CHECKPOINT POETRY
STEFANIA PORTACCIO
 


Invettiva                                                        

 

                  (per Andrea Zanzotto)

 

 

su trascorrenti treni pieni

di bocche

recede l’italiano nei suoi stracchi

accostamenti

nei melodiosi calli dei suoi suoni

 

una faccenda che segni secca il mondo

o sfumata un millimetro

meglio in inglese meglio in dialetto dirla

che in questa lingua sdentata

che biascica di fasti

in una casa ipotecata – io ero

sono, guardi, sterminata!

 

l’impervio?

 

una parola macerata a punta

che sturi il piloro il tubo il cavo

il capillare – unta

che entri e dica

l’urgenza del sottile ponte

che dica esatto cerchi l’intatto

senso e lo contamini mestando

nella densa zuppa?

 

una pozione

che tutti ne vogliano il segreto?

 

qui in pochi si mangia cibi ignoti

si osa la magia si va nel bosco

e i pochi stanno sconosciuti

tra loro – il galateo della scoperta è perso

resta la radura di paura

di scrivere in un verso

che abbia duro sapore e di veleno

freccia scoccata sia                                            

 

 

 

* Andrea Zanzotto non è un poeta che mi ha fatto scrivere poesie, né mi ha scaldato il cuore. Ha acceso il ragionamento. Per esempio dopo aver letto In questo progresso scorsoio, conversazione con Marzio Breda, (Garzanti, 2009) ho rimpianto di essermi disfatta dei Quaderni dal carcere. Il catastrofismo a ragion veduta di Zanzotto mi ha fatto pensare a Gramsci: avrei voluto controllare, per conto mio e a modo mio, se e come Gramsci avesse riguardo alla società italiana, premuto in realtà più sul pessimismo della ragione che sull’ottimismo della volontà.

Sul destino della nostra lingua ho scritto invece una poesia triste, e ho sentito Il galateo in bosco tornarmi presente

 

 

 

**  Stefania Portaccio è nata a Lecce nel 1957 e vive a Roma. Pubblica per la prima volta le sue poesie nel  volume collettivo 7 poeti del premio Montale (All’insegna del pesce d’oro, 1986). Nel 1987 un’altra silloge appare nel volume collettivo  Testarda Tregua (Sciascia) e venti testi sulla rivista Poesia (Crocetti). Nel 1996 pubblica la prima raccolta Contraria Pentecoste (I Quaderni del Battello Ebbro). È del 2007 la seconda raccolta di poesie, Continenti (Empiria). Sempre nel 2007 ha vinto il XXI Premio Haiku, bandito dall’Istituto di cultura giapponese di Roma. Nel 2008 Continenti vince il premio di poesia Alessandro Ricci - opera seconda, e il premio Città di Carignano per le opere edite.  La sua silloge Tutto serve riceve il premio per le raccolte inedite, sempre dalla Città di Carignano. Nel 2011 pubblica un nuovo libro di poesie, La mattina dopo (Passigli).

 

 

 

 




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