di&e con daniele
Introduzione,
di Daniele Calzavara
Massi dorme, ipnotizzato prima
dal gamma-butyl, come lo chiama il bel dottorino rassicurante della
rianimazione – meno male, ieri al pronto soccorso c’era una barbie tagliacazzi
fascistissima – e ora sedato dall’ipnotico del S.Orsola, nudo sul lettino, con
il sacchetto di piscio che pende dal suo cazzo, e un tubo visibile che gli fa
ingoiare l'aria. Aspettando che il telefono squilli per annunciarmi il tuo
risveglio, o le 15:00 per la prossima visita per riunirmi a te, Amore Mio, sfrutto
il momento per le omosessuali faccende ospedaliere. A MTS un susseguisi di
fricchettoni, di vecchie battone, di giovani slavi, di fascistelli con il cazzo
in fiamme e puttanelle con la vagina a pois aspettano il loro turno. A prelievo
eseguito mi dirigo alle infettive, qualche volto medesimo della precedente
attesa, le solite ragazze della dark room, e tre personaggi non fanno che
ricordarmi te. Ridacchiando si presentano come i ragazzi del muretto, parlano
di puttane, di posti di ritrovo, di soprannomi, delle regole di ‘Santo Spirito’
a Bologna. Di chi è sopravvisuto con l’HIV, e di chi da un ‘giochetto è passato
ad un altro’. Qualcuno dicono, ha avuto anche un figlio.
Oggi
sono dotato di un nuovo organo – tecnologicamente noto come MacBook Pro – che
sarà utilizzato per adempiere alle mie ossessioni per liberare la macchina di
Massi per renderci ancora più uguali. Le nostre strade risultano visibilmente
annodate: i processi di daniel-izzazione quotidiani non sono altro che i
processi di massimilian-izzazione quotidiani. Questi comportamenti
incontrollabili conducono alla produzione di un elemento unico dicotomico dove
le parti si trovano a mantenere distanza inferiore a qualche decina di passi e
a vivere n&l rapporto di forza dog&master marito&moglie
madre/padre&figlio amico&amico indifferentemente bilanciati da una
parte o dall’altra. L’amore esiste non è un invenzione filosofica
trascendentale narrativa poetica.
Staccare il cervello dal corpo dimenticandosene.
Volontari del viaggio non risultato sperimentale delle signore forze
micro-luminose. Eccoti nel tuo splendore muovere le gracili membra elevandoti
al cosmo. Il niente ignora il tutto. Blocca l’orologio e si rifugia oltre lo
spazio. Viaggiare. Londra ci aspetta.
Bologna,
17-22 aprile 2011
prologo
tradimento
questa poesia la scrivo in segreto
mentre sei a cena dalla mamma
e firmo pure un contratto per la
pubblicazione
che tu disapproveresti
ma ho fretta di pubblicare
a 43 anni vissuti così – bello mio – il
futuro sembra un soffio
e non ti tradisco con un altro ragazzo
perché tu sei il più bello e profondo
del mondo
una fonte inesauribile
di amore e bellezza
ma ti tradisco con queste parole
che spedisco dal tuo letto
al mio amico mirko fuggitivo per la
svizzera
e al pio nuovo editore
che raccoglie di me
le prime ceneri del nostro amore
come la cenere che si mette sotto la
coca basata
perché la scrittura è solo detrito
e la mia vita a tutto tondo sei tu
scriverò per te
“quello che non fue mai detto di
alcuno”
nel mio prossimo libro
che poi è ormai questo qui
possano gli dei tenerti accanto a me
in ogni vita in ogni tempo e in ogni
luogo
in ogni regno di esistenza
dove tu mi sarai principe e consorte
canto
primo
amuleti talismani gatti o quale
altra enigmatica sinistra icona
posso opporre a questo male
questo
mostro minaccioso ignoto
ben peggiore e difettato del
male almeno puro
quest'uomo potente e sadicamente
dominante
oscuro medico di magie
iperneurali e nanotecnologie
che prolunga sé in mille spire e
mille forme come un proteo o un’idra
e offende questo mio fiore come
le fauci del capretto selvatico?
in verità – dicono i saggi – non
è più rimedio
e altra via non c’è che quella
di accettare il fato
e contenersi in questa di forza
dimezzata vita e limitata
dove ciò che è perduto è da
ritenere perduto
e ciò che resta è da cospargere
con olii balsamici e lenitivi vari
cercando nuove cose in nuove
forme – cercando il paramatma – forse?
l’uomo maturo – dicevano gli
antichi – non dovrebbe invidiare la forza del giovane
che non gli è data
così come il giovane non conosce
invidia per quella del toro
che non gli è data
così dunque è per me per te per
noi amore mio
e lobotomizzato e dislessico e
impotente o quasi devo proseguire il libro
il libro che parlerà di te
e riprendermi risorgere
resuscitare vincere farce-la:
anche
se
la
scrittura si fa molto incerta minore la memoria
e pressoché impossibili
ulteriori apprendimenti
questo dunque ci resta amore mio
un massi che non è più massi in
toto e per se
e
quasi secco è il mirto
come un limone dal poco succo
annidato solo tra gli interstizi
e cazzo mi dibatto in questa
lotta in questa sfida non mi arrendo al mostro
all’orco all’entità superiore ma
con sue fragilità nonmeno
ci resta però – questo è certo –
il consolare il consacrare l’abbellire le nostre
di
necessità oh di necessità ripeto così abiette monche tronche vite
frante dallo strazio di
multimiliari iridiscenti lame di luce e radiazioni
che feriscono cervelli rètine e
metri di intestini
per quanti mesi quanti mesi
quanti quanti quanti mesi mesi mesi
ci resta il decorare nel senso
proprio di decus decoris il decoro
il decorare con simboli
ghirlande antidoti specchi specchi e ricerca
di
punti deboli
del
nemico
ma – dicono i sapienti – forze
oppositive operano sempre in simmetria
forze oppositive operano sempre
in simmetria
e l’orrendo boomerang lanciato
ad astronomica potenza
da una folle compagnia
gerarchizzata di torturatori dalle loro feritoie di orrori
ricadrà sul capo loro la
consorte la casa sua e i figli tutti
e sarà strage furente e morte e
ferro e fuoco
e infine crollo – e
terribilmente – della rocca infame che attorno attorno
opprime le terre propinque e le
sue genti
e quel pallido gelido tiranno
apparirà finalmente
e
di nuovo
al
balcone
per sprofondare in un gorgo
infestato da erinni in furia
all’altra all’atra sponda dove
restare è legge
canto
secondo
“chi mi bacia un po’ il culo?”
“te amore o fede?”
“mhhhhh”
“io”
“vai fede vai te”
dico io e intanto penso
tanto io ce l’ho sempre e tu
solo per quest’ora
e poi non si può mancare di
rispetto
a queste precedenze a questi i
was there first e iura primae noctis
di questi poi ne ho già
rilasciati parecchi
perché tu sei il più bello del
mondo
e nel tuo harem nella tua corte
ce ne sono davvero tanti
e tutti quarantenni ma uomini di
potere e ricchi
che sembrano molto ma molto più
vecchi di me
perché io non mi sono mai
stressato a far de schei
se sia un bene o un male non lo
so
e mentre scrivo mi dici “buona
ispirazione amore?”
ed è l’unica volta che da un
mese a questa parte
una tua frase mi disturba appena
perché il mio unico tradimento
dico unico verso di te
“sta in queste parole ch’io
dico”
e si ritorna così ancora una
volta a lui insomma
a quel poeta là
e ho una paura dannata
che
il flusso delle parole mi si ingombri
insomma ho paura di distrarmi
ad
ascoltare te e così perdere il filo
ora che c’è sufficiente sostanza
e sesso per stare bene e scrivere senza piangere al solito
ma scrivere di gioia
quella che tu mi dai che noi ci
diamo spero
e che viviamo in ogni attimo in
ogni attimo bellissimo da un mese e di qui all’eternità
perché la mia unica paura fissa
costante ormai
è
che semplicemente che tu mi molli
che arrivi qualcuno bello e
ricco e ti rubi e ti porti via da me
e delle altre cose ma dico tutte
non me ne fotte più un cazzo
e penso solo questa cosa
che ho paura che tu mi molli
e insomma sto bene sto benissimo
con te sono felice in estasi
tu che mi hai cambiato la vita
che mi hai dato tutta la vita
e tutti i miei amori precedenti
non erano amori
e il mio amore della vita unico
sei tu
perché sei bello
intelligentissimo indisciplinato buon furbetto e così giovane
il principe azzurro che avevo
sempre sognato
non avevo infatti mai dico mai
abbassato i miei stardard
prince charming
oh prince charming che aspettavo
da una vita e adesso arrivi te
ma è che il padrone di casa che
tu chirurgicamente operi e maltratti
in cambio di drrrrroga per
nnnnnoi
mi ha dato solo questo foglietto
fogliaccio per scrivere
e allora devo dare un taglio
alla “buona ispirazione”
che andrebbe avanti di per sé
per altre diecimila pagine
e raccontare solo dell’inizio
quando mi sei piombato in casa
e
“ti amo” “ti amo”
dalla prima sera
perché l’amore esiste ancora e
ve lo giuro ve lo giuro ve lo giuro ve lo giuro
canto
terzo
sono stato ora finalmente
rifornito di molti fogli
e bianchi e intonsi e ben
squadrati
il padrone di casa si è sciolto
si mostra ormai munifico
dissolti i timori
peraltro reciproci peraltro
immotivati
e torno a dire
del momento del primo incontro
ti inerpicavi alla mia mansarda
perché enrico ti aveva dato
la lista dei tossici doc di bolo
cui vendere fefè il poderoso
mefedrone dei ragazzi
che dà la fotta e non si vede
nelle analisi
ma arrivi con la tipa di scorta
[e quanto gelosa di te quanto
possessiva dio can]
sembri etero e dio sa quanto in
effetti lo sei
o non ti amerei
così
e io questa sera sono stanco dei
pusherini
che come moscerini mi ammollano
questo e quello e non ciò soldi
quindi ti dico che no che la
fefè – come la chiami tu – la compro in internet
e
per i cazzi miei
ti chiudo praticamente la porta
in faccia
e tu fai in tempo solo a farmi
una carezza
poi vado a letto fatto di roba
dio solo sapeva che sarebbe
stata la mia ultima volta
avevo infatti appena finito
finalmente
l’installazione con yesterday di
john&paul e le stagnole pollock in bagno
“vuoi sex stasera?”
un sms da un numero ignoto
rispondo sì
e torni tu su per le scale da
solo e bello come un dio greco
il maglioncino bianco la neve
sui tetti
e grondi pioggia e spandi caldo
fumante
sei più caldo tu che vieni da
fuori dal gelo
di me con il riscaldamento
acceso
sei il più bel ragazzo del mondo
io provo con un coraggio che
viene da non so dove
a darti un bacio
e tu ci stai
e tu mi sfondi la porta di casa
gli occhi il culo infine il cuore
eros che apre tutte le porte
– scrivevano i poeti antichi –
le stagnole...
… eros...
canto
quarto
ci sono sempre incrostazioni di
coca
sulla tessere arcigay
e un piccione morto e una
bottiglia di birra
sulla porticina della garisenda
dove io fingo di entrare dirti
“ciao io salgo”
così per fare il buffone...
[to be continued: è arrivato
manuel
a casa della ciuffa e di
benedetta
i due amici dai quali vai a
dormire
stringendoti nel lettino in
mezzo a loro due
quando io finisco in ospedale
le uniche due ore per te di
sonno
nella notte in cui mi salvasti
la vita dal coma
dall’encefalogramma piatto
sì piatto cazzo piatto
encefalogramma
e coma
canto
quinto
camelia da essiccare nella
tensostruttura
non farsi paranoie questo è il
segreto
stare sul letto a scrivere
mentre i due si leccano
succhiamenti vari di cazzi
mentre scrivo
ascoltare i doors che vanno nel
macbook
accogliere in casa un estraneo
che sta al gioco
sniffare viagra e tutte le
polveri della polveriera
a lui piace fare ogni volta con
qualcuno nuovo
devo estraniarmi nella scrittura
scrivo solo se mi drogo
abbastanza
“vuoi amore un po’ di g”
“sì dai cinque gocce”
[la famosa “g” del mio tentato
suicidio
io toscana tosca dei poveri che
non sono altro]
daniele che legge pazienza sul
letto
ne è venuta una bella foto da
mettere sul cellulare
daniele fa le cose sempre in
modo buffo imprevedibile
ogni attimo della giornata è
splendido sublime
“la musa si è incarnata” lo ha
detto al telefono
“noi la chiameremo per ora
felicità”
“summer is almost gone”
“andiamo più in centro in via
saragozza”
“ah bello”
“sì anche perché qui si paga una
follia”
“ti amerò per sempre”
me lo ha detto ieri notte
ho toccato il paradiso
ma come fare a trascrivere
tutto?
le parole non ci riescono
la lingua non ci riesce
ci vorrebbe un video
ci vorrebbe un registratore
mi sto rilassando
la prima volta negli ultimi
dieci anni
ho visto il paradiso
c’erano john lennon e papà
“fatti una bottona vai te la
preparo”
respirami la coca in bocca
rianimami nell’unico modo
possibile
sarà la sostanza o le tue
labbra?
o entrambe?
canto
sesto
in questa storia ci sono
o vi sono
a seconda del vostro gusto
per me dirò ci sono
due personaggi
ovviamente daniele e massi
e ora ve li descrivo
in ordine alfabetico
il primo ha piedi atletici
ammirati da tutti
anche dal presidente del cassero
come rimarcò una sera
l’altro regolari
gambe muscolari e bel tornite là
gambe regolari ok qua
[ora siamo a una conferenza di
arte contemporanea
che a daniele sta interessando
molto e io me ne rallegro
ma torniamo a noi]
culo perfetto & culo carino
comunque
cazzo bello grosso & cazzo
bello grosso... quando funziona
daniele si sega di continuo
& massi quasi mai
pancetta dolce & ventre
piatto scheletrico
busto arrapante a vù da atleta
& torso e spalline del
secondo
decisamente non il suo forte
braccia muscolose & braccini
magri
[che poi la mia unica ultima
gioia
è ciò che posso lasciare in
eredità
è chiaro no?
ma torniamo a noi]
volto di sogno & volto
brutto come il peccato
barbetta e capelli lunghi il
primo
& tutto rasato l’altro
labbra di pervinca & labbra
belle
mani bellissime & mani
niente male
occhi ineffabili verdi
dall’ampia pupilla facilmente
dilatabile
& occhi tristi e spaventati
[che poi penso che il testo che
sto leggendo è il mondo
perché i romanzi mi dispiace ma
non ce la faccio
li trovo noiosissimi e fissati
con le disfunzioni]
nasino bellissimo & nasone
con la gobba
ma dimenticevo i bei dentoni
squadratoni teneri
& i denti mezzi marci e
specialmente uno all’infuori
fronte bellissima e regolare a
volte sudata
& fronte troppissimo alta e
sempre sudata
dannato piero della francesca
orecchi perfetti & orecchi
un po’ a sventola
buona statura & bassetto l’altro
insomma
daniele è bello bellissimo ha 22
anni
& massi è bruttino
ma ultimamente è molto
migliorato
grazie al contorno occhi chanel
che gli ha dato daniele
stanno insieme si amano
daniele ama da 22enne ma è
maturo
massi ama alla follia da 43enne
ma è infantile
daniele è il capo
massi è il suo scudiero la sua
cagnacane
[baci
ciao ascoltatori
alla prossima]
canto
settimo
stiamo qui
e chi siamo noi che stiamo qui
ormai lo sapete
siamo daniele & io
dunque al presente
perché qui ci stiamo ora
e stiamo qui al covo
a vedere una nuova bandina
inglese
di quelle promettenti
di pischelli biondi col ciuffo
che piacciono tanto a me
perché a loro piacciono bowie e
morrissey
come a me e
dunque
è tutta una triangolazione
di cose di persone che si
piacciono
e ci piacciono
e di ciò che piace alla gente
che piace
e il cantante
daniele lo definiva una
passivona
e al solito mi fa ridere
e quindi
stiamo qui
e a questo punto dove siamo è
chiaro
e chi siamo è chiaro
e che il tempo è ora è chiaro
bene
allora vi dicevo
che la band inglese promettente
suona un rock molto molto carino
[e mentre scrivo questo
giovanni la farmacista
dice che senti subito la voglia
cagna che ti sale
allucinante
e daniele mi fa una carezza in
testa
e che ho tirato di cosa basata
è altrettanto chiaro
o non scriverei
perché la cosa basata
– cioè quella cotta e ricotta
sul cucchiaio in ammoniaca –
la equiparo ormai in tutto
alla roba
che daniele mi ha
perentoriamente
e giustamente negato
e giovanni la farmacista
mi offre ora la fefè che tiro
e daniele lo avverte
che io sono preso ora dalla
scrittura totalmente
il che è vero
e vorrei registrare ora tutta la
loro divertente conversazione ma non posso
e tornando a noi]
io racconto a daniele
che volevo fare la rockstar
ma ormai è tardi
e non si può non si può non si
può
e allora per fare soldi
dato che daniele
mi dice ridendo
che siamo due poverissime
[ecco ora daniele
mi mette in bocca una fragola]
dovrei scrivere prosa
ma non si può non si può non si
può
perché io mi diverto
solo
con daniele e le poesie
e resteremo dunque poverissime
ma almeno so che sta con me
non per i soldi
che infatti non ho
e poi noi viviamo al di sopra
delle nostre possibilità
e quando sfrecciamo in macchina
diciamo
“wow siamo due rockstar!”
canto
ottavo
finalmente mi sono riappropriato
di tutta la mia infanzia rimossa
da quando ti ho abbracciato
appoggiato al tuo vastissimo
petto
come facevo con mio padre
al mare da bambino
e ho ripreso a scrivere con la
sinistra
prima che mi castrassero
la mia
vera
mano
e così di seguito dirò:
mi
non me ne ciava un casso
mi me magno el castagnasso
che toscanamente non rimerebbero
e con destra mano non
significherebbero
perché io
daniele vorrei essere fuso a te
un ente indivisibile
che non consenta
opzioni di scissione
e più che mi sforzo di farti
felice
e più che non trovo la strada
come strofinare un cazzo
impaurito
e cazzo quanto mi piace scoparti
cucciolotto
e come vengo vaginalmente di
culo
quando a scoparmi sei tu
vorrei non essere tossico
vorrei essere bellissimo
ma cado cado cado
l’amore mi ha travolto
annaspo nel mare
porto il tuo volto con me
sposiamoci presto
voglio un abito
con un manto di stelle
sei così tenero quando piangi
quando mi parli degli infantili
tuoi traumi infantili
non piangi quasi mai
ma per tua fortuna e mia
a volte lo fai ci riesci
così bambino dolcissimo tu a
volte
ancora più bello e tenero se
possibile
e così improvvisata goffa e
maldestra
come mamma consolatrice io
possibile
che in certi momenti quando pur
di distrarti o consolarti
mi dimentico perfino della mia
crisi di astinenza cronica
e vorrei mostrarti quanto unico
è tutto questo
e quanto poeta io sono se poi lo
sono
non esistano
parole più forti e originali
che il logoro
“ma non sai quanto ti amo”?
canto
nono
ora daniele dorme e io veglio
preoccupato per il conto in
banca già sfracellato
il trasloco inconcluso le nuove
multe inevase
la scrittura da portare avanti
insomma
la solita insonnia dei nevrotici
[...]