LETTERATURE MONDO
 
MILAN KUNDERA
GEOFF DYER
NAIM ARAIDI


L’ultimo libro del famoso scrittore ceko, naturalizzato francese, è uscito in anteprima mondiale in Italia, presso Adelphi. Un libro narrativo, ma inclassificabile che combina un andamento fiabesco e surreale con un forte e continuo sottofondo storico, politico e filosofico. Suddiviso in sette parti il testo è come se, ad ogni pagina, volesse impartire una sorta di pacata e meditabonda lezione sullo straniamento dello stare al mondo.



di Francesca Fiorletta


Ristampato da Einaudi-Stile Libero il libro dello scrittore inglese “Natura morta con custodia di sax”. Un libro come dice Keith Jarrett non ‘sul’ ma ‘intorno’ alla musica afro-americana e che si dispone come un rapinoso ‘assolo’ di scrittura che penetra le vite in disfacimento di alcuni dei suoi più grandi protagonisti. Un testo memorabile che parla di note e di vita, colmo di dolore.





di Cosimo Ruggieri


Presentiamo una breve selezione di testi dal libro in versi “Canzoni di Galilea” uscito presso le Edizioni Seam. È la prima raccolta in Italia di un autore 63enne, poeta (e docente universitario) arabo, però nato in Israele e di religione drusa. Tutte caratteristiche che fanno di lui un soggetto culturale particolare, che scrive sia in ebraico sia in arabo, e attivamente impegnato a creare ponti e canali di comunicazione tra le diverse popolazioni e culture dell’area mediorientale.


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DIPARTITE EPOCALI
  A PROPOSITO DI EZRA POUND


È morto a 93 anni il più importante e influente critico letterario della Germania o, come usava dire, ‘di lingua tedesca’, alludendo al suo essere in origine un ebreo polacco sopravvissuto allo sterminio del ghetto di Varsavia. La sua avventurosa vita è diventata persino un film. La sua popolarità derivava anche dall’aver condotto per anni in tv il programma culturale “Il quartetto letterario” e per avere pubblicato in molti volumi il suo personalissimo canone delle opere letterarie tedesche. Nel 2002 fu anche protagonista di una clamorosa polemica mediatica con lo scrittore Martin Walser che in un romanzo lo immaginava critico odiatissimo assassinato da un autore da lui stroncato.


di Alberto Scarponi
 



“Il centro del cerchio” è l’ultima pubblicazione di Enzo Minarelli, un libro interessante e composito con allegato un dvd che contiene delle registrazioni vocali del poeta americano che risalgono al 1959; un film sperimentale girato nel 1955 da Anna Bontempi, Martino Oberto e Gabriele Stocchi come omaggio all’autore dei “Cantos”, in quel momento ancora detenuto in manicomio in America; e infine una videopoesia costruita sui suoi colpi di tosse. Il tutto corredato da molteplici interviste e da precise e forbite analisi critiche e teoriche circa l’influenza poundiana sulla ricerca “verbo-voco-visiva” italiana.





di Marco Palladini
 
JÖRG STEINER
  DIARIO DI VIAGGIO


Considerazioni a margine di un’intervista al 73enne romanziere svizzero di cui in Italia sono stati pubblicati due soli libri: “Il collega” e “Chi balla Šostakovič”. Il tema principale delle sue opere è relativo al rapporto tra ‘prigionia e libertà’. Un altro nodo problematico della sua narrativa riguarda ‘l’angoscia e il silenzio’. Perché lo scrivere ha a che fare con ‘l’impotenza’, con ‘l’impossibilità di uso della forza’ e, dunque, può essere visto come ‘una forma di protezione’ verso i deboli.











di Sergio Toscano
 



Note al ritorno dalla capitale dell’Austria che appare davvero un ‘altro mondo’ per chi arriva dall’Italia. La città è organizzata, pulita, elegante, efficiente, niente lavavetri, mendicanti, maghi e fattucchiere nelle strade. C’è un ordine esterno (pochissimi poliziotti o vigili urbani) che rispecchia un ordine e una disciplina degli individui. Nessuno sbraita, urla, fuma in pubblico, dà fastidio al prossimo. Il rispetto sociale è anche rispetto religioso. La gente sembra appartenere tutta ad una classe più o meno abbiente, niente segnali di miseria in giro, e fa riflettere che il paese è governato da mezzo secolo dai socialisti. Musei, teatri, caffè, ristoranti offrono ospitalità e qualità, una patina d’antico la si riconosce nell’uso del sigaro e nella voga ancora dell’orologio da panciotto.


di Ignazio Apolloni
 
  JONATHAN LETHEM
 
 


Era un ragazzino quindicenne il famoso scrittore americano, quando ascoltò nel 1979, nella stanzetta della sua casa a New York, il lp “Fear of Music”. Ne nacque una sorta di morbosa attrazione che lo portò a risentirlo infinite volte, fino a consumare letteralmente il disco del gruppo capitanato da David Byrne. Adesso dopo oltre trent’anni gli ha dedicato un libro (ancora inedito in Italia), pubblicato da Continuum che sforna volumi su album musicali, trattati alla stessa stregua di classici della letteratura.


di Cosimo Ruggieri
 
 
JORIS-KARL HUYSMANS
  MEMORIE PARIGINE



“Nella corrente” (1882), storia quasi crudele del depresso impiegato quarantenne Jean Folantin, è un libro interessante, anche perché segna il passaggio dello scrittore francese dal naturalismo dei romanzi “Marta” (1876) e “Le sorelle Vatard” (1879) alla sperimentazione simbolista che culmina in “Controcorrente” (1884) e “L’abisso” (1891), che sono tra i modelli letterari del decadentismo europeo. Tra l’altro nello ‘spleen’ dell’avvilito protagonista possiamo quasi leggere i prodromi dell’esistenzialismo sartriano.


di Stefano Lanuzza
 


Un flusso di ricordi anche dissacratori sugli ambienti culturali e letterari della capitale francese tra il Maggio ’68 e gli anni Settanta. Passando da Lacan a Foucault, da Althusser a Roland Barthes, da Sartre a Philippe Sollers, allora giovane leader del gruppo di “Tel Quel”, al grande antropologo Levi-Strauss. Ben più simpatico, umano e democratico era Jean Pierre Faye, direttore della rivista “Change”, a cui collaborava la poetessa Danielle Collobert, suicida a soli 38 anni, oggi reputata una autrice ‘cult’.




di Carlo Carlucci
 
LOUIS-FERDINAND CÉLINE
  LOUIS-FERDINAND CÉLINE - 2


Ristampato in Italia “Céline in camicia bruna”. Pubblichiamo la postfazione del traduttore e curatore di questo raro libro. Il cui autore, il giornalista ebreo tedesco Hanns-Erich Kaminski, ammiratore dei primi romanzi dello scrittore francese (fino a “Morte a credito”), si getta nel 1938 a comporre questo pamphlet, in gran parte di fantasia, che accredita una sostanziale coincidenza tra le tirate antisemite dell’autore di “Bagattelle per un massacro” e le politiche naziste di persecuzione dei giudei. Al di là di una certa tendenziosità, alimentata dalle sciagurate invettive letterario-politiche céliniane, il volume ha il pregio di apparire profetico quando prevede lo scoppio di una lunga guerra, i cui ‘orrori supereranno l’immaginazione più sfrenata’.


di Stefano Lanuzza
 



“Céline in camicia bruna – Un Voyage immaginario” pubblicato da Stampa Alternativa è un libello dell’ebreo tedesco anarchico Hanns-Erich Kaminski, che già nel 1938 puntava il dito contro l’autore di “Bagattelle per un massacro”, evidenziando la natura delirante, quasi psicopatologica del suo antisemitismo. Il carattere iperbolico, polemico-letterario del pamphlet céliniano non poteva ignorare il fatto che Hitler era al potere da cinque anni e che il nazismo già stava dispiegando il suo programma bellico e di sterminio razziale.









di Alberto Scarponi
 
  ANTOLOGIA POETICA INEDITA
 
 


Dopo il florilegio della poesia cipriota pubblicato nell’ottobre 2011, pubblichiamo una nuova ampia selezione che concerne ventitre poeti appartenenti alle generazioni attive e produttive nella seconda metà del Novecento. È un assai rappresentativo campione della più recente produzione letteraria greco-cipriota che senza manifestare una poetica comune, esibisce però un sostrato etico-filosofico, una ragionata mentalità nazionale, una coscienza storica e un calibrato rapporto tra lingua e memoria.


di Crescenzio Sangiglio
 
 
Sommario

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