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di Stefano Lanuzza
Pressoché
un processo di massa è quello che l’eccellentissimo ancorché fetentissimo Amorphophallus, hortulano
custode dalla testa fallica e dal cervello fino, intenta a un gineceo di
Carnivore accusate, non senza pruriginosi trasferimenti di senso, di “carnivorosità” (cfr. Giada Primavera-Liliana
Ugolini, Carnivore. Processo, scrittura, azione,
Firenze, Morgana Edizioni, 2011).
Così,
sfuggite a coltivi di begonie lilium mughetti ortensie, giunte da mucidi
giardini e torridi orti, loro, palpitanti di desideri e dai gusti giammai
vegetariani, già insidiatrici di Biancaneve fuggitiva nel bosco di notte e
abitatrici del letterario herbarium dei Keats, Shakespeare, Thoreau o
Emily Dickinson, stirano voluttuosamente i loro ascidi e lasciano la parola a
chi, come Liliana Ugolini, poetessa affermata, e la
talentuosa Giada Primavera, sa, per allegoria e poesia, eccedere la piatta
realtà.
Come
in un’aristofanesca ‘commedia delle donne’, vengono a processo, marcate da un
ambiguo destino di seduzione, le Carnivore, presunte reprobe, giunte
dalle penombre d’un boudoir traslato nel metaforico tribunale presieduto dall'amorpho maestro-giardiniere che ha l'aspetto d'un lingam moscio...
Ed
ecco, compunta e monacale, acqua cheta senza profondità, Aldrovanda
maestra d’agguati.
Ecco
Biovularia, piccolina ermafrodita, incarnato
di violetta, aspetto riservato e sfuggente tale che taluni la suppongono superba
non sapendo che lei soffre d’abbandono e, nella sua solitudine, coltiva
carnivori “pensierierinni”.
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Antonio Patrino, No, lei ha una quarta, 2007, acrilico, polvere da sparo, grafite e tela su carta - 130x130 cm
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C’è
Brocchina la freddolosa: che accoglie
l’ospite, ma poi se ne sfama. E che dire di Byblis,
l’appiccicosa, faconda ma venefica intellettualoide?
Incolpevoli
e solo informate dei fatti sono Crysamphora e Heliamphora;
mentre la bella Dionaea, “Venere
acchiappamosche”, vera trappola afroditica, è una che
divora chi ama.
Un
caso ‘umano troppo umano’ oltre che botanico è la
sanguigna Drosera, lì a struggersi per lo Scarabeo stercorario, fatale
ispiratore del Maldoror di Lautréamont,
poeta maledetto. Incantesimata persa, da predatrice
s’è fatta preda; mentre lui, copulatore indefesso, la tradisce con tale Rosa coscia-di-ninfa. E guarda come, arresa al coprofago, la
divoratrice si fa da lui divorare...
Ingorda,
metodica, insaziabile sbafatrice è Pinguicula,
rotondetta dalla vita in giù, callipigia.
Spicca
in altezza, l'eretta, stretta, silente Sanguinea, odorosa e sempre
assetata.
Rosseggiante
di voglie è Serracenia, sadica gentile: lei,
le proprie vittime le uccide di piacere. Crudelissima è Utricularia, labbruta inferiormente come un suonatore di bombardino...
Ma
già incalza il falotico Amorphophallus:
che va di fretta e, considerate le corolle, i pistilli o le sessuali metafore
della nobile scienza botanica, e strologato sulla colpevolezza delle fin troppo
antropomorfiche Carnivore, indulgentemente delibera che, non implicando il loro
agire libidine violenta né percosse, esso è fatidico processo naturale. Sicché
s’assolva, ovvìa!
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