Famiglia nel bosco: Terragni difende il diritto della bimba malata di stare con i genitori secondo la Carta del bambino in ospedale

Redazione

6 Maggio 2026

“Non è raro che i bambini in ospedale si sentano soli e non ascoltati”. Parole nette, quelle del Garante per l’infanzia, che tirano fuori una realtà spesso nascosta dietro i corridoi sterili delle strutture sanitarie italiane. Non si tratta di casi isolati, ma di un problema radicato: troppi piccoli pazienti affrontano cure senza essere messi davvero al corrente di ciò che accade. E le famiglie? Spesso restano ai margini, quando non sono proprio escluse dagli ambienti dove si decide della salute dei loro figli. Segnalazioni e ispezioni confermano una verità scomoda: la “Carta del bambino in ospedale”, pensata per tutelare diritti fondamentali come l’ascolto e il conforto, viene spesso ignorata. E così, nei momenti più fragili, manca quella partecipazione attiva che dovrebbe essere un pilastro delle cure pediatriche.

La Carta del bambino in ospedale: cosa prevede davvero

La “Carta del bambino in ospedale” è nata per mettere nero su bianco i diritti dei minori durante la degenza. Si basa sulla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e rappresenta un impegno concreto per medici, infermieri e istituzioni. Tra le cose più importanti, c’è il diritto del bambino a ricevere spiegazioni chiare sul suo stato di salute, la possibilità di stare sempre con i familiari, e il rispetto dei suoi tempi emotivi e psicologici. La Carta chiede anche che gli ospedali offrano spazi pensati per i piccoli pazienti, per alleviare paure e tensioni. In fondo, il punto è garantire la dignità e l’integrità psicofisica di ogni bambino. Peccato che, alla prova dei fatti, difficoltà organizzative e culturali frenino spesso la realizzazione di questi principi.

2024, le denunce del Garante: cosa non funziona

Nel corso di quest’anno, il Garante per l’infanzia ha raccolto tante segnalazioni da famiglie e operatori sanitari. In molti casi, i bambini vengono sottoposti a esami e cure senza che nessuno spieghi loro cosa sta succedendo in modo comprensibile. La presenza costante dei genitori, soprattutto durante lunghe degenze, è stata negata in diversi ospedali. Molte famiglie raccontano di essere state messe da parte nelle scelte terapeutiche, aumentando così il disagio dei loro figli. Critiche anche sugli spazi: i reparti pediatrici sono spesso sovraffollati o poco adatti ai bambini. Le ispezioni ufficiali confermano queste lacune, mettendo in luce carenze organizzative e una formazione del personale insufficiente. Il Garante avverte: tutto ciò danneggia non solo l’equilibrio psicologico dei piccoli, ma anche i risultati delle cure.

Cosa si può fare: le proposte del Garante

Di fronte a queste criticità, il Garante ha aperto un confronto con il Ministero della Salute e le Regioni per mettere in campo soluzioni concrete. Tra le misure suggerite, c’è l’obbligo di informare i bambini in modo adeguato alla loro età, usando strumenti semplici e chiari. Si chiede poi di garantire la presenza dei familiari per tutta la durata della degenza e di rafforzare la formazione del personale sulle esigenze psicologiche dei piccoli pazienti. Importante anche intervenire sugli spazi, rendendoli più accoglienti per abbattere ansie e paure. Le strutture sanitarie dovranno inoltre rendere conto di come stanno applicando la Carta, con controlli costanti. Senza un impegno serio, il rischio è che questi diritti restino solo parole su carta.

Quando i diritti non vengono rispettati: il prezzo pagato da bambini e famiglie

Quando la Carta non viene applicata, le conseguenze si fanno sentire subito e a lungo. I bambini possono sviluppare paura dell’ospedale, rifiutare le cure o soffrire di stress post-traumatico. Le famiglie, invece, si sentono isolate e impotenti, complicando il loro sostegno ai figli. Anche la qualità delle cure ne risente, perché si indebolisce il rapporto di fiducia tra operatori, piccoli pazienti e genitori. Gli esperti spiegano che un ambiente accogliente e collaborativo aiuta a ridurre i tempi di ricovero e a migliorare la guarigione. Quindi, ignorare queste norme non è solo una violazione dei diritti, ma un danno alla salute stessa dei bambini.

Le segnalazioni raccolte dal Garante mostrano una situazione che non può più essere ignorata. Serve un impegno concreto e continuativo da parte delle istituzioni sanitarie per rispettare davvero i diritti dei bambini in ospedale, dando loro un trattamento umano e partecipato come prescrive la Carta.

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