IN PRIMO PIANO
 
RICORDANDO
GLI EDITORI RIUNITI

  EDITORIA ITALIANA



Partendo dalla recente scomparsa di Roberto Bonchio, lo storico e lucido direttore della casa editrice del Pci, si dipana un appassionato e significativo ‘memoir’ sugli anni Sessanta e Settanta del ’900 vissuti, anche problematicamente, all’interno dei comparti culturali del più grande partito della sinistra comunista occidentale. Passando attraverso le contraddizioni del rapporto con la politica militante e poi scivolando nell’incapacità di distinguere tra ricerca e divulgazione. Ciò che ha lasciato gli eredi di quella tradizione privi degli strumenti conoscitivi per capire quel che (gli) è accaduto dopo il 1989.


di Alberto Scarponi
 


Una terna di grandi gruppi – Rizzoli-RCS, Mondadori e Mauri-Spagnol – ha in pratica occupato nel nostro paese l’intero panorama del mercato dei libri. Escono tantissimi romanzi, ma tutto ciò che non sia omologato e consolatorio o non abbia un qualche valore snobistico o immediatamente politico, non ha più oggi alcuna possibilità di visibilità editoriale. Ecco un quadro dettagliato delle dimensioni, le articolazioni, gli intrecci azionari, i fatturati delle grandi ‘piovre’ ormai multimediali della pubblicazione.


di Piero Sanavio
 
EDITORIA ITALIANA – 2
  “MESSE NERE SULLA RIVIERA”


All’ultimo Salone del Libro i dati parlano di un incremento dei visitatori del 30% e di un aumento di titoli venduti tra il 20 e il 30%, numeri che in epoca di crisi globale fanno obiettivamente impressione. Inoltre, i maggiori gruppi editoriali annunciano in autunno, con le piattaforme Edigita e Mondadori, il definitivo lancio dell’ebook anche in Italia. Dietro i resoconti economici, c’è però la realtà di un panorama retto da poche holding, che concentrano molti marchi ed egemonizzano un marketing, che alla fine produce ogni anno profitti relativi a non più di una trentina di libri. Sarà, allora, la Rete che ci salverà? Che consentirà una vera ‘bibliodiversità’?


di Rocco Cesareo
 


Una conversazione con lo studioso Pier Luigi Ferro, autore di un brillante e informatisssimo saggio che reca come sottotitolo “Gian Pietro Lucini e lo scandalo Besson”. Fa riferimento ad una scabrosa vicenda di pedofilia e pratiche sataniche avvenuta nel 1907 a Varazze in un convitto religioso. Il poeta delle “Revolverate” se ne occupò esaminando e commentando il diario redatto dal ragazzo 14enne che fece scoppiare il clamoroso caso, che alimentò infuocate polemiche nell’Italietta di allora. Non troppo diversa da quella odierna che coltiva la ‘doppia morale’ e con papa Ratzinger che cerca di salvare la Chiesa dalle crescenti denunce sui preti pedofili.


di Mario Lunetta
 
JOSÉ SARAMAGO (1922-2010)
JOSÉ SARAMAGO - 2
RICORDO-OMAGGIO DI EDOARDO


È morto a 87 anni il grande scrittore portoghese, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998. Lo vogliamo ricordare attraverso il suo romanzo “Cecità” (1995), straordinaria metafora della condizione umana, magistralmente sviluppata come una lucida indagine e uno spietato viaggio, fantastico e terrifico, al termine dell’abiezione, degli inganni e della violenza di cui è capace la specie dei terrestri, precipitati nello stato ipersimbolico di non-vedenti. Il tutto calibrato lumeggiando un ambiguo, sacrificale rapporto tra un Edipo e un’Antigone novelli.


di Ignazio Delogu


Lo scrittore deceduto lo scorso giugno è stato una delle figure centrali del nostro tempo, non soltanto per la sua ammirevole arte letteraria, ma anche per la sua personalità etico-politica di comunista non pentito, di convinto assertore dell’uguaglianza degli uomini e di limpido ateo e inesausto polemista nei confronti della religione e delle storiche colpe delle istituzioni ecclesiali. Ciò che gli ha rimeritato, post-mortem, duri e ideologici attacchi da parte dell’Osservatore Romano e dell’Avvenire (il quotidiano della Cei), riflesso di un corrente papato del tutto privo della misericordia e della mansuetudine che dovrebbero connotare la cristianità.


di Ignazio Delogu



Uno storico regista-attore dell’avanguardia teatrale romana traccia un penetrante, circostanziato ritratto critico dello scrittore genovese, anche a partire dalla sua messinscena delle “Storie naturali” e della messa-in-voce di alcuni frammenti di “Laborintus”, un esordio in versi da subito nel segno del capolavoro. Una parabola durata sessant’anni con una coerenza e unitarietà straordinarie hanno fatto di questo grande ‘operaio della poesia’ uno dei più lucidi e partecipi autori civili dell’intera vicenda culturale italiana, grazie pure agli enzimi letterari direttamente derivati da Dante e Joyce.


di Pippo Di Marca
 
Il TESTAMENTO DI SANGUINETI
  TRA CALCIO E IDEOLOGIA



Tra il 12 e il 16 dicembre del 2005 si tenne a Bologna uno straordinario evento cultural-spettacolare pensato e diretto dal poeta genovese. Un ‘happening’ ipertestuale, ludico e visionario per provare a ‘fotografare’ il XX secolo, articolato su quattro percorsi di lettura: psicoanalisi, montaggio, avanguardie, lotta di classe. Per le edizioni Manni di Lecce è uscito un libro, curato da Niva Lorenzini, che raccoglie i preziosi materiali relativi al ‘copione’ di quelle cinque travolgenti serate. Di fatto un autoritratto d’artista, in cui l’autore di “Laborintus” e il ’900 sembrano davvero insieme consustanziali e inafferrabili.


di Gualberto Alvino
 


Note serio-facete sulla figura dell’ormai ex-condottiero dell’Inter campione d’Europa, e sulle problematiche sollevate da un libro di Luigi Cavallaro “Interismo leninismo” che propone una comparazione tra la visione calcistica collettivista di Mou e quella politico-comunistica di Lenin. È il capitalismo metafora del pallone o è il gioco del pallone ad essere metafora del Capitale? In ogni caso, lo ‘Special one’ portoghese sembra soltanto un vincente nato nel lusso, assai prepotente, che compra il meglio che c’è sul mercato e non assomiglia in nulla al vecchio capo bolscevico.


di Alberto Scarponi
 
EDOARDO SANGUINETI
(1930-2010)

IN MORTEM DI SANGUINETI
CARLO MICHELSTAEDTER
(1887-1910)



Con la morte a 79 anni dell’autore genovese se n’è andata una delle più importanti ‘voci del pensiero e della prassi poetica verticale d’Occidente’. Un intellettuale, critico, studioso e militante politico che è stato per oltre mezzo secolo il più consapevole, determinato e colto esponente della neoavanguardia letteraria italiana. A partire dallo straordinario esordio nel 1956 col poema “Laborintus”, che apparve ‘il più energico ed efficace tentativo di destrutturazione del codice formale’ della poesia novecentesca tricolore, la sua opera parodistica, plurilingue, manieristica e brechtiana è sempre stata mirata contro il patetismo, la falsa coscienza, la vocazione elegiaca dei lirici nazionali. In coda un componimento in versi in omaggio alla sua eccellente memoria.


di Mario Lunetta



Un’ampia riflessione saggistica sulla vita e sulle opere dell’autore genovese, scomparso il mese scorso. Analizzando il suo ruolo di fondamentale innovatore della scena poetica del secondo Novecento, anche attraverso una serrata teorizzazione sulle forme linguistico-informali e neobarocche dello sperimentalismo letterario. E poi approfondendo la sua figura di non pentito intellettuale marxista, di autonominato ‘chierico organico’ più volte impegnato sul terreno della politica e fino all’ultimo fieramente convinto della necessità di rappresentare un’opposizione scientifica e morale alla corruzione e al pessimismo nichilista della odierna putrescenza capitalistica.


di Gabriele Perretta


In occasione del centenario della morte del giovane pensatore goriziano, suicidatosi a soli ventitre anni con un colpo di rivoltella, ripercorriamo la traccia della sua turgida filosofia ‘negativa’ dettata dall’opera che ci ha lasciato in eredità: “La persuasione e la rettorica”. Una tesi di laurea, mai discussa, articolata intorno all’implacabile conflitto tra verità e finzione. Alla luce delle sue tesi etico-noetiche il tragico gesto terminale si appalesa come un atto liberatorio in cui la vita si compie e non fallisce. Qui c’è il tentativo estremo di vedere nella vicenda umana il risultato di un’eterna tensione culturale, che nel sistema di valori sociali trova il suo più determinato meccanismo di diniego.


di Domenico Donatone
 
Sommario

Il contatore dei visitatori Shiny Stat è attivo da dicembre 2006