Ricorre quest’anno il decimo
anniversario della morte di Claudio
Mutini, italianista, critico, scrittore, poeta.
Vogliamo ricordare dell’amico,
l’impegno culturale, politico e nella sperimentazione, che ci ha visti
collaborare in diverse situazioni e iniziative culturali ed artistiche.
Non vogliamo neppure dimenticare
la felice collaborazione e anche il lavoro parallelo con altri artisti, con
pittori come Piero Tevini,
Renato Fascetti,
ed altri.
Per questo motivo La città e le stelle,
che del suo lavoro poetico ha pubblicato i testi Continua, Continuadue e Alterazioni, ripropone alla lettura questi lavori
in versione elettronica, di cui Continua e Continuadue sono già disponibili e liberamente scaricabili sul sito
www.cittaelestelle.it
Crediamo che sia auspicabile che
sia stimolato un approfondimento critico di Claudio Mutini poeta, dopo il
parziale oblio che è sembrato stendersi sul suo lavoro dopo la scomparsa. Sarebbe
anche necessario riprendere la riflessione sul suo impegno critico e politico,
di cui possono essere punto di partenza gli scritti teorici de Il tempo imperfetto firmato anche da
Giorgio Patrizi, e di Controinterrogatorio.
Mutini, che si riallaccia alla
stagione della seconda avanguardia, opera secondo un metodo di scrittura
impostato secondo schede filologiche, in cui confluiscono frammenti o lacerti
delle più svariate scritture, che si mescolano agli apporti individuali. Vengono così prodotti quelli che Patrizi chiama ‘ordigni
verbali’, in cui si riconoscono riscritture, citazioni di classici, fino agli
slogan della pubblicità, alle scritture tecniche, in un miscuglio che
aggredisce il luogo comune e il vaniloquio mediatico e televisivo.
Viene
messo alla frusta tutto un linguaggio patinato ma vuoto che ci viene svelato,
attraverso l’operazione di Mutini come politicamente funzionale alla
costruzione del consenso e a certi interessi economici e ideologici in una
società che ha smarrito ogni capacità critica e ogni reale iniziativa politica.
Vi è il rifiuto dunque di essere
manifestazione di un segno governato dai gestori dello spettacolo e di far
parte degli apparati del consenso.
Mutini ci indica un modo proponendo una ‘letteratura critica’ che pratica una
‘non corrispondenza significazionale tra contenuto ed espressione’, producendo
materiali espressivi contro le forme
istituzionali.
Una letteratura antagonista del
consumo linguistico che si costruisce in forme adialogiche che mettono in
evidenza questo distacco e che si sottraggono dalla comunicazione di massa.
Il risultato è un deragliamento
straniante che coinvolge tutta una serie di riflessioni chiosate da citazioni
letterarie e riscritture che vanno Sade e Molière, da Vasari, ad Ariosto, dal
Berni a Kafka, in un accumulo di materiale espressivo, che si dipana,
mescolandosi in maniera eversiva ai linguaggi mediatico e televisivo.
[Massimo Giannotta]
***
Dal libro Continua, Roma, La città e le stelle,
1993, pagg. 40 – adesso ripubblicato in forma di ebook nella collana “Gli
introvabili” del sito www.cittaelestelle.it
forme
proporzionali di superficie
alitano un
orizzonte pietroso
entrano
nel pensiero di
fuochi di
paglia dentro il paglione
fumi nel
camerone e cruda
respirazione
di corporature automatiche
sopra
canali di cotto
rami di
spray che avvolgono manovalanza
in
arabeschi di chiodi e corone di gomma
gole in
cannule elastiche
lingue
piantate su mentoniera
in spazio
bucato da geometria operativa
quando
viaggiassero flussi di lavoro
ateliers
d’imperfetti a incorporare
vuoti
d’imbuto
lambita
l’inclinazione T del trapezio
incollatura
di braccia sull’inguinaia
cogliendo
colore odore ovulare in figura
di bella
biforcazione assestata sul dosso
e libera
in semoventi pannelli
guardandone
i giunti ritratti dal cartolario
contesto
di giunchi a forma d’allevamento
sessualità
sogno di caccia ciuffi di larice
lungo il
confine a bande d’azzurro
in spazio
bucato da geometria operativa
quando
viaggiassero flussi di cattura
ateliers
d’ avventizi a incorporare
vuoti
d’imbuto
lambita
l’inclinazione T di traverso
incollatura
di braccia sull’inguinaia
cogliendo
colore odore ovulare in figura
di bella
biforcazione assestata sul dosso
e libera
in semoventi pannelli
guardandone
i giunti ritratti dal cartolario
contesto
di giunchi a forma d’insediamento
sogno di
caccia sessuale ciuffi di larice
lungo il
confine a bande sanguigne
in spazio
bucato da geometria operativa
quando
viaggiassero flussi di alterazione
ateliers
clandestini a incorporare
vuoti
d’imbuto
lambita
l’inclinazione T shirt e
incollatura
di braccia sull’inguinaia
cogliendo
colore odore ovulare in figura
di bella
biforcazione assestata sul dosso
e libera
in semoventi pannelli
guardandone
i giunti ritratti dal cartolario
contesto
di giunchi a forma di rapimento
sogno e
profitto sessuale ciuffi di larice
lungo il
confine a bande dorate
visivamente
binarizzabili
le
informazioni trapezio giunti
braccia in
pannelli di cartolario
modulare la trabeazione T
di clavicola
e ugola collezionando
le urla di
cose inservibili oggetti
mutili o
immuni essendosi disegnate
immagini
che non tradiscono
lacerti di
viso paesaggio ovulare
sogno
tramonto in nidi di zolfo
e fuga di
larici sul parabrezza
isole in
stagni di graminacee
liste di
calce che scavano le altitudini
in cuspidi
e rapidi scoscendimenti
condense
di asciugatoi sogno e profitto
animale a
caccia di videosurgelatori
what’s
left
the terror of the poor wretch
was extreme when it began to yawn
or yawning
yawning
and found itself discovered
and rested on a side only
terrore di sciagurato
estremo quando
videsi cominciando
a sbadigliare
o sbadigliante
trovandosi scoperto
e poggiato su un lato solo
hideous
creature
bent on a dream of 12 feet long
we tried to rise it
pulled its tail
slapped its back
struck its scales
and teased it in every way
but nothing
nothing would induce it to move
fidente in un sogno lungo 12 piedi
tentiamo il risveglio
tirando la coda
sculacciando
battendo le scaglie
ma vano è il tormento
nessun movimento a induzione
my son
till accidentally
then a sleeper from 12 years
tickled it gently under the arm
it drew the limb close in its side
and turned in a instant
to avoid a repetition of the experiment
finché casualmente
allora sognante da 12 anni
finché dolcemente
e tenero sottobraccio
causa vellicamento
estrasse l’asta chiusa nel fianco
e si voltò all’istante
evitando ripetere l’esperimento
con la
segnata recandovi tumefatto
boccio in
forma di C la segnata
con D
essendone ovale reliquiario
urna violacea
come trasudazione da fotografica
lastra di
formato minore e senza coperchio
secondo un
modello diffuso di corno
arto asta
armeggiata nell’incavo polaroid
come da
destra la testa crinita
crine per
redini e lingua che viene
fatta sortire
sollecitando l’occipite
a tratti e
passanti
centro di
sella per sottopancia
coda mancina
e mano
per mille
strati di foglie
colmi a nidi
voluminosi e chiudersi
i rami dove
s’inclina il panneggio
squisita la
macchia e la biacca con serpentino
bastardo
credendo la presa non suscettibile
a spese e
tentacoli di rinterzo
visori
memorie con armi propiziatorie
famiglie
pennute riguardo ai tralicci
onde
s’accordano e si lascia commuovere
stemma
cartilagineo
quanto
all’opacità di un flebile schizzo
portato alle
tempie il senso di impallidire
anni a finire
assieme la lettera E
di entr’acte
l’interno
ridente da 12 anni
l’eterno con
liquida la conchiglia
e querulo il
calcolo l’affidamento al remoto
e
segnatamente celato deposito
per essere
fratta la longitudine
in due
sormontate da sintomi ma di valore
gaudente
autorevole ferrigno venale
dovuta
l’insolita relazione di spazio
tirandosi in
alto o in basso la dimezzata
e futile
riflessione delle attitudini
vedi che
aspetto pazientemente
vedi che
parto col sole alle spalle
vedi che
torno con passo imperioso
essendo le
mani che mi rovesciano
dentro
l’oscura capacità del ventaglio
a dipanare la
successione
che vi farà
lo scarto degli insipienti
che vi farà
l’accumulo di inetti osservatori
che vi farà
l’ostaggio a guanto del palmo
che sarà
incerto abbatterli o includerli casualmente
che verrà
obbligo considerarli a segno
o dita o
punte di dita
volendo
levare una testa che ne spuntano tre
invece che
aggiungerne una dove già c’è una testa
o due ma di
mostra impennata
recidendo
difficile aggiustare le mani
qualora si
vede pretendere al tempo dei tagli
che in tempo
potessero desiderarsi