IN PRIMO PIANO
 
STUDI CRITICI
  DIARIO D’AUTORE (15)


È uscito in Francia un importante saggio di Serge Milan che esamina con grande rigore ed acutezza i temi ideologici e i contenuti concettuali presenti nelle molte centinaia di manifesti futuristi. Ne emerge una ‘visione del mondo’ articolata e organica, imperniata su precise convinzioni di ordine cosmologico, ontologico, antropologico, etico oltre che, naturalmente, poetico ed estetico. Nel recente libro di Marina Bressan, “ ‘Der Sturm’ e il futurismo ”, si inquadrano invece i rapporti coll’espressionismo tedesco, e poi con il nazismo che, prima diffidente, giunse da ultimo a tacciare l’avanguardia marinettiana di essere ‘arte degenerata’, sospettata di ebraismo e criptobolscevismo.


di Simona Cigliana
 


Una prova diaristica che si allarga alla misura o dismisura di un vero, assai notevole racconto che procede come un’ampia, articolata metanarrazione diacronica. ‘Tranches de vie’ ora autentiche ora apocrife che vanno avanti e indietro nei decenni, dall’infanzia alla maturità, tra Svevo e Stenterello, tra inettitudine e parodia. L’autoanalisi prende le strade burlevoli e derisorie di una scrittura derapante che concresce per accumulo di memorie ed episodi. Autobiografia come stratigrafia di pensieri, descrizioni, pseudo-dialoghi, citazioni, materiali spuri tra pubblico e privato, cronaca e storia. Con l’accanita riflessione sul proprio fare letterario inteso come una trappola o un magico nascondiglio dalla vita.


di Stefano Docimo
 
PLACE VENDÔME (15)
  DOPO LA LIBERAZIONE


Una caustica risposta epistolare ad un illustre critico innominato. Poi la piazza si riempie di grandi voci d’opera, svariando per lungo un gremitissimo catalogo che va dal leggendario Giacomo Lauri-Volpi ai fasti (e nefasti) del trio Pavarotti-Domingo-Carreras. Il sistema delle terne si potrebbe applicare anche alle voci poetiche: Ungaretti-Montale-Cardarelli oppure Sanguineti-Giuliani-Balestrini. Ma lo “Zanz’8” con chi metterlo? Sarà uno “Zanz’8 e ½”? (Del resto con Fellini ci collaborò).


di Marzio Pieri
 


Dopo 15 anni di arresti domiciliari la 65enne leader birmana, Premio Nobel per la Pace nel 1991, è stata finalmente rilasciata dai militari del duro regime dittatoriale che governa da molte decadi il paese ribattezzato Myanmar. Che mossa politica sia, lo capiremo nei prossimi mesi, ma intanto bisogna sottolineare che la capacità di resistenza e l’impeccabile stile personale ed etico di questa donna straordinaria, sono anche dovuti ai principi filosofico-religiosi buddhisti che hanno informato la sua esistenza. La sua rivoluzione democratica passa per la necessità di una trasformazione interiore, di un cambiamento di rotta spirituale.


di Tiziana Colusso
 
DISCUSSIONI
  INQUIETANTI CONNUBI



Una riflessione critica ad ampio raggio sull’incombente e, a quanto pare, inarrestabile dittatura del giallo, del ‘noir’, del poliziesco nella letteratura italiana e, in buona misura, anche straniera. I condizionamenti del mercato stanno riducendo la originaria, multiforme natura del romanzo ad una monocultura narrativa, ad una completa subalternità alla scrittura di genere. Ma il romanzo non ha bisogno di conferme, di esibire prove di fronte a un giudice, sia pure esso il lettore. La verità poetica è più vera di quella raggiunta con i metodi dell’indagine poliziesca ed investigativa. Inoltre, in Italia questa produzione editoriale rischia di avere una funzione scaramantica, esorcizzante e, di conseguenza, rasserenante verso una realtà che vede la grande criminalità organizzata dominare ampie zone del paese.


di Ignazio Delogu
 


Quello che apparentemente può sembrare un fenomeno marginale, folcloristico, vede oggi, comunque, coinvolti significativi esponenti della criminalità organizzata che si cimentano con orgoglio nella scrittura di poesie e di canzoni. Qualcosa che rivela o suggerisce spiegazioni e motivazioni antropologico-sociali ben più ampie della mera curiosità cronachistica. Perché attesta che l’azione criminale si afferma al presente non soltanto col sangue, ma anche con i versi dei padrini (da Cutolo a Lubrano, fino a Papalia e Bellocco), adoperati per fare proseliti e usati come un meccanismo simil-filosofico che fa da collante tra la realtà quotidiana del potere violento e l’ordine nuovo delle cosche che si vuole imporre.


di Domenico Donatone
 
“ROMAPOESIA” 2010
  ANTICIPAZIONI



Con il titolo “poEtiche”, l’edizione di quest’anno della manifestazione capitolina è stata tutta ‘al femminile’. La co-direttrice (con Maria Teresa Carbone) del festival traccia un ideale bilancio, sottolineando la volontà di indicare nella scrittura in versi, la meno omologabile e mercificabile, il luogo eletto di resistenza e di rivolta politico-culturale contro la continuata, quotidiana esposizione del corpo delle donne, sia come corpo-vittima, che come corpo-porno. La poesia delle donne come strumento di confronto con l’utopia femminista del linguaggio di genere?


di Franca Rovigatti
 


È in uscita presso l’editore Fermenti una preziosa antologia poetica dello scrittore, saggista, regista e drammaturgo veneziano morto a Roma quasi trent’anni fa. Si tratta di testi per lo più inediti che risalgono in gran parte al tempo della sua lunga permanenza in Brasile nel secondo dopoguerra. Ne presentiamo in anteprima una scelta di cinque poesie, oltre ad un estratto della introduzione critica del curatore della raccolta.


a cura di Luca Succhiarelli
 
  DIARIO D’AUTORE (14)
 
 


Note agostane e vacanziere, invero più agre che dolci, ripensando a Georg Trakl, Marinetti, Hugo e Proust, nonché al presente, paradossale ‘comunismo hegeliano’. E poi spigolando sui progetti osceni di Andy Warhol mai compiuti e su una coppia di barboni distesa supina sulle strisce pedonali. L’amore per la vita, oltre la vita, di Hetty Hillesum e le sardoniche creazioni musicali zen di John Cage. Il ricordo di un viaggio a Bologna, 20 anni fa, per una grande retrospettiva di Giorgio Morandi e il controricordo di un conoscente che chiese “come fosse stato il concerto”.


di Donato di Stasi
 
 
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