interno della più grande confederazione sindacale italiana.





Agostino Tulumello, Senza titolo, 2004


Questo comporta alcune considerazioni :

1)      Qualsiasi ipotesi di scioglimento del SNS va respinta perché di fatto  rappresenta semplicemente l’annullamento del SNS, della sua missione e della sua storia. Cancellare con un colpo di spugna più di cinquanta anni di storia è un suicidio politico che non serve a nessuno, tantomeno alla CGIL.

2)      Proporre lo scioglimento come soluzione finalizzata a una successiva e ipotetica rinascita in forma di “sezione” della SLC CGIL è improponibile in quanto comporterebbe  la liquidazione della più importante caratteristica del SNS, cioè la sua struttura territoriale. Infatti il primo effetto dello scioglimento all’interno della SLC sarebbe la fine delle sezioni territoriali che possono continuare ad esistere soltanto se il SNS conserva la propria autonomia.

3)      Riprendere la trattativa con la CGIL su nuove basi, proponendo un progetto che salvaguardi la nostra autonomia nell’interesse della CGIL conservando la nostra organizzazione territoriale,( i sindacati della CISL e della UIL non ce l’hanno) che è fondamentale per il radicamento nel territorio, le iniziative e la rappresentanza sociale. Il confronto con la CGIL non può essere soltanto di natura amministrativa, ma deve essere soprattutto di natura politica, perché è proprio la mancanza  di elaborazione politica una delle cause della attuale situazione del SNS.

4)      Chiudere la attuale fase di crisi individuando un percorso che distribuendo equamente le responsabilità costruisca una soluzione politica per l’uscita dall’attuale impasse.

5)       Stabilire regole e procedure certe per lo svolgimento del congresso e sviluppare iniziative territoriali che oltre ad avviare la campagna congressuale servano nello stesso tempo alla promozione  di un più vasto interesse nei confronti del SNS e della sua mission. Qualsiasi tipo di ridimensionamento o di amputazione prima del congresso serve soltanto ad accelerare la fine del sindacato, è questo che si vuole? Chi lo vuole?

 

Siamo quindi  di fronte ad una svolta decisiva che non può che partire dal mantenimento in vita del SNS, in quanto indire un congresso di rinascita o di rifondazione all’insegna dello scioglimento e quindi dell’annullamento del SNS sarebbe semplicemente assurdo.

Lunga vita al Sindacato Nazionale Scrittori!

 




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