SPAZIO LIBERO
MOSTRE
Nel colorato
labirinto artistico
di Mike Kelley


      
Si è chiusa all’inizio di settembre “Eternity is a long time”, una esposizione antologica dell’artista americano, realizzata da Emi Fontana e Andrea Lissoni negli spazi dell'Hangar Bicocca di Milano.
      



      

di Titti Danese

 

 

Lo spazio è un gigantesco hangar abitato da un’oscurità senza fine, l’artista è un americano nato nei sobborghi di Detroit che sceglie di morire all’apice di una carriera che non aveva placato le sue inquietudini profonde, non aveva dato risposte al senso da dare al mondo.

Qui in un percorso ideato come scenario di una rappresentazione sacra e profana insieme, la cura sapiente di Emi Fontana, per molti anni compagna dell’artista, disegna la trama di un racconto: biografia sofferta e intensa di una vita contro, riflessione pungente e disperata su un’America senza redenzione.

 

L’opera di Mike Kelley, attraversa i linguaggi della contemporaneità e spazia dalla musica, alla pittura, dalla performance alla scrittura, dal video all’installazione : un’opera che vive di pulsioni violente, a tratti oscura e inafferrabile nella sua potente visionarietà. “Eternity is a long time, isn’t it?” si chiedono, prima di suicidarsi, i due personaggi del filmato di una pièce teatrale scritta e messa in scena dall’artista e che accompagna la prima installazione A Domestic Scene tornata a Milano dove fu concepita e messa in mostra nel 2000 nella galleria di Emi Fontana. 

Una squallida stanza, un letto disfatto, qualche cornice vuota alle pareti e una sgangherata cucina a gas raccontano l’inizio del viaggio Extracurricular Activity Projective Reconstruction, un progetto ambizioso e mai portato interamente a compimento che prevedeva 365 installazioni e video, una per ogni giorno dell’anno.

 

Partono da qui le dieci opere esposte provenienti da collezioni private e da importanti musei, a coprire il periodo che va dal 2000 al 2006. Assemblate in maniera rarefatta e vibrante guidano lo sguardo del visitatore nei molteplici universi dell’artista dove i ricordi adolescenziali e soprattutto il tentativo di ricostruire il rimosso, sono il filo conduttore di una lettura possibile.





Mike Kelley, installazione nella mostra Eternity is a long time, Milano HangarBicocca, 2013


E mentre nell’angolo più buio arde un fuoco a evocare riti satanici di adolescenti inquieti, una coloratissima esposizione  di accessori e vestitini di bambole, presidiata da due manichini in costume, ironizza e riflette sulle implicazioni sociali ed estetiche della moda (un monitor proietta la performance dell’artista in mutande che si svolgeva in uno spazio sotterraneo) e campeggia, in posizione centrale, la grande scultura di cocci e pezzi di vetro (detriti raccolti nel fiume che attraversa Detroit)  dedicata a  John Glenn, l’astronauta della prima missione spaziale americana , a evocare il monumento presente nel liceo frequentato da Kelley. Opera di grande impatto che assomma reminiscenza, immaginazione e memoria ma anche citazione importante dell’arte popolare americana.

 

Tuttavia il lavoro più emblematico è un cortometraggio del 1983 che la curatrice ha scelto di inserire, nonostante sia cronologicamente fuori contesto, in cui le vibrazioni di un Io alienato e diviso toccano nel profondo il visitatore e lo inchiodano alla visione.  “Banana Man”personaggio di una serie televisiva di cui l’artista aveva sentito parlare da bambino è una sorta di manifesto che anticipa temi e presenze del suo percorso visionario e geniale. Un mettersi in scena anche fisicamente giocando sulla ripetitività maniacale del gesto, un attestare la presenza in un non luogo, un fluire di segni, un io che si trasforma: disperso, confuso, estraneo anche a se stesso.

Certo  Banana Man” è l’incontro più ravvicinato con l’autore, una guida preziosa per districarsi nel labirinto della sua complessa produzione artistica ricca di associazioni e rimandi culturali alti e bassi. Che trova in questa splendida mostra un momento di scoperta e di confronto e apre nuovi sguardi sull’opera dell’artista.

 




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