TRADUCENDO MONDI
DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA UNGHERESE (2)
György Spiró: “Quartetto” - Zoltán Egressy: “Spinaci e patatine fritte”


      
Presentiamo le sinossi, le note biografiche e due brevi scene delle opere di due tra i piů significativi autori teatrali magiari attuali. Il primo, 65enne, č in assoluto il piů noto tra i drammaturghi viventi, e il suo testo inscenato per la prima volta nel 1997 ha vinto in Ungheria il premio della critica. Il secondo, 44 anni, č un drammaturgo della nuova ondata ed č anche regista. Il suo testo, del 1999, ha riscosso grande successo non soltanto in patria, dove ha avuto ben sette diverse versioni teatrali, ma anche a Londra, dove č stato presentato presso il New End Theatre. Inoltre ne č stata realizzata una versione cinematografica di Tamás Dömötör.
      



      

Presentazione, note e traduzione  

a cura di Dóra Várnai

 

 

György Spiró

 

QUARTETTO

 

Siamo nella cucina di un appartamento della periferia di Budapest, dove vive una povera e mediocre famiglia ungherese, composta dal Vecchio, dalla Moglie e dalla figlia, nel testo chiamata Donna. Suonano alla porta, e si presenta uno sconosciuto, l’Ospite. Si tratta di un ungherese emigrato in America dopo gli avvenimenti del 1956. L’Ospite afferma di esser stato salvato nel periodo successivo ai moti rivoluzionari proprio dal Vecchio, allora un’agente della famigerata polizia di stato, che lo avrebbe avvertito dell’imminente pericolo di arresto. L’Ospite č dunque tornato ora in Ungheria per ringraziare il suo salvatore e ricompensarlo con un carico di ricchi doni. Il Vecchio perň nega tutto. La Moglie non capisce cosa stia succedendo, l’unica entusiasta della presenza dell’Ospite, ma solo a causa dei suoi regali, č la figlia. Lei vorrebbe tenersi la macchina e la carta di credito dell’Ospite per poter finalmente condurre una vita all’”americana”, sogno di molti giovani ungheresi. Il conflitto tra passato e presente sembra perň irrisolvibile. Il Vecchio, all’epoca un comunista convinto, č stato ormai messo da parte dalla Storia, č deluso da tutto e da tutti, e insiste nel non voler riconoscere né i propri errori, né i propri meriti. Dall’altra parte l’Ospite, che a sua volta č in fuga dalla vacuitŕ e dalla mancanza di veri valori della societŕ americana e vorrebbe ritrovare il calore dei rapporti umani e la propria patria, capisce che il paese č irrimediabilmente cambiato, questa nuova Ungheria non č piů la sua. Il dramma finisce quindi con la sua partenza, mentre alla figlia non resta che consolarsi con il pollo alla paprika preparato dalla madre.

 

 

György Spiró, nato nel 1946, č il piů noto drammaturgo ungherese contemporaneo. Egli č inoltre scrittore di prosa, professore di storia della letteratura, traduttore dal russo, dal polacco e dal croato, esperto della drammaturgia dell’Europa Centro-Orientale. Ha pubblicato numerosi romanzi, racconti, poesie e saggi. I suoi successi teatrali piů grandi sono stati: Testa di pollo (Csirkefej, 1985) e L’impostore (Az imposztor, 1982), tratto da un suo precedente testo narrativo. I suoi drammi piů recenti si svolgono nell’Ungheria odierna, focalizzando l’attenzione sulle contraddizioni politiche e sociali. La sua scrittura sicura e ricca di possibilitŕ espressive puň utilizzare tante e diverse forme drammatiche. Alcuni dei suoi ultimi drammi sono: La nuovissima epopea Zrínyi (Legújabb Zrínyiász, 1991), Dobardan (id., 1994), La casata Árpád (Árpád-Ház, 1995), Virtschaft (Vircsaft, 1996), Honte de rue (Honderű, 1998), Soap Opera (Szappanopera, 1999), Locanda del Gran Pantano (Fogadó a Nagy Kátyúhoz, 2001), Oscuramento (Elsötétítés, 2002), Incidente (Koccanás, 2006), Prah (Id., 2007), tutti messi in scena da vari teatri ungheresi. Vincitore di numerosi premi, tra cui quello della Corporazione dei Dramaturg Ungheresi nel 2002. Nel 2006 č stato insignito del premio Kossuth, la piů alta onorificenza artistica dello Stato ungherese. Quartetto (Kvartett, 1996) č stato messo in scena per la prima volta nel 1997, vincendo il premio dei critici ungheresi.

 

 

 

Quartetto

 

 

Personaggi:

OSPITE

VECCHIO

MOGLIE

DONNA

 

Luogo: la cucina di un bilocale in un quartiere popolare di Budapest, composto da palazzi prefabbricati.

 

Atto secondo

 

[...]

 

DONNA             Io secondo papŕ sono una traditrice della classe, sa?

 

VECCHIO          Tu pensi solo ai soldi, ad accaparrarti tutto –

 

DONNA             Tutto cosa?! Cosa ho avuto io? Nemmeno la dote! Quando mi sono sposata abbiamo abitato per mesi in un ripostiglio, non avevamo niente, perché papŕ č un puritano, e non ha mai avuto niente! Per questo mio marito mi ha lasciata, perché come si fa a sopportare tutto questo?

 

VECCHIO          Non dare la colpa a noi, č stato quel barbone dai capelli lunghi, quelli come lui hanno rovinato tutto.

 

DONNA             E gli ingegneri! – Papŕ č un babbeo, sa? Tutti gli altri si sono arricchiti sotto Kádár, soprattutto se erano in certe posizioni, e invece papŕ cosa ha ottenuto? Niente – questo appartamento prefabbricato, e un piccolo giardino a Horány – quello č un covo di comunisti – un posto orribile – appezzamenti minuscoli, tutti i compagni uno in bocca all’altro – sul terreno c’č solo una baracca di legno – tremenda – ci si andava con la Wartburg, quando ce l’avevamo, solo che lui non č stato capace nemmeno di imparare a guidare decentemente, si rischiava la pelle a ogni cambio di marcia – zappava il giardino e distillava la grappa – grappa mista – puzzava come il diavolo –

 

VECCHIO          Non l’ho mai venduta! La facevo per noi!

 

DONNA             Ho detto che la vendevi? – E poi arrivavano i compagni del vicinato e quelli da Budapest, e bevevano quella schifezza – i compagni – non si sono poi piů fatti vivi, eh, i compagni – si sono prostituiti i compagni – la stella di papŕ era in declino, non c’era piů bisogno di bere la sua grappa – poi non avevamo piů nemmeno la Wartburg – era sempre ferma, ma costava comunque almeno cinquemila al mese – quel giardino č sempre pieno di erbacce – non potevo neanche portarci i miei amici, e come facevo? – Se per esempio uscivo con un ragazzo, mica ce lo potevo portare, e se anche ci fossimo arrivati in qualche modo, diciamo con l’autostop, appena vedeva quella baracca, gli si ammosciava subito – ecco cosa ha saputo raccattare il papŕ per la sua famiglia – mentre sotto Kádár tutti si ingrassavano, soprattutto i compagni! – Facevano festa allora e fanno festa pure adesso, la stessa gente – chi non fa festa č un fesso – anche mia figlia farŕ festa, mia figlia non sarŕ una di quelle fesse! – Bisognava leccare i culi, papŕ! – Quelli hanno leccato e sono diventati dei capoccia – e ancora oggi lo sono – E se io e mio marito avessimo avuto un appartamento decente, quando č nata la bambina, staremmo ancora insieme!

 

VECCHIO          Non dare la colpa a noi, di quel barbone capellone! Eri sempre in giro con lui per concerti, č questo che ti ha rovinato. Bisognava prenderli a bastonate, e subito.

 

[...]

 

 

 

 

 

Zoltán Egressy

 

SPINACI E PATATINE FRITTE

 

Siamo nello spogliatoio degli arbitri, prima di una importante partita di calcio del campionato ungherese. Arriva per primo il Guardialinee I, soprannominato Sapone, da poco retrocesso a questo ruolo a causa di numerosi sbagli di arbitraggio e alcuni episodi poco chiari che hanno macchiato la  sua carriera. In seguito arriva il Guardialinee II, chiamato Artista per il suo incontenibile animo poetico. Come gli accade sempre piů spesso, č ubriaco e disperato: pensa ancora alla bella Marianna (e all’ottimo piatto a base di spinaci e patatine fritte che era solita cucinargli), che l’ha lasciato per un altro. Il suo nuovo amante altri non č che il terzo protagonista, il giovane e rampante Arbitro, chiamato anche Boccatriste, che condurrŕ di lě a breve la partita. Il Guardialinee Sapone ritiene Boccatriste responsabile dei suoi guai ed č deciso a fargliela pagare. Servendosi anche della complicitŕ di Artista, vuole sabotare la sua conduzione della partita.

Nel II atto ritroviamo i tre protagonisti nello stesso spogliatoio. Siamo nell’intervallo della partita, che sta andando a rotoli grazie ai numerosi errori volontari dei due assistenti. Boccatriste č quindi furioso e richiama alla serietŕ e alla collaborazione i due guardialinee. Ottiene perň l’effetto contrario, Sapone infatti per ripicca gli nasconde il cartellino giallo.

Nel III atto siamo a fine partita, di nuovo nello stesso spogliatoio. I tre protagonisti vi si sono rintanati, inseguiti dalla folla inferocita di giocatori e tifosi. La partita č stata infatti definitivamente rovinata dall’Arbitro, che in mancanza del cartellino giallo, ha usato a volontŕ quello rosso. Chiusi dentro senza possibilitŕ di tornare a casa, i tre finalmente fanno i conti tra di loro, scoprendo alcune inaspettate sorprese...

 

 

Zoltán Egressy, nato nel 1967, si č laureato in storia e letteratura ungherese presso l’Universitŕ ELTE di Budapest. Č uno dei giovani autori teatrali piů noti, oltre ai drammi scrive e traduce anche poesie. Il suo maggior successo teatrale, Portogallo (Portugál, 1997), č da molti anni in programmazione in diversi teatri ungheresi, tra cui il famoso Teatro Katona József, ed č diventato anche un film. Tra gli altri suoi testi vanno menzionati: Reviczky (id., 1995), Tre bare (Három koporsó, 2000), Azzurro, azzurro, azzurro (Kék, kék, kék, 2001), Il compleanno di Csimpi (Csimpi szülinapja, 2001), Incidente (Baleset, 2004). Il dramma 4x100 (id., 2003) ha visto la prima regia teatrale dell’autore stesso. Spinaci e patatine fritte (Sóska, sültkrulmpi) scritto nel 1999, ha riscosso grande successo sia in Ungheria, dove ha avuto ben sette diverse versioni teatrali, sia a Londra, dove č stato presentato presso il New End Theatre, inoltre ne č stata realizzata una versione cinematografica di Tamás Dömötör.

 

 

 

Spinaci e patatine fritte

 

 

Personaggi

Arbitro (Laci)

Guardalinee I (Sapone)

Guardalinee II (Artista)

 

Luogo: lo spogliatoio degli arbitri

 

Primo atto

 

[...]

 

Guardalinee II            (Si accascia sulla panchina di destra) Non mi piace stare qui. Anche l’altra volta mi hanno sputato addosso. A te non č mai successo?

 

Guardalinee I             E dov’č che non ti sputano addosso, Artista? Ti sputano ovunque. Embč?

 

Guardalinee II                        A te ovunque?

 

Guardalinee I              Perché io gliele canto, e gli ricambio pure i gestacci! Mica possono fare i gradassi, con me.

 

Guardalinee II                        Prima o poi, invece delle cartacce, ti tireranno le pietre.

 

Guardalinee I              Senti, io dico sempre: scagli la prima pietra chi non mi teme. Non mi hanno mai aspettato al varco dopo la partita!

 

Guardalinee II                        Quella č la parte peggiore. La fine. Il triplo fischio.

 

Guardalinee I             Dipende. Da quanti sputatori ci sono dietro di te, capisci?

 

Guardalinee II                        Poi deve passare di nuovo un’altra settimana, prima di tornare in campo.

 

Guardalinee I             Ti piace cosě tanto?

 

Silenzio.

 

Guardalinee II            Prima, mangiavo sempre spinaci e patatine fritte il giorno della partita. Li preparava la Marianna. Solo nei giorni di partita. Non dovevo nemmeno dirglielo, faceva tutto da sola, era una specie di cabala.

 

Guardalinee I             Spinaci e patatine fritte? Che idiozia.

 

Guardalinee II            Diceva che se diventavo arbitro, allora mi ci cuoceva anche la carne. Era una specie di cabala. Che la carne, me la faceva solo in quel caso. Ma ormai fa lo stesso. Il tempo č volato. L’ultima volta che li ho mangiati č stato quando se n’č andata.

 

Guardalinee I             Né carne, né arbitro.

 

Guardalinee II                        Giŕ. Né Marianna. Giŕ.

 

Silenzio.

 

[...]

 

 

 




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