LETTURE
MARINA VALENSISE
      

Il sole sorge a Sud.

Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento

 

Marsilio (i nodi), Venezia – VE 2012, pp. 363,
€ 22,00

    

      


di Rossella Grasso

 

 

Cos’è il Sud per gli italiani oggi? È il luogo della malavita, della disoccupazione e della disorganizzazione o anche solo luogo di vacanze; per alcuni è un peso per la nazione, un qualcosa da cui è necessario dividersi; per altri è un luogo dal passato mitico e dal presente senza speranza, da ricordare solo come una bella cartolina di tempi andati. Poi c’è Marina Valensise, la giornalista-scrittrice che ama il Sud, con tutti i suoi pro e contro, e lo racconta a modo suo nel libro-inchiesta dal titolo Il sole sorge a Sud. Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento.

Un vero e proprio viaggio “in direzione ostinata e contraria”, per dirla alla De Andrè, partendo dal Sud profondo, dalla Sicilia, risalendo verso Nord, alla scoperta di un Sud che nessuno immagina, capovolgendo tutti i soliti clichè. Ne viene fuori un reportage di viaggio accurato e sentito più simile a Viaggio in Italia di Goethe che ai successivi reportage-stroncature di quanti, descrivendo il Sud, ne avrebbero salvato ben poco, come hanno fatto Ortese o Bocca. Leggendo le pagine della Valensise, è facile immaginare l’autrice come una nobildonna ottocentesca che, senza la pretesa di darne alcun giudizio, visita terre inesplorate del Sud e mette su carta il suo stupore fatto di immagini e persone.

La scrittrice, calabrese di nascita e romana di adozione, racconta il Sud con piglio giornalistico, attraverso le interviste fatte a persone, conosciute e sconosciute, che ogni giorno si rendono protagonisti di realtà positive del Sud. Attraverso le loro storie, le loro attività e idee, Marina Valensise descrive un Sud tutt’altro che inoperoso e fanalino di coda dell’Italia, ma una terra dove proliferano le eccellenze, quelle che garantiscono che il made in Italy si diffonda con successo in tutto il mondo. A fare da raccoglitore di tutte queste esperienze sono i ricordi dell’autrice e le impressioni a caldo, di chi il Sud ce l’ha nel cuore: “dentro di me c’è ancora quel cortile assolato, c’è il sole a picco, il caldo afoso e senza scampo, i concerti di cicale ubriache d’estate, le ortensie che implorano un po’ d’acqua. C’è il silenzio della controra e la frescura dell’imbrunire, coi piedi bagnati che sguazzano nella ghiaia, e la pompa che vaga di mano in mano per abbeverare la natura. E poi c’è il buio della notte…”.

Lontana da ogni terronismo Marina Valensise svela sin dal titolo l’intento del suo libro: testimoniare che “il sole sorge a Sud”, nel senso che l’alba del futuro si trova nelle regioni meridionali e che tutto ciò non è una cosa impossibile, come un sole che non sorge per forza ad est. “Se alla fine di questo lungo periplo eclettico, parziale e ipersoggettivo, un solo lettore riuscirà ad avere non dico un’altra idea, ma un altro sguardo sul Sud, diverso e non compassionevole, il mio non sarà stato un viaggio inutile”, scrive Valensise. Oltre ad una scrittura molto gradevole, il libro ha il pregio di offrire tante informazioni, curiosità e storie perdute nei secoli, persino a chi in questo Sud è nato e ci vive.

Il suo libro è infatti diretto a tutti gli italiani: a quelli che non credono nel meridione, affinché possano conoscerlo e capirlo per quello che è e che vale realmente; e a quelli che lo vivono, affinché possano uscire dal vittimismo e dalla sfiducia nel futuro che li blocca e che impedisce al Sud di progredire. Secondo l’autrice, la nuova crescita, economica, sociale e culturale del Paese può venire proprio e soltanto dal Meridione, a patto che esso stesso, per primo, smetta di percepirsi come un problema e inizi a interpretarsi, a viversi, come risorsa. Per riuscire con efficacia in questa operazione di risveglio delle coscienze, Marina Valensise ripesca nel passato i vecchi valori e ricordi, modi di fare e miti ormai andati perduti, fondendoli con l’idea di un Sud normale, “un Sud fatto di serenità, di tranquille abitudini, ma soprattutto di impegno, serenità e rigore”.         

Chi legge Il sole sorge a Sud riceve senza trionfalismi iniezioni di fiducia, di solare passione civile, e di coraggio nel credere che qualcosa può cambiare, e che anzi, sta già cambiando grazie a uomini e donne che credono in ciò che fanno. Seguendo il loro esempio, tutti possono fare la differenza e non solo per il Sud. Sembra che la scrittrice voglia rievocare Gandhi affermando con forza: “se vuoi il cambiamento sii tu il cambiamento”.

Se il Saviano di “Gomorra” ha messo il dito nella piaga, Marina Valensise l’ha medicata, cercando di ricordare a tutti che il sud non è solo la bruttura descritta dal collega, pur senza rinnegarlo. Non è un caso che dai personaggi intervistati dall’autrice emerga la loro passione e combattività, ma anche tanta solitudine nel sentirsi dei “pazzi” isolati e senza l’appoggio di nessuno, nemmeno dello Stato. In questo senso “Il sole sorge a Sud” è anche una denuncia e una richiesta di attenzione per quel meridione positivo ma incredibilmente invisibile e privo di sostegno.

Marina Valensise ha raccontato il Sud a modo suo, con obiettività, spiegando il perché di tanti atteggiamenti, senza scadere nel lirismo da cartolina, ma regalando al lettore quell’entusiasmo che sembrava sepolto e di cui tutti, meridionali e non, sentivano proprio il bisogno.




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