SPAZIO LIBERO
CINEPRIME – “THE WOLF OF WALL STREET”
Il ‘re lupo’
della folle jungla
capitalista


      
Martin Scorsese con il suo venticinquesimo film, prodotto e interpretato da Leonardo Di Caprio, ispirato all’autobiografia del broker Jordan Belfort, compie una coloratissima e scintillante immersione nell’ambiente finanziario-criminale della Borsa di New York negli anni tra il 1987 e il 1997. Un periodo di autentico delirio corale in una girandola di soldi, truffe, cocaina, sesso, escort che assomiglia ad un inferno dantesco.
      



      

di Manuel Tornato Frutos





Leonardo Di Caprio in The Wolf of Wall Street (2013)


La venticinquesima o(pe)ra di Martin Scorsese, con la fida collaborazione del suo attore feticcio, Leonardo Di Caprio (qui nelle vesti anche di produttore),  e dell’abile sceneggiatore Terence Winter (autore della serie televisiva “Board Walk Empire”), nata dall’adattamento del romanzo biografico del broker Jordan Belfort, riproduce con leggera sfrontatezza la storia (sur)reale di un piazzista-gangster di Wall Street,  nella sua personale corsa sfrenata verso un arricchimento scellerato, sullo sfondo delle “bright lights” della Big City, per eccellenza, la stupefacente New York, a cavallo tra gli ‘yuppistici’ anni Ottanta, e i ‘grungistici’ Novanta.

Una commedia nerissima, più che un biopic – priva di sensi di colpa, redenzione o perdono – che risulta essere una spietata analisi sull’oscenità della cupidigia capitalista, narrando le gesta scellerate di un “genio del male”, drogato di denaro, stupefacenti e sesso, apparentemente inarrestabile, e pericolosamente irresistibile, assurto come emblema amorale della società occidentale di fine secolo, scoppiata, completamente allo sfascio.

The Wolf of Wall Street analizza, dal punto di vista antropologico, l’avidità umana, attraverso il perverso ingranaggio dell’economia americana, utilizzando immagini coloratissime, brillanti, sature ed allo stesso tempo vuote, come il suo contenuto. La macchina da presa supereccitata del maestro italo-americano, carpisce alla perfezione il mood di quella folle epoca, attraverso un montaggio incalzante di personaggi e situazioni grottesche – ahimè tristemente reali – protagonisti assoluti di un delirio corale, durato ben dieci anni (dal 1987 al 1997).





Una scena di The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese


L’esuberanza animalesca del Re Leone, anzi no, del “Re lupo”, mostruosamente interpretata da un Di Caprio clownesco, famelico e insaziabile, che ruba ai poveri per dare a se stesso e al suo branco di selvaggi predatori, viene ritratta senza filtri, alternando stangate, sniffate e scopate, ad un ritmo serratissimo, alimentato da una colonna sonora da sballo, e da performance straordinarie (dall’esaltante cameo del broker/mentore interpretato da Matthew McConaughey – che, da provetto Caronte, introduce lo spettatore nell’inferno dantesco del film – al padre schizzato del protagonista, un delirante e incazzoso Rob Reiner, per finire al viscido discepolo/complice Jonah Hill).

Certo, il “magnifico duo” Scorsese-Di Caprio si fa prendere un po’ troppo la mano dall’entusiasmo suscitato dal soggetto, ispirato dalla migliore letteratura statunitense glamour/decadente di quel periodo (leggasi Meno di Zero o American Psycho di Bret Easton Ellis e Le mille Luci di New York di Jay McInerney), scagliandosi senza pietà contro il rampantismo amorale di una parte di quella generazione superficiale di quegli anni, per proporre situazioni farsesche dilatate al limite, senza preoccuparsi minimamente di coerenza narrativa, né di rigore stilistico.

A conti fatti, non sembra neppure un film di Scorsese, nel quale si mischiano, con disinvoltura, l’acida goliardia di John Landis e la violenza grafica di Quentin Tarantino, ma è uno splendido atto d’accusa contro un sistema socio-culturale malato, putrefatto sin dalle sue radici, che getta acido su migliaia di lavoratori e piccoli risparmiatori di una vita, truffati e sbeffeggiati, schiacciati selvaggiamente dal Toro Scatenato di quella Strada del Muro infame, venendo oltretutto ignorati volutamente dall’autore, persino nei titoli di coda del film, ridotti – nella vita, come nel film – a meri numeri di conti corrente da saccheggiare, allegramente, con il sorriso sulle labbra. IN GOD WE TRUST.

 

 

 

The Wolf of Wall Street (USA, 2013)

Regia di Martin Scorsese

Genere: Biografico

Durata: 179’

Con Leonardo Di Caprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jean Dujardin, Jon Bernthal, Jon Favreau, Ethan Suplee, Jake Hoffman, Katarina Cas, Joanna Lumley, Kenneth Choi

Sceneggiatura: Terence Winter, tratta dall’autobiografia di Jordan Belfort

Fotografia: Rodrigo Prieto

Montaggio: Thelma Schoonmaker

Scenografia: Chris Shriver

Costumi: Sandy Powell

 

Link del Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=pabEtIERlic





Un'altra immagine corale-grottesca del film



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