IN PRIMO PIANO
 
GLI USA AD UN ANNO DAL VOTO
ASOR ROSA VERSUS SERGIO LUZZATTO E GABRIELE PEDULLÀ
INTERROGANDO
AMELIA ROSSELLI



Provando a ragionare sul bilancio dell’attuale presidenza degli States a tre quarti del suo mandato, sono evidenti le sue debolezze che risalgono all’adozione di un pragmatismo che, a un certo punto, si è scontrato con i principi riaffermati dalla destra repubblicana e, ancor più, dall’ala estrema del Tea Party, finendo per dare luogo a numerosi cedimenti. Negli ultimi mesi c’è stata però una ripresa di iniziativa legislativa, che ha coinciso con la nascita del movimento “Occupy Wall Street”, ed appare probabile che Barack possa essere rieletto, se darà forza ad un’azione politica ispirata all’idea di maggiore eguaglianza sociale.


di Marco Codebò


Al di là dei riflessi giornalistico-mediatici, degli attacchi personali e degli eventuali calcoli pubblicitari, lo scontro tra il 78enne, autorevole studioso romano e i giovani curatori del nuovo “Atlante” letterario italiano della Einaudi pone la questione rilevante e di sostanza di come raccontare o configurare otto secoli di patrie lettere. Per i due critici ‘TQ’ si tratta di affermare una visione ‘multipiano’ radicalmente anti-storicista e ispirata alla teoria scientifica degli ‘equilibri punteggiati’. Per l’accademico di radice marxista questa prospettiva fondata su un neo-metodo senza metodo, va risolutamente combattuta.


di Alberto Scarponi


Pubblichiamo un’intervista, inedita online, con la maggiore poetessa italiana del Novecento, realizzata pochi mesi prima del suo tragico suicidio (febbraio 1996). L’autrice di “Variazioni belliche” rievoca la sua adolescenza e prima giovinezza, la scoperta della letteratura in parallelo allo studio della musica, l’incontro con Scotellaro, i primi testi pubblicati su “Il Menabò” nel 1963 con la presentazione di Pasolini e l’avvio di una carriera subito importante, insieme implicata metricamente con le conoscenze musicali e con una vocazione ‘sperimentalista’ che la fece partecipare al Gruppo 63, anche se trovava i suoi alfieri critici alquanto ‘pedanti’.


di Plinio Perilli
 
LETTURA CRITICA
  UN DELITTO ITALIANO ‘INTERMINABILE’


Un’approfondita disamina delle radici e degli stigmi cruciali della poesia, disperata e coerente, lucida e sibillina dell’autrice di “Serie ospedaliera”. La sua scrittura è certamente figlia del proprio tempo e concresciuta negli anni ’60, tumultuosi ma assai ricchi di stimoli creativi, e si trova al bivio tra soggettività ed oggettivismo a sviluppare la sua esemplare individualità espressiva. C’è in lei una forza intellettuale e lirica dispiegata in informale, irrazionalistica carica poetica, in travagliato agòne di disamori e passioni.


di Plinio Perilli
 


Pino Pelosi, unico condannato per l’assassinio del poeta delle “Ceneri di Gramsci”, racconta in un libro la sua versione a 36 anni dal fatto. Spiega che a uccidere trucemente Pier Paolo furono altre persone, ma non chiarisce nulla, né sui motivi dell’omicidio, né sulle sue eventuali complicità con i killer. Il suo pluridecennale silenzio causato dalle ‘minacce’ ricevute, le tante menzogne sostenute, le persistenti contraddizioni, incoerenze e omertà delle attuali ‘rivelazioni’ suscitano troppi dubbi sulla sua attendibilità e buona fede. Su una cosa, però, ha ragione: sulla brutale fine dello scrittore si continuerà a parlare e a ricercare ancora a lungo.


di Domenico Donatone
 
ANDREA ZANZOTTO (1921-2011)
UN RICORDO
KULTUR KRITIK



È morto a novant'anni uno degli ultimi grandi rappresentanti del Novecento poetico nostrano. La lunga, straordinaria parabola della sua scrittura in versi è tutta nel segno di un’accanita colluttazione con la lingua, rimasticando l’idioma della grande tradizione italica per poi ibridarlo e piegarlo ad una ricca dizione espressionistica. Il dèmone mistilingue zanzottiano che include anche il ‘petèl’, il dialetto veneto dell’infanzia, è in vista di un programma conoscitivo e contestativo del reale, che nella parte finale del suo percorso era diventato lucida e disperata denuncia di una catastrofe della civiltà, a partire dalla distruzione del paesaggio della sua amata terra natìa, la provincia trevigiana di Pieve di Soligo.


di Mario Lunetta


Torna la memoria di un incontro col poeta di Pieve di Soligo, in una lontana estate degli anni Sessanta, in occasione di un Festival Internazionale del Film di Science-Fiction, sugli spalti del Castello di San Giusto. Che l’autore di “Dietro il paesaggio”, conversando in libertà, vedeva come una buzzatiana Fortezza Bastiani e dove ragionando sulla ‘irrealtà della nostra realtà’, diceva che ci si poteva immaginare sulla soglia del ‘caos definitivo’, aspettando l’apparizione di bellicosi alieni venuti a desertificare la terra.


di Cesare Milanese


Note sparse su corsi e ricorsi storici di concezioni politiche, visioni culturali, strumenti di repressione, strategie di reazione bellica, mentre la gravità della crisi epocale del sistema capitalistico richiama l’attualità delle diagnosi marxiane. Intanto, un drappello di filosofi, capeggiato in Italia da Maurizio Ferraris, rilancia il ‘pensiero forte’ e la ricostruzione ontologica della ‘realtà’ contro il postmodernismo ‘debolista’. Ciò che sembra avere un pendant letterario nella proposta del “New Italian Epic” avanzata dai Wu Ming.


di Stefano Docimo
 
DOPO STEVE JOBS
  TRA MEMORIA E STORIA



Le reazioni alla morte del fondatore di Apple si sono divaricate: da una parte c’è stata una sorta di ‘santificazione’ dell’uomo-simbolo di Silicon Valley, dall’altra parte c’è chi si è augurato la fine della sua influenza maligna sul ‘computing’ o chi si è chiesto sarcasticamente se sia stato un rivoluzionario capitalista, oppure un capitalista rivoluzionario. Ma a noi preme capire, oltre l’inventore di iPhone e iPad, come l’innovazione tecnologica possa oggi andare di pari passo con l’innovazione culturale e implementare le forme della creatività letteraria.


di Massimo Giannotta
 


La Libia pre-Gheddafi, raccontata dal punto di vista della piccola comunità ebraica vittima di pogrom nel 1945 e nel 1948, e poi costretta dopo la guerra arabo-israeliana del 1967 ad abbandonare la terra natìa. Dove, nonostante i conflitti spesso tragici e le limitazioni ai diritti della minoranza semita, la convivenza inter-etnica e inter-culturale aveva anche aspetti positivi e c’era il piacere di passare da un idioma all’altro. Le diversità linguistiche e religiose non generavano barriere d’odio e le differenze erano una ricchezza da scambiare.


di David Meghnagi
 
SCRITTORI E IMPEGNO CIVILE
  UNITÀ D’ITALIA 150° – L’ALTRA STORIA


Si moltiplicano i segnali di un risveglio delle giovani generazioni intellettuali: varie antologie, documenti programmatici, i proclami del gruppo dei Trenta-Quarantenni, che reclamano una presa di posizione ‘dei lavoratori e delle lavoratrici della conoscenza’ per reagire al progressivo degrado della situazione italiana e al baratro politico-morale prodotto dal regime berlusconiano. Serve una mobilitazione culturale straordinaria di fronte all’evidenza che il sistema capitalistico globale non tiene più, rischia realmente il collasso.






di Antonino Contiliano
 



Nel volume “La lunga notte dei Mille” il giornalista Paolo Brogi ricostruisce le vicende post-1861 dei volontari in camicia rossa che partirono con Garibaldi da Quarto per andare a ‘fare la patria’. Patria che li ripagò, nella grande maggioranza dei casi, disconoscendoli, emarginandoli, costringendoli a sopravvivere stentatamente o ad emigrare nelle Americhe. Molti finirono suicidi in questo esemplare e brutale quadro di rimozione politica e però abilmente occultato dalla liturgia della memoria ufficiale. I combattenti sognatori di una ‘rivoluzione italiana’ vennero condannati a un’interminabile morte civile da un paese ingrato che si ammantava di pelosa retorica.


di Sarah Panatta
 
Sommario

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