CHECKPOINT POETRY
CLAUDIO MUTINI (1935-1999)
 

Ricorre quest’anno il decimo anniversario della morte di Claudio Mutini, italianista, critico, scrittore, poeta.

Vogliamo ricordare dell’amico, l’impegno culturale, politico e nella sperimentazione, che ci ha visti collaborare in diverse situazioni e iniziative culturali ed artistiche.

Non vogliamo neppure dimenticare la felice collaborazione e anche il lavoro parallelo con altri artisti, con pittori come Piero Tevini, Renato Fascetti, ed altri.

 

Per questo motivo La città e le stelle, che del suo lavoro poetico ha pubblicato i testi Continua, Continuadue e Alterazioni, ripropone alla lettura questi lavori in versione elettronica, di cui Continua e Continuadue sono già disponibili e liberamente scaricabili sul sito www.cittaelestelle.it

 

Crediamo che sia auspicabile che sia stimolato un approfondimento critico di Claudio Mutini poeta, dopo il parziale oblio che è sembrato stendersi sul suo lavoro dopo la scomparsa. Sarebbe anche necessario riprendere la riflessione sul suo impegno critico e politico, di cui possono essere punto di partenza gli scritti teorici de Il tempo imperfetto firmato anche da Giorgio Patrizi, e di Controinterrogatorio.

 

Mutini, che si riallaccia alla stagione della seconda avanguardia, opera secondo un metodo di scrittura impostato secondo schede filologiche, in cui confluiscono frammenti o lacerti delle più svariate scritture, che si mescolano agli apporti individuali. Vengono così prodotti quelli che Patrizi chiama ‘ordigni verbali’, in cui si riconoscono riscritture, citazioni di classici, fino agli slogan della pubblicità, alle scritture tecniche, in un miscuglio che aggredisce il luogo comune e il vaniloquio mediatico e televisivo.

Viene messo alla frusta tutto un linguaggio patinato ma vuoto che ci viene svelato, attraverso l’operazione di Mutini come politicamente funzionale alla costruzione del consenso e a certi interessi economici e ideologici in una società che ha smarrito ogni capacità critica e ogni reale iniziativa politica.

Vi è il rifiuto dunque di essere manifestazione di un segno governato dai gestori dello spettacolo e di far parte degli apparati del consenso.

Mutini ci indica un modo proponendo una ‘letteratura critica’ che pratica una ‘non corrispondenza significazionale tra contenuto ed espressione’, producendo materiali espressivi contro le forme istituzionali.

Una letteratura antagonista del consumo linguistico che si costruisce in forme adialogiche che mettono in evidenza questo distacco e che si sottraggono dalla comunicazione di massa.

Il risultato è un deragliamento straniante che coinvolge tutta una serie di riflessioni chiosate da citazioni letterarie e riscritture che vanno Sade e Molière, da Vasari, ad Ariosto, dal Berni a Kafka, in un accumulo di materiale espressivo, che si dipana, mescolandosi in maniera eversiva ai linguaggi mediatico e televisivo.

 

                                                                                                                            [Massimo  Giannotta]

 

 

***

 

Dal libro Continua, Roma, La città e le stelle, 1993, pagg. 40 – adesso ripubblicato in forma di ebook nella collana “Gli introvabili” del sito www.cittaelestelle.it

 

 

 

forme proporzionali di superficie

alitano un orizzonte pietroso

entrano nel pensiero di

fuochi di paglia dentro il paglione

fumi nel camerone e cruda

respirazione di corporature automatiche

sopra canali di cotto

rami di spray che avvolgono manovalanza

in arabeschi di chiodi e corone di gomma

gole in cannule elastiche

lingue piantate su mentoniera

in spazio bucato da geometria operativa

quando viaggiassero flussi di lavoro

ateliers d’imperfetti a incorporare

vuoti d’imbuto

lambita l’inclinazione T del trapezio

incollatura di braccia sull’inguinaia

cogliendo colore odore ovulare in figura

di bella biforcazione assestata sul dosso

e libera in semoventi pannelli

guardandone i giunti ritratti dal cartolario

contesto di giunchi a forma d’allevamento

sessualità sogno di caccia ciuffi di larice

lungo il confine a bande d’azzurro

in spazio bucato da geometria operativa

quando viaggiassero flussi di cattura

ateliers d’ avventizi a incorporare

vuoti d’imbuto

lambita l’inclinazione T di traverso

incollatura di braccia sull’inguinaia

cogliendo colore odore ovulare in figura

di bella biforcazione assestata sul dosso

e libera in semoventi pannelli

guardandone i giunti ritratti dal cartolario

contesto di giunchi a forma d’insediamento

sogno di caccia sessuale ciuffi di larice

lungo il confine a bande sanguigne

in spazio bucato da geometria operativa

quando viaggiassero flussi di alterazione

ateliers clandestini a incorporare

vuoti d’imbuto

lambita l’inclinazione T shirt e

incollatura di braccia sull’inguinaia

cogliendo colore odore ovulare in figura

di bella biforcazione assestata sul dosso

e libera in semoventi pannelli

guardandone i giunti ritratti dal cartolario

contesto di giunchi a forma di rapimento

sogno e profitto sessuale ciuffi di larice

lungo il confine a bande dorate

visivamente binarizzabili

le informazioni trapezio giunti

braccia in pannelli di cartolario

modulare la trabeazione T

di clavicola e ugola collezionando

le urla di cose inservibili oggetti

mutili o immuni essendosi disegnate

immagini che non tradiscono

lacerti di viso paesaggio ovulare

sogno tramonto in nidi di zolfo

e fuga di larici sul parabrezza

isole in stagni di graminacee

liste di calce che scavano le altitudini

in cuspidi e rapidi scoscendimenti

condense di asciugatoi sogno e profitto

animale a caccia di videosurgelatori

what’s left

                  the terror of the poor wretch

was extreme when it began to yawn

or yawning

yawning

and found itself discovered

and rested on a side only

terrore di sciagurato

estremo quando

videsi cominciando

a sbadigliare

o sbadigliante

trovandosi scoperto

e poggiato su un lato solo

hideous creature

bent on a dream of 12 feet long

we tried to rise it

pulled its tail

slapped its back

struck its scales

and teased it in every way

but nothing

nothing would induce it to move

fidente in un sogno lungo 12 piedi

tentiamo il risveglio

tirando la coda

sculacciando

battendo le scaglie

ma vano è il tormento

nessun movimento a induzione

my son

till accidentally

then a sleeper from 12 years

tickled it gently under the arm

it drew the limb close in its side

and turned in a instant

to avoid a repetition of the experiment

finché casualmente

allora sognante da 12 anni

finché dolcemente

e tenero sottobraccio

causa vellicamento

estrasse l’asta chiusa nel fianco

e si voltò all’istante

evitando ripetere l’esperimento

con la segnata recandovi tumefatto

boccio in forma di C la segnata

con D essendone ovale reliquiario

urna violacea come trasudazione da fotografica

lastra di formato minore e senza coperchio

secondo un modello diffuso di corno

arto asta armeggiata nell’incavo polaroid

come da destra la testa crinita

crine per redini e lingua che viene

fatta sortire sollecitando l’occipite

a tratti e passanti

centro di sella per sottopancia

coda mancina e mano

per mille strati di foglie

colmi a nidi voluminosi e chiudersi

i rami dove s’inclina il panneggio

squisita la macchia e la biacca con serpentino

bastardo credendo la presa non suscettibile

a spese e tentacoli di rinterzo

visori memorie con armi propiziatorie

famiglie pennute riguardo ai tralicci

onde s’accordano e si lascia commuovere

stemma cartilagineo

quanto all’opacità di un flebile schizzo

portato alle tempie il senso di impallidire

anni a finire assieme la lettera E di entr’acte

l’interno ridente da 12 anni

l’eterno con liquida la conchiglia

e querulo il calcolo l’affidamento al remoto

e segnatamente celato deposito

per essere fratta la longitudine

in due sormontate da sintomi ma di valore

gaudente autorevole ferrigno venale

dovuta l’insolita relazione di spazio

tirandosi in alto o in basso la dimezzata

e futile riflessione delle attitudini

vedi che aspetto pazientemente

vedi che parto col sole alle spalle

vedi che torno con passo imperioso

essendo le mani che mi rovesciano

dentro l’oscura capacità del ventaglio

a dipanare la successione

che vi farà lo scarto degli insipienti

che vi farà l’accumulo di inetti osservatori

che vi farà l’ostaggio a guanto del palmo

che sarà incerto abbatterli o includerli casualmente

che verrà obbligo considerarli a segno

o dita o punte di dita

volendo levare una testa che ne spuntano tre

invece che aggiungerne una dove già c’è una testa

o due ma di mostra impennata

recidendo difficile aggiustare le mani

qualora si vede pretendere al tempo dei tagli

che in tempo potessero desiderarsi

 

 

 

 

 

 




Scarica in formato pdf  


 
Sommario
Checkpoint Poetry

Il contatore dei visitatori Shiny Stat è attivo da dicembre 2006