CHECKPOINT POETRY
NAT SCAMMACCA
 

 

 

 

(Dal volume-omaggio per Nat Scammacca: la testimonianza di Mario Pietralunga):

 

 

Essere parte dell’Antigruppo e collaborare all’omonima rivista fu per me una continuazione ideale della lotta partigiana a cui avevo partecipato con un nome di battaglia, Tribuno, che s’inseriva perfettamente nel linguaggio di quel movimento che era anche di riscossa popolare. 

Ora ho ripercorso le pagine della rivista “Antigruppo” e ho trovato due sezioni che si prestano ai miei commenti. La prima consiste nell’Introduzione alle poesie di Scammacca scritta da Mauro De Mauro e pubblicata in Paese Sera, quotidiano romano, nel 1968. È molto importante sapere che il De Mauro, allora cronista del quotidiano L’Ora di Palermo, stava lavorando alla sceneggiatura del film Il caso Mattei, diretto dal regista Francesco Rosi, che tratta dell’assassinio del Presidente dell’ENI. Pare che De Mauro abbia indagato sugli ultimi  giorni di Mattei in Sicilia, scoprendo prove del delitto. Per questo fu rapito e sicuramente ucciso.

Prima di leggere tutto il pezzo di De Mauro dedicato a Scammacca, ho rivisto il film Il Caso Mattei, provando la solita avversione a queste forze del capitalismo criminale, ma anche potendo apprezzare, con animo da Antigruppo, quel che De Mauro scrisse per Scammacca, col metterne specialmente in evidenza le caratteristiche umane e le idee  politicamente avanzate. Eccone alcuni esempi: “Poeta, saggista, critico e scrittore, Scammacca crede fermamente nella non violenza: durante la guerra rischiò la corte marziale, perchè si rifiutò di andare a sganciare le bombe sul Giappone”.          

De Mauro poi si riferisce al saggio pubblicato da Scammacca in Sicilia con il titolo Il problema americano negro visto da un americano bianco dove si legge: “L’America è un paese pieno di pregiudizi, abitato da gente terribilmente carica d’odio. Ci sono veramente pochi paesi nel mondo dove esistano tanto odio e tanti pregiudizi.”

“Scammacca lo imparò a proprie spese”, continua De Mauro, “quando era poco più d’un ragazzo: una folla di bianchi, fra cui molti operai, aggredì e malmenò il cantante negro Robinson che si accingeva a tenere un comizio. Nat intervenne in difesa del cantante, tentó di protestare garbatamente, ma si prese la sua dose di legnate. Nessuno come lui può conoscere quest’America di cui parla dicendo:Esiste in America un’aristocrazia dell’economia nella quale soltanto pochi potranno penetrare. La libertà rimane soltanto in minima parte alla classe borghese, mentre le classi umili sanno che per loro non esistono eguali condizioni di possibilità’.

Perciò Nat vive in Italia dove trascorre le sue giornate come immerso in un perenne bagno di vitalità.  E crede ciecamente in ciò che fa, con lo stesso cosciente candore con cui corse in difesa di Robinson.  O col quale, come egli stesso racconta nel capitolo La Libertà del saggio su King, quando aveva dodici anni e viveva sull’asfalto di New York, sollevò il suo piccolo pugno “contro i grattacieli che si profilavano all’orizzonte. Là, lontano, nell’isola di Manhattan, nella Quinta Strada, abitavano i ricchi e i potenti”.

Ed ecco alcuni versi di Scammacca scelti da De Mauro:

 

 

Da L’io nel noi

 

Girate l’io verso il noi

ma ancora un io

niente catena

nessun vero legame

nessun vero nodo.

Liberi.  Chiedete perchè

Girate in

trovate in questo io

il noi in tutti i vostri voi

come me.

Girando a sinistra

vorticate verso confini più lontani

le province degli ultimi a mangiare

a dormire ad avere

gli antigruppo lì in fondo

ciascuno trovi la risposta propria

se a sinistra

la mia

se a sinistra

la nostra.

 

 

 

Da  A destra a destra  Avvita a destra

 

Ovunque ci voltiamo

le maglie dure dure del sistema

ci cacciano ci allineano

dolcemente   con un colpo leggero qua

rudemente  con un colpo più forte là

se ci voltiamo in direzioni contrarie

e avvitiamo a sinistra.

Volta per volta girando a nostro modo – a sinistra

di colpa finiamo naso a naso

col direttore con l’ispettore

del sistema

ed hanno sempre ragione.

“Sanguini tutto l’inferno e anche il paradiso

se farò come vuole

il sistema

o come dice il direttore”

gridai l’altro giorno.

Bye-bye tu  non mangerai

solo morirai

bye-bye senza carne

bye-bye senza lavoro

bye-bye senza denaro

bye-bye a destra a destra.

La raccomandata:

“o accondiscendi   girando a destra

e riconosci l’autorità

regole-regole-regole

non ribellarti

al ragionevole ingranaggio

ingrana coll’organizzazione

gira a destra o lascia.

Noi siamo sorpresi da tale...

specialmente da parte tua

che sempre rispettosamente

abbiamo avvitato a destra

non possiamo permettere una frattura

– tu respingi il nostro santo principio –

avvita a destra a destra a destra

dispiaciutissimi

ci piange il cuore ma

per il bene

sistema

àbbiti

l’ultima paga

a destra a destra a destra

avvita a destra.

Facendo lunghi cerchi a sinistra

ho fame

essi tengono tutti i fottuti cardini

ho freddo

sbattendo le corna contro il sistema

girando a sinistra

fuori dai dentelli

FUORI

 

 

 

Da  Non c’è altro mondo che questo

 

Oh presidente oh presidente

tu  vincerai – e come potrai perdere – 

hai ammazzato tutti i morti di fame

bombardandoli a suon di dollari nostri

è un vero peccato

tanto denaro speso

 

siate buoni voi peccatori

– ora ­–

non c’è altro mondo che questo.

 

Oh grosso grasso uomo

abiti su una grande collina

la guerra e il sangue raggrumato

moltiplicano le tue banconote.

Seduto comodo, grassone,

alimenta stabilimenti e mulini

vomita cannoni

per vincere e peccare

grida al mondo:

guerra-guerra-guerra

 

siate buoni voi peccatori

– ora ­–

non c’è altro mondo che questo

 

Grande robusto

formidabile

padrone della terra

come può il piccolo bracciante

osare di prendersi la terra?

Sì, assolda sicari e manganelli

ammaccagli la testa

a Trapani a Reggio

non è una novità,

i romani lo fecero pure

 

siate buoni voi peccatori

– ora ­–

non c’è altro mondo che questo.

 

Che i ricchi diventino piu’ ricchi!

Che i poveri diventino più poveri!

I potenti ancora più forti!

Uccidete per amore d’uccidere!

Odiate per amore d’odiare!

 

Tenete tutto!

tenete scuole

tenete cibo

tenete spiagge

tenete ville

tenete terre

e anche l’aria tenete

niente ai pezzenti

proprio niente!

 

siate buoni voi peccatori

– ora ­–

non c’è altro mondo che questo.

 

 

 

Da  Soltanto con un sorriso

 

E gli uomini saranno buoni,

, faranno soltanto cose buone

come se i cieli fossero sempre azzurri

e il profitto non fosse misura delle cose.

 

Costruiremo insieme

, noi

e allora io sarò te

e tu sarai me

e spartiremo le nostre cose

in parti uguali

i poveri saranno ricchi

e i ricchi si spoglieranno

ringraziando chi prende la loro roba con un sorriso

soltanto con un sorriso.

 

E i governanti verranno fra noi a dire

la legge lassù è solo un cappio

al collo del lavoratore

se noi scendiamo, le catene-leggi si frantumeranno

si spezzeranno

e il lavoratore sarà libero

la legge padrone non esisterà più

e i padroni rivolteranno le tasche

che non nascondono più niente

s’indicheranno l’un  l’altro per dire:

abbiamo rubato la terra e i suoi prodotti

adesso restituiamo tutto, con un sorriso,

soltanto con un sorriso.

 

E un araldo convocherà schiere di trombettieri

per far rimbombare la buona notizia

sulla terra

con trombe d’oro

e la notizia risuonerà nelle orecchie

e tutti crederanno

che il capitalista è diventato uomo

che il banchiere non succhia più sangue

che il borghese non disprezza

ma ama l’operaio

che tutti i torti del mondo saranno raddrizzati

e tutti i sistemi della terra

appassiranno-sfioriranno-moriranno

e gli establishments si dissolveranno nel blu

e tu ed io e noi crederemo che tutto succederà con un sorriso

soltanto con un sorriso.

 

           

           

Sono un ammiratore di tutti gli scritti di Scammacca, e per il volume di memorie ho scelto quelli introdotti con passione nell’Antigruppo 73, volume 2, da una vittima del potere capitalista, quel giornalista che aveva scoperto dettagli di colpe padronali da inserire nel film di Rosi sull’assassinio di Mattei.

Ho conosciuto personalmente Mattei che fu partigiano come me e che era venuto nella mia zona emiliana a controllare le ricerche di metano per l’AGIP. Ecco perchè nel rileggere i versi di Scammacca presentati da De Mauro mi parve di rivedere Mattei che certamente avrebbe apprezzato questi versi così limpidi nell’attacco a quel potere che ha

ucciso lui e De Mauro.

Ma come io, emiliano sbandato in California, ho conosciuto Nat Scammacca? Lo devo all’amico Ignazio Apolloni col quale condivisi l’insegnamento universitario e piaceri giovanili con dolci compagnie in California.  Accompagnai Ignazio all’aeroporto di Los Angeles la sera in cui disse, come nel libro di Scammacca, Bye bye America.  Io rimasi, ma in uno dei miei frequenti ritorni in Italia andai in Sicilia dove, tramite Ignazio, ebbi il piacere di conoscere Nat che poi rividi in varie occasioni e fui anche ospite nella sua accogliente casa. Intanto mi ero associato all’Antigruppo, contribuendo alla rivista  e poi rimanendo fedele ai suoi principi umani e sociali. Pensando ai compagni dell’Antigruppo conosciuti allora, non vedo nessuno di loro che dia il suo voto a Berlusconi o a Bush.

           

 




Scarica in formato pdf  


 
Sommario

Il sito dal 01/04/2006 al 30/11/2006 ha raggiunto n° 5200 visite