Le infrastrutture sono la nuova frontiera del risparmio gestito, afferma Francesco Maino di Wellington Management. Mentre il Salone del Risparmio 2026 si avvicina, questo settore – spesso sottovalutato – torna a guadagnare attenzione. Non si tratta solo di grandi opere o ponti, ma di un asset chiave per chi cerca stabilità in tempi di rivoluzioni tecnologiche e sfide ambientali. Dietro queste realtà si celano infatti opportunità concrete, pronte a trasformare il modo di investire.
Le infrastrutture: un porto sicuro nel mare agitato degli investimenti
Parliamo di strade, ponti, reti elettriche, ma anche di energie rinnovabili e tecnologie di comunicazione. Questi asset sono diventati un punto di riferimento per chi vuole bilanciare il portafoglio e mettere al riparo i propri soldi dalle oscillazioni continue di Borsa e mercati obbligazionari. Perché? Semplice: garantiscono flussi di cassa più prevedibili, spesso legati a contratti a lungo termine e regole chiare. Questo li rende appetibili per chi cerca un rendimento solido senza sorprese.
Maino sottolinea come il valore reale di queste attività le renda meno vulnerabili alle turbolenze del breve periodo. Sono beni “concreti”, indispensabili nella vita di tutti i giorni, senza alternative immediate. In più, la necessità di rinnovarli e mantenerli aggiornati spinge a continui investimenti, alimentando un circolo virtuoso.
L’intelligenza artificiale che rivoluziona la gestione delle infrastrutture
Un altro aspetto che Maino mette in evidenza è l’effetto “svolta” che l’intelligenza artificiale sta avendo su questi asset. Grazie a tecnologie sempre più sofisticate, la progettazione, la gestione e la manutenzione diventano più efficienti. Ad esempio, grazie ai sistemi predittivi si possono individuare guasti prima che si verifichino, evitando costi imprevisti e fermi macchina.
L’IA aiuta anche a gestire meglio l’energia, analizzando grandi quantità di dati in tempo reale. Le reti “intelligenti” e i sistemi automatizzati nel trasporto migliorano l’uso delle risorse e riducono gli sprechi. Per Maino, questo si traduce in meno rischi per chi investe e in rendimenti più alti grazie a processi ottimizzati.
Transizione energetica: il motore della crescita “verde” nelle infrastrutture
Il secondo grande fattore che spinge il settore è la transizione verso un’economia più sostenibile. Abbandonare le fonti fossili per passare a quelle rinnovabili ha aperto una domanda enorme di nuovi impianti: fotovoltaico, eolico, sistemi di accumulo e reti smart sono solo alcuni esempi.
Secondo Maino, investire in infrastrutture sostenibili è ormai parte integrante delle strategie di risparmio gestito. Oltre a garantire reddito stabile, questi investimenti hanno un impatto positivo sull’ambiente. Le normative europee e internazionali accelerano questo processo, creando nuove occasioni per chi guarda lontano.
Oggi gli investimenti in infrastrutture non sono più visti come semplici beni materiali. Sono piattaforme dinamiche, capaci di adattarsi a un mondo in rapida evoluzione e di generare valore anche in tempi difficili.
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Francesco Maino di Wellington Management ci racconta chiaramente una tendenza in atto: le infrastrutture stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel risparmio gestito, spinte dall’innovazione tecnologica e dalla spinta verso la sostenibilità. I portafogli degli investitori lo dimostrano, puntando su asset che combinano sicurezza e rendimento in un contesto economico e ambientale sempre più incerto.
