SPAZIO LIBERO
ARTE DI ANTICIPAZIONE
La fantascienza, assai vicina ai confini della realtà


      
Dai libri di Jules Verne al filone classico della Science-Fiction, dai film capostipiti di Mélies ad opere cinematografiche fondamentali come “Metropolis” di Fritz Lang, “Guerre stellari” di George Lucas, “Tron” di Steven Lisberger, l’immaginario artistico si è sempre intrecciato con la più progredita ricerca scientifica, giungendo assai spesso a precorrere nuove scoperte e la realizzazione di avanzate forme e strumenti tecnologici.
      



      

di Iolanda La Carrubba

 

Tutto o quasi ebbe inizio da Jules Verne (1828-1905), egli scrisse con carismatico entusiasmo, racconti e novelle che andavano ben oltre la razionalità; egli quasi, previde un susseguirsi di intuizioni ed invenzioni umane che sarebbero divenute, oggetti di studio e di culto. Là dove la fantasia cessa di insistere, ecco che subentra la ricerca, le competenze in campo scientifico che senza le quali nulla sarebbe potuto diventare realtà.

Uno dei primi precursori di ciò che la fantascienza sarebbe stata in grado di anticipare per l’umanità, fu soprattutto grazie alle sue eccezionali doti cerebrali e delicatissime osservazioni immaginifiche,  Leonardo Da Vinci (1452-1519) il quale inspiegabilmente riuscì non solo a prevedere cosa la scienza poteva ottenere fin dall’epoca in cui egli viveva, ma compì un salto evoluzionistico concependo studi lungimiranti come:  armi, metodi di sezionamento dei cadaveri, ricerche biogenetiche fornendo non solo documenti cartacei, ma preziosissimi modellini in scala degni di tempi in là nel futuro.

Scienza, cioè conoscenza per gli illuministi, ma ancor prima ai tempi socratici virtù del sapere, dunque questa disciplina conduce ad un’intensiva ricerca che forse, data la contemplazione che essa richiede, potrebbe in qualche modo condurre il cervello ad una forza di concentrazione sconosciuta (propria di quei rituali in cui si stimola la percezione dell’universo tramite la ripetizione di suoni e mantra), e per questo motivo così potente tanto da essere in grado di poter  formulare un infinitesimale momento di chiaroveggenza.

Con Georges Méliès (1861-1938) l’illusionista del cinema, il maestro degli effetti speciali,  giunge sul grande schermo il primo vero film fantastico, dove l’abilità del montaggio cinematografico farà diventare  Mèliès il caposcuola dei film fantascientifici. Il suo straordinario stilema renderà il mondo degli effetti speciali, caparbio e senza scrupoli capace per questo, di rivestire il ruolo di un simil-surrogato dello scienziato pazzo, tuttavia in grado di materializzare impensabili condizioni oniriche.

Ciò che la fantascienza ed in particolar modo il cinema fantascientifico, è stato in grado di realizzare negli ultimi tempi, grazie alla fantasia concernente il contesto sociale in cui vengono prodotti i film (come d’esempio potrebbe essere il film La guerra dei mondi  (“War of the Worlds, Byron Haskin, Usa 1953, realizzato negli anni della contrapposizione Usa-Urss), ed in seguito grazie anche all’uso meticoloso della computer-graphic, ha dello straordinario, ma ancor più sorprendente è poter constatare come addirittura la fantascienza, in alcuni casi, sia divenuta realtà.





Tron di Steven Lisberger (1982)


Chi non ricorda Star Wars di George Lucas dove ad un certo punto della trama iper-reale, da un piccolo “aggeggetto” elettronico fuoriusciva un raggio che proiettava l’ologramma 3D della principessa Leila (Carrie Fisher), ebbene trascorsi ad oggi oltre 30 anni, alcuni ricercatori dell’Università dell'Arizona sono a un passo dal creare una nuova tecnologia in grado di trasmettere per l’appunto ologrammi 3D. In Tron di Steven Lisberger (spaventosamente realistico con un impatto intuitivo sorprendentemente visionario nei confronti di ciò che tra breve, sarebbe divenuto il mondo virtuale), chi non ha fantasticato di poter cavalcare almeno una volta quelle moto della pellicola, ciò che oggi è possibile grazie alla Parker Bros Choppers, azienda americana che ha realizzato la E-Tron light cycle una moto interamente elettrica. Ancor più sorprendente però è vedere come la fantascienza sia approdata in campo di ricerche mediche, infatti in Metropolis di Fritz Lang del 1926 abbiamo la comparsa del primo clone umano, ovviamente nel nostro mondo parallelo ovvero quello reale, solo nel 1996 è stato clonato il primo mammifero: la pecora Dolly, e negli ultimi tempi, con grande stupore da parte degli scettici, si fanno ricerche sulla clonazione umana condotte da Antinori in collaborazione con Panos Zavos, esperto di infertilità che lavora in Kentucky. A quanti però hanno sollevato dubbi sull’invecchiamento precoce della pecora Dolly, Antinori ha risposto determinato: “In questo campo si fanno progressi continui, giorno dopo giorno. Osserviamo risposte diverse a seconda della specie. La clonazione umana”, ha sempre sottolineato lo studioso noto come il ‘papà dei bambini impossibili’, “è diversa da quella degli ovini”.

In conclusione il 2012 sembra avere le carte in regola per essere denominato “l’anno della fantascienza” sperando che nella peggiore delle ipotesi non sopraggiunga un asteroide a distruggere la terra come nel caso di Quando i mondi si scontrano di Rudolph Maté (1951), o che non dovremmo essere costretti a lavorare per poter guadagnare altro tempo per vivere oltre i 25 anni come in In Time Andrew Niccol (2011).

Così recitava la voce fuori campo all’inizio degli episodi di The Twilight Zone la serie televisiva creata da Rod Serling: 1959 “… Esiste una zona tra il possibile e l’impossibile, fra il conosciuto e l’ignoto, una zona ai confini della realtà…”.





(2011)





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