PRIMO PIANO
LUIGI AMENDOLA
(1951-1997)
La poesia come scrittura del fare


      
Il ricordo di uno ‘scrittore totale’, morto quindici anni fa, nelle parole del fratello, anch’egli poeta. Nei suoi testi si rinveniva una urgenza espressiva che determinava la ricerca di una ‘pratica gioiosa’ dello scrivere. Un autore multiforme che univa leggerezza calviniana e spessore intellettuale e che pensava che l’avventura poetica ‘è già nell’esistenza; certi tagli di luce, certi odori, gli abbracci, torte di mela, lotta’. Di lui qui pubblichiamo quattro poesie inedite.
      



      


di Antonio  Amendola

 

 

Uno scrittore totale che ha attraversato a trecentosessanta gradi (poesia, racconto, romanzo, teatro, saggio-inchiesta, giornalismo, laboratori di scrittura, Versicolori… trimestrale di poesia).

 

La scrittura è urgenza, atletica, gesto dell’esistere, una scrittura intesa come sottrazione della vita stessa, da intendersi, più in senso artigianale che industriale… autoanalisi spietata e crudele delle corse, rincorse… le attese, le disillusioni, ma anche la gioia e la felicità dello scrivere.

 

Le parole-mattoni del costruire scrittura compiute e complesse attraversate  da onde calviniane  che diffondono leggerezza e spessore, uno scrittore che afferma il senso del fare del suo lavoro attraverso il racconto, il dire e il fare, il solco della poesia non necessariamente espressa dalla tecnica della versificazione… “la stessa poesia è già nell’esistenza; certi tagli di luce, certi odori, gli abbracci, torte di mela, lotta”… scrive così su… Esercizi di felicità…. Minimum fax  1994… altrove invece c’è la poesia del rigore, la scrittura come prova, gli oggetti si muovono nella compostezza dei gesti e dei sentimenti e poi il quotidiano.

 

Una scrittura che indaga il corpo dell’esistenza tra voli e sogni pindarici… con la consapevolezza che il lavoro deve arrivare attraverso il lavoro… ovvero l’eleganza stessa del lavoro… “il genio è l’officina quotidiana della pazienza”… da… Ipotesi di fuga (Forum/Quinta Generazione, 1982)…  l’efficace determinazione, la tenacia del guerriero tra lotta e riposo… nell’unico testo di poesia pubblicato… lo  scrittore scrive quando scrive, l’artista scrive quando parla…

 

Così mi piace pensare Luigi, la sua avventura, il suo esserci… questi testi che seguono sono tratti da inediti, ringrazio per la preziosa collaborazione Francesco D’alessandro.

 

Vorrei chiudere con la prima e l’ultima parola nei suoi libri editi… ascoltare… ovviamente  l’aspetto aurale dell’esistenza, la musica… felicità… qualcosa per una dimensione della lotta… ovvero… l’esserci…

                                     

***







LUIGI AMENDOLA:

 

                                         

Pelè

 

Forse una stella, ma di vivida luce

Scarta l’avversario in area;

balugina la sagoma

che appare, scompare, poi svapora

e dilata sullo schermo la figura.

Cela sfarfallando la palla

al terzino in affanno,

corre sulla linea di fondo,

incocca, tende e scaglia

(bersaglio e arciere a un tempo)

Luce che assorbi

in campo verde e pari anni

a filo d’erba, in rincorsa d’incanti.

                                                                                                 

 

Invettiva

 

Carampana dei miei stivali,

tu e il caramogio,

quel servile dapifero

che soffia l’olifante,

sappiate che il masgalano

l’ho avuto senza ambage,

non sono né vindice né muezzin,

ma vivo dentro e fuori stico

deliziato dal kantele.

            

 

Primavera

 

Prima vera mia nascita

Il Carteggio del rancore

Esce nella latitanza degli affetti

ma sono un “esordiente di talento”

scrive Pomicio, mio maestro,

e guardo nelle lacrime

il narciso riflesso.

 

 

Teorema

 

In giardino a declamare

Non so quale lirica

E quanto credibile a Daniele,

dimenticai il bambino

rapito da rapido ascolto

di fonemi in disordine.

ma stupendo

nella sua blusa marinara

‒ Io so sputare ‒ disse lui

 Dimostrando il teorema

 

 

***

 

 

Bibliografia di Luigi Amendola:

 

 

Ipotesi di fuga  (Forum/Quinta Generazione,  1982)

 

Carteggio del rancore  (Il Bagatto, 1986)

 

Caro Gitti ti scrivo  (Gitti Editore,  1991)

a cura di Luigi Amendola e Daniela Rampa

 

L’altro Leopardi  (Nuove Scritture, 1992)

 

Carteggio del rancore  (Mancosu Editore, 1993)

 

Dante senza Nobel  (Mancosu Editore, 1993)

 

Segreti d’autore  (Minimum Fax, 1994)

 

Esercizi di felicità  (Minimum Fax, 1994)

 

 




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