TFR o previdenza integrativa: attenzione solo uno protegge dall’inflazione

L’impennata inflazionaria ha portato a galla alcuni dettagli riguardanti il Tfr e la previdenza integrativa. Quale conviene?

Quando l’inflazione sale a livelli record, la tranquillità finanziaria delle famiglie rischia di venir meno. Il caro vita è pressoché immediato e questo comporta non solo un impennata dei prezzi dei beni e dei servizi di prima necessità. Ma anche “un’erosione” progressiva dei propri risparmi, quelli che vengono tenuti sul conto corrente e che risentono di costi bancari più alti, interessi minori o addirittura negativi, e nessuna rivalutazione.

Rivalutazione tfr e fondi pensione: i dettagli
Tfr o previdenza complementare: qual è la scelta migliore (retididedalus.it)

Ma cosa accade con il Tfr e con la previdenza complementare? Ovvero, quale ‘percorso’ protegge davvero dall’inflazione? Ecco un’analisi dello scenario. Per capirlo è possibile far riferimento all’ultima relazione annuale dell’organo di vigilanza Covip e, forse sorprendentemente per molti, i risultati dello scenario vanno controcorrente rispetto a quello che la maggior parte delle persone potrebbe aspettarsi.

Previdenza complementare o Tfr, quale fornisce una protezione dall’inflazione

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un incremento delle sottoscrizioni di fondi pensione e di piani individuali pensionistici, strumenti che fanno capo alla previdenza integrativa. Ma, stando ai dati raccolti, la loro rivalutazione non sarebbe per nulla paragonabile a quella del Tfr dei lavoratori dipendenti.

Tfr e fondi pensione: cosa succederà dopo il calo dell'inflazione
Fondi pensione e Tfr, esperti divisi sulla migliore scelta (retididedalus.it)

Guardando ai numeri del 2022, con l’inflazione salita all’11,6%, essa è stata infatti del 10% a fronte di rendimenti medi della previdenza integrativa che sono risultati negativi in una forbice compresa, a seconda dello strumento scelto, tra il 9,8% e l’11,5%. Nello specifico i rendimenti netti sono stati del -9,8% per i fondi negoziali, del -10,7 per quelli aperti e del -11,5% per i PIP di ramo III.

Come riportato da Covid i fondi pensioni avrebbero risentito da una parte del calo dei corsi dei titoli azionari e dall’altra del rialzo dei tassi di interesse nominali. Chiaramente le cose cambiano guardando al lungo periodo e non ad un solo anno e non è facile capire quale strumento rappresenti la scelta più saggia in termini di rivalutazione e rendimento futuro.

Da un lato secondo diversi economisti è consigliabile tenersi stretti il Trattamento di fine rapporto, un vero e proprio compenso differito nel momento in cui il rapporto di lavoro si interrompe. Dall’altro vi sono esperti che sottolineano come i fondi della previdenza complementare che guardano linee di investimento con maggiore esposizione azionaria potrebbero, sul lungo periodo, beneficiare di un rendimento netto molto interessante. Sottolineando che una volta che l’inflazione andrà riducendosi, spostare il Tfr in un fondo pensione potrebbe risultare ancora più conveniente.

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