SPAZIO LIBERO
MUSICA E POLITICA
Il rock argentino,
arma espressiva
dei giovani contro
la dittatura


      
Un breve riepilogo storico per rilevare come la vicenda dei suonatori rocker si è intrecciata in Argentina, a partire dalla metà degli anni ’60, con il succedersi delle varie giunte militari, da quella di Onganía a quella di Videla, fino al populismo neoliberista e corrotto di Menem. Gruppi seminali come Almendra, Manal e Los Gatos, figure di spicco quali Luís Alberto Spinetta, León Gieco e Charly García, hanno fatto crescere con le loro canzoni e i loro testi una consapevolezza controculturale, libertaria e di opposizione che ha aiutato, dopo la tragedia dei 30mila ‘desaparecidos’, a porre fine alla tirannia dei generali.
      



      

di Agnese Codebò

 

 

Dal 20 al 22 febbraio u.s. si è tenuto in Argentina il Cosquín Rock Festival, un’importante serie di concerti di musica rock che raccoglie ogni anno circa 60mila spettatori. Mi trovavo lì spinta dall’amore per la musica e convinta di poter apprezzare il rock argentino grazie a qualche ‘dritta’ fornitami qua e là da alcuni amici e alla fiducia nelle potenzialità universali di qualsiasi espressione musicale. Le mie aspettative iniziali non sono state completamente deluse, ho gradito le melodie, ma sentivo di non capire fino in fondo sia i testi di quelle canzoni sia le ragioni che le ispiravano ed ero sicura che non fosse soltanto una questione linguistica. Così, spinta dalla curiosità e aiutata da alcuni amici fanatici di rock, ho deciso di ripercorrere brevemente le principali tappe della tradizione rock argentina, scoprendone il forte legame con le diverse situazioni politiche del Paese. D’altronde, basta pensare a un grande del rock internazionale come Bob Dylan o leggere i testi di alcuni nostri cantautori come Fabrizio De André o Francesco Guccini per capire quante volte la musica sia stata strumento di protesta sociale e politica contro il potere stabilito.

 

Per diverse generazioni di giovani argentini il rock, con il suo universo discorsivo, rappresenta infatti una risposta a delle condizioni storiche fortemente traumatiche: la crisi dei governi degli anni Sessanta, la dittatura militare che sconvolse l’Argentina dal 1976 al 1983, la Guerra delle Malvine del 1982, il colpo inflitto alla legittimità della democrazia, ristabilita nel 1983, dalle leggi di Amnistia e Impunità varate a favore dei militari e la devastazione neoliberista degli anni Novanta durante la presidenza di Carlos Saúl Menem.

 

Si può far risalire la nascita del rock argentino al biennio 1965-’66, quando si formano i primi gruppi rock argentini come Almendra, Manal e Los Gatos. Il 1966 è anche l’anno in cui il generale Juan Carlos Onganía spodesta il governo costituzionale di Arturo Illía e rende illegali sia i partiti politici che il Congresso Nazionale, instaurando così una delle tante dittature che caratterizzarono la storia politica argentina del Novecento. La repressione era all’ordine del giorno e colpiva ovviamente l’opposizione politica e sociale al regime di Onganía. Il rock rappresentò a partire da allora una delle poche espressioni anticonformiste e controcorrente. Con la nascita della cosiddetta “nuova canzone” gli artisti del momento iniziavano a differenziarsi dagli stereotipi della musica popolare del periodo e allo stesso tempo definivano l’identità del rock in spagnolo come alternativa al fenomeno Beatles e al rock in inglese.




Charly García, storico e glorioso cantautore rock argentino (2007)


Nel 1969 viene organizzato il primo Festival di Musica Beat e Pop, che registra una forte presenza sia di capelloni che di studenti stanchi della musica industrializzata. In quell’anno lo spazio per cantare in inglese era quasi nullo: si creò così una linea divisoria tra i gruppi Beat e i pionieri del rock “criollo” (crèolo) che si presentavano con uno stile fatto di ritmo, poesia, emozione ed identità latino-americana. Nel frattempo la musica rock nazionale viene sempre più identificata con l’opposizione al potere e con i movimenti di sinistra.

 

Nell’ambiente istituzionale, l’alta conflittualità politica e sociale generata dal colpo di Stato di Juan Carlos Onganía e le lotte tra i diversi settori militari produssero due colpi di Stato interni, che favorirono l’ascesa al potere di altri due dittatori: Marcelo Levingston (1970–1971) e Alejandro Agustín Lanusse (1971–1973). Nel 1973 vengono convocate le elezioni, vinte con il 61,85% dei voti dal generale Juan Domingo Perón (rientrato in Argentina dopo 18 anni d’esilio) e dalla sua seconda moglie María Estela Martínez de Perón. Uno dei primi provvedimenti di Perón fu proibire, poco a poco, tutti i programmi radio di musica rock, a favore del folclore e degli antichi tanghi strumentali. Il 1º luglio del 1974 muore Perón lasciando il governo nelle mani inesperte della moglie. Il 24 marzo del 1976, la Giunta Militare, formata dal Generale dell’Esercito Jorge Rafael Videla, l’Ammiraglio Emilio Eduardo Massera e il Brigadiere Orlando Ramón Agosti, rovesciò María Estela Martínez de Perón e inaugurò il cosiddetto Processo di Riorganizzazione Nazionale, periodo segnato dalla repressione, dalla censura e dalla crisi economica. La Giunta Militare pretese di disciplinare la società attraverso un clima di terrore politico e per soggiogare l’opposizione instaurò un sistema repressivo mai sperimentato prima di allora sul territorio argentino. Si trattò di un pianificato e sistematico programma che faceva affidamento sull’infrastruttura dei centri clandestini di detenzione guidati dai gruppi operativi dell’esercito per sequestrare, torturare e uccidere gli oppositori.

 

Durante quegli anni la censura militare proibì i concerti e l’emissione attraverso la radio e la televisione del rock argentino a favore di quello inglese. I motivi erano le critiche implicite e a volte esplicite contro l’operato della dittatura militare contenute all’interno di molte canzoni, e l’idea generale che il rock locale fosse schierato con la sinistra e che come quest’ultima dovesse essere eliminato. Il rock divenne parte integrante della resistenza contro la repressione militare. Secondo i documenti di quegli anni, il governo militare proibì, tra il 1976 e il 1981, almeno 242 canzoni. Di fronte a tali provvedimenti la reazione del rock fu dura e si manifestò attraverso i testi delle canzoni. Uno dei simboli di quegli anni e vittima della censura militare è Los dinosaurios di Charly García[1] di cui riporto a titolo d’esempio il testo.

 

Los amigos del barrio pueden desaparecer

Los cantores de radio pueden desaparecer

Los que están en los diarios pueden desaparecer

La persona que amas puede desaparecer.

Los que están en el aire pueden desaparecer en el aire

Los que están en la calle pueden desaparecer en la calle.

Los amigos del barrio pueden desaparecer,

Pero los dinosaurios van a desaparecer.

No estoy tranquilo mi amor,

Hoy es sábado a la noche,

Un amigo está en cana.

Oh mi amor Desaparece el mundo

Si los pesados mi amor llevan todo ese montón de equipajes en la mano

Oh mi amor yo quiero estar liviano.

Cuando el mundo tira para abajo es mejor no estar atado a nada

Imaginen a los dinosaurios en la cama

Cuando el mundo tira para abajo es mejor no estar atado a nada

Imaginen a los dinosaurios en la cama

Los amigos del barrio pueden desaparecer

Los cantores de radio pueden desaparecer

Los que están en los diarios pueden desaparecer

La persona que amas puede desaparecer.

Los que están en el aire pueden desaparecer en el aire

Los que están en la calle pueden desaparecer en la calle.

Los amigos del barrio pueden desaparecer,

Pero los dinosaurios van a desaparecer.

 

(Charly García, Los dinosaurios)[2]

 

Le parole di Los dinosaurios si riferiscono costantemente alla paura di essere uccisi o scomparire nel nulla senza motivi validi. Contiene inoltre dei riferimenti espliciti ai voli della morte, utilizzati per far scomparire i corpi dei desaparecidos gettandoli, spesso da vivi, nelle acque del Rio de la Plata. La scena musicale di quegli anni era occupata da Luís Alberto Spinetta[3], León Gieco[4] e il giovane Charly García.




Un recente disco (2008) dei Sumo, rock-band fondata dall'italiano Luca Prodan


La censura sul rock argentino durò fino allo scoppio della Guerra delle Malvine, nel 1982, quando improvvisamente il rock inglese divenne il nemico e quello argentino l’alleato. L’Argentina combatteva contro l’Inghilterra e qualsiasi espressione culturale in lingua inglese venne proibita in nome del patriottismo e del nazionalismo e chi fino a qualche mese prima era considerato un antipatriota ritornò improvvisamente a far parte della società visibile. Non più costretti a concerti clandestini i rockers argentini tornarono a cavalcare la cresta dell’onda. Il rock iniziò ad essere preso sul serio, acquisendo una certa legittimità, ma attraverso tale riconoscimento il governo mirava a convertirlo in un’espressione nazionalista e conformista. La risposta del rock fu quella di dare un’identità alla gioventù argentina chiamata a combattere la guerra, offrendo però allo stesso tempo un messaggio pacifista in tempi di conflitto. Questo è il caso, ad esempio, di Luís Alberto Spinetta, che suonò insieme a Adolfo Pérez Esquivel (Premio Nobel per la Pace nel 1980) o di León Gieco che cantò nei quartieri popolari di Buenos Aires la sua canzone Solo le pido a dios. Composta nel 1978, quando due dittature, quella cilena e quella argentina, erano sull’orlo della guerra per il Canale Beagle, è una delle canzoni più famose di León Gieco, considerata un grido di libertà, pace e fratellanza. Gieco la compose poco prima di andare in esilio e la canzone fu quasi immediatamente proibita dalla censura militare. Solo le pido a dios è diventata un inno contro le guerre e la distruzione dei popoli, come è stato dimostrato nel 1988, quando alla chiusura del tour di Amnesty International, le 70mila persone presenti allo stadio del River Plate la cantarono in coro insieme a Peter Gabriel, Bruce Springsteen, Sting ed ovviamente León Gieco.

 

Dopo gli inizi negli anni Sessanta e Settanta il rock argentino è continuato a crescere, ottenendo sempre più consensi e successo e potendo contare negli anni Ottanta e Novanta su gruppi come Soda Stereo, Los Redonditos de Ricota e Sumo, fondato dall’italiano Luca Prodan, e su alcuni cantautori del calibro di Fito Páez e Andrés Calamaro. Oggi, dopo ventisei anni di democrazia, il rock argentino continua ad essere espressione di quanto si agita nel profondo della società. Grazie alla capacità del rock di riflettere quanto accadeva Argentina sul piano politico e sociale i suoi interpreti hanno giocato sia un ruolo da protagonisti nella storia del Paese e sia contribuito a formare le opinioni e i valori di varie generazioni di giovani[5].



[1] Charly García nasce nel 1951 a Buenos Aires. È uno dei più noti interpreti, compositori e produttori di rock sudamericano. È stato membro di numerosi gruppi, dal duo Sui Géneris (1967 – 1975), ai gruppi La Máquina de Hacer Pájaros (1976–1977), PorSuiGieco (1975) e Serú Girán (1978–1982). Nel 1982 inizia la sua carriera di solista, che si protrae fino all’attualità. Charly García è conosciuto per i suoi numerosi scandali pubblici. I più frequenti avvengono durante i suoi concerti, quando decide di abbandonare la scena se ad esempio considera il suono di cattiva qualità.

 

[2] Traduzione:  Gli amici del quartiere possono scomparire

Le voci delle radio possono scomparire

Quelli che sono nei quotidiani possono scomparire

La persona che ami può scomparire.

Quelli che sono nell’aria possono scomparire nell’aria

Quelli che sono per la strada possono scomparire per la strada.

Gli amici del quartiere possono scomparire,

Ma i dinosauri possono scomparire.

Non sono tranquillo amore mio,

Oggi è sabato sera,

Un amico è in cella.

Oh amore mio il mondo scompare

Se i camion amore mio portano tutta questa quantità di bagagli

Oh amore mio io voglio essere leggero.

Quando il mondo è trascinato verso il fondo è meglio non essere legati a nulla

Immaginatevi i dinosauri nel letto

Quando il mondo è trascinato verso il fondo è meglio non essere legati a nulla

Immaginatevi i dinosauri nel letto

Gli amici del quartiere possono scomparire

Le voci delle radio possono scomparire

Quelli che sono nei quotidiani possono scomparire

La persona che ami può scomparire.

Quelli che sono nell’aria possono scomparire nell’aria

Quelli che sono per la strada possono scomparire per la strada.

Gli amici del quartiere possono scomparire,

Ma i dinosauri possono scomparire.

 

[3] Nasce a Buenos Aires nel 1950, è conosciuto anche come El Flaco, è considerato uno dei più importanti musicisti, poeti, compositori e cantautori del rock sudamericano. Nel 1967 fonda il gruppo Almendra, il successo di quest’ultimo è talmente grande che insieme ai gruppi Manal e Los Gatos è considerato uno dei fondatori del rock argentino. Nel 1973 dà vita ad un nuovo gruppo Los Invisibles e dagli anni Ottanta fino all’attualità si è dedicato soprattutto alla sua carriera di solista.

 

[4] Pseudonimo di Raúl Alberto Antonio Gieco. Nasce nel 1951. Nelle sue composizioni unisce una componente musicale basata sulla musica folclorica e sui rock argentino ad un messaggio politico di difesa dei diritti umani e di solidarietà per gli emarginati. Dopo alcune esperienze in gruppo all’inizio della sua carriera, negli anni Settanta decide di continuare da solista.

[5] Per un approfondimento sul tema consiglio Rock y dictadura. Crónica de una generación (1976-1983) di Sergio Pujol, pubblicato da Emecé Editores e l’opera di Gloria Guerrero, La historia del Palo pubblicato da Edizioni de la Urraca.




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