BASILEUS
> ( 19’00” - ascolta il file mp3 )
Testo:
Anna Laura Longo
Musica:
Natale Romolo
Musicisti:
Maurizio Schifitto, Sax Soprano
Edoardo Pirozzi,
Corno
Nasim Saad,
Violoncello
Matteo Martizi,
Percussioni
Voci recitanti:
Marco Belocchi
Flavio Favale
Barbara Alesse
Direttore:
Alfredo Santoloci
> Registrazione dal vivo,
effettuata all’Auditorium dell’Università di Tor Vergata di Roma (2008) <
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BASILEUS è la denominazione con
cui nella Grecia antica si indicava il re e diviene simbolo più genericamente
di ogni figura o struttura egemonica, depositaria di sovranità o preminenza. In
modo più specifico, BASILEUS dà corpo fisico a tutte le forme che il desiderio
di supremazia incarna, mutando fattezze nella storia e nell’attualità, ma
conducendo senza soluzione di continuità tra volontà e abuso, alla lotta tra
simili e alla riduzione in gerarchie, di potere, appunto.
Il testo analizza e marca le complesse e nevrotiche
configurazioni in cui il potere può costruirsi, creando uno sfondo di
attrazione intorno ai temi di autorità e dominio, facoltà di azione e
controllo, rischio e arbitrio.
L’accanimento verso il potere e
la conseguente spinta tensiva e immancabilmente violenta che ne deriva, sono
indicate come cause sostanziali dell’assenza di pace tra gli stati e le comunità, come fra le
varie “ umanità “ in genere. La riflessione intorno ad un possibile tempo /
orizzonte di pace mira dunque a raccogliersi intorno a due punti particolarmente frementi, da
considerarsi in costante e dinamico movimento oscillatorio :
ANELITO e RESPONSABILITÀ
Il testo in versi è affidato a
due voci maschili che privilegiano un uso particolare della voce, che esplora
le molteplici possibilità di attacco, tenuta ed estinzione del suono, fino a
raggiungere l’intimità del respiro. Attraverso il trattamento multiforme del materiale
fonetico-sonoro si cerca di attraversare i diversi piani espressivi secondo una
ricerca che mira a creare una configurazione acustica dinamica ed eterogenea.
Si attivano due compartimenti
simmetrici in cui si articolano :
-
gli interrogativi del singolo
- gli interrogativi della
società (tradotti in forma di gesti
dapprima interrogativi in seguito
accusativi)
Segue un “lamento
premonitore “, spazio dolente con indizi di imminente danno o pericolo.
La conclusione è una sezione
ondivaga, ma pressante: attimo di corrosione
e distorsione che annuncia il passo finale incentrandosi intorno alla
ripetizione dei termini:
spoliazione – tregua – arrendevolezza.
Vengono intercalati ai versi, ed affidati
ad una voce femminile, alcuni stralci tratti da saggi di H. Arendt: in
particolare, Sulla violenza (Guanda) e Tra
passato e futuro (Garzanti).
A. L. Longo
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BASILEUS
Voce 1
Basileus, chi ti fece?
Chi ti fece impervie le ossa,
compattate e adunche
come turgidi baluardi?
Quali braccia tornite
ti tenevano stretto,
coibentato e infuso
tra i rinforzi di sagaci armature?
E la fronte!
Basileus chi ti rese angusta la fronte,
per soffrire di ispida febbre
e grondante calura?
Una fronte brulla e riversa
come florido inganno!
La tua tunica larga e sciancrata,
ora arriva massimo ai fianchi,
imbiancata trema
ripercorsa di venature.
Testimone di caparbia snellezza !
Gesti interrogativi (
gestualità meccanica e prorompente )
Voce 2
Non avere /
Non avere abbastanza /
Non avere abbastanza diramazioni /
ed arsura, nel dirigere i passi
tra le grinze di ogni estesa radura.
Ogni passo è possibile senza voltarsi,
senza lacci ai talloni o
spianate suture,
ogni varco è accessibile senza
adombrarsi
con lesioni alle gambe
per sorreggersi e poi scardinare
linearmente oltranzisti
impetuosi, eretti,
in un atto di rapimento.
Voce femminile:
“Poiché
esige sempre l’obbedienza , l’autorità viene di solito scambiata con un modo di
esercitare il potere o la violenza. Eppure essa esclude qualsiasi coercizione
esteriore: dove s’impiega la forza, l’autorità ha fallito. D’altre parte
l’autorità è incompatibile con la persuasione, che presuppone eguaglianza e
richiede un processo di argomentazione: dove si impiegano argomenti di
persuasione l’autorità è messa a riposo. All’ordine egualitario della
persuasione si contrappone l’ordine dell’autorità che è sempre gerarchico. Se
si vuole definire l’autorità occorre dunque distinguerla sia dalla coercizione,
sia dalla persuasione”.
( Lamento premonitore )
Voce 2
Uomini armati, fedeli seguaci
basta dire loro ESPANSIONE
sensazione vivida e focalizzata
basta porgere loro un basamento
la maniaca tentazione di un
astratto dominio.
Non venire mai meno.
Voce 1
Basileus,
chi ti fece salvo e magnetico il dorso
che conobbe calde permutazioni,
imbevuto e intriso
di invitanti erbe selvatiche?
Quale gusto stanco ti sottese il
palato,
infiammandolo di alcool
e succoso cibo speziato?
Le distanti mandibole
sono scarne e polarizzate
mentre il volto riarso ,
non ancora invecchiato,
deglutisce il pallore
e lo sguardo fisso
nega varchi o residui di
elargizioni.
Gesti accusativi
Voce 2
Non volere /
Non volere altro /
Non volere altro che assurgere,
attorniare, scatenando la furia
sui segreti alvei
dei terreni incolti,
in un valico e in un rude entroterra
per resistere e poi scardinare
virulenti, esausti,
dopo un atto di inseguimento.
Il piacere che ricevo si accresce,
accecante e consolidato.
Voce femminile
“La
quantità di violenza a disposizione di qualunque paese può ben presto non
essere più un’indicazione attendibile della forza di un paese, né una garanzia
attendibile contro la possibilità di distruzione da parte di una potenza
notevolmente più debole e più piccola. E questo comporta una sinistra somiglianza
con una delle più antiche intuizioni della scienza politica, vale a dire che la
potenza non può essere misurata in termini di ricchezza, che un’abbondanza di
ricchezza può intaccare la potenza, che le ricchezze sono particolarmente
pericolose per la potenza e il benessere delle Repubbliche – un’intuizione che
non perde la sua validità perché è stata dimenticata, specialmente in un
periodo in cui la sua verità ha acquisito una nuova dimensione di validità
diventando applicabile anche a un arsenale di violenza”.
( LAMENTO PREMONITORE )
Uomini armati, fedeli seguaci
basta dire loro ESPANSIONE
sensazione vivida e focalizzata
basta porgere loro un basamento
la maniaca tentazione di un
astratto dominio.
Non venire mai meno.
Ora occorre un tracciato.
[ Stasi - silenzio ]
Voce 1
Perché taci?
Voce 2
C’è qualcuno in agguato
tempestato di sabbia
permeato di alghe
su braccia inasprite.
La verità è che molto
è andato distrutto,
le lettighe, i morti sul campo
e la mano stanca
– acidificata –
ricongiunge il tremore
in segmenti di rabbia.
C’è notizia di un rastrellamento.
Voce 1
Il malcontento avanza e sale
con seni adunchi,
in forma di toro.
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Spoliazione
Tregua
Arrendevolezza