Wall Street apre in calo: Dow Jones perde lo 0,55% tra tensioni geopolitiche e minacce di Trump

Redazione

13 Aprile 2026

Appena aperta Wall Street, l’atmosfera si è subito fatta tesa. Le borse americane hanno subito una brusca frenata, colpite dal clima di incertezza internazionale. A scuotere i mercati sono state le parole di Donald Trump: la minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz, una delle rotte petrolifere più strategiche al mondo. Il Dow Jones ha perso terreno, spinto dal timore che questa escalation possa avere ripercussioni pesanti sull’economia globale.

Le minacce di Trump fanno tremare i mercati

Le dichiarazioni di Trump di ieri sera hanno subito acceso l’incertezza tra gli operatori. Lo Stretto di Hormuz, tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman, è una via cruciale per l’export petrolifero: da lì passa almeno un quinto del petrolio mondiale. L’idea che possa essere bloccato, anche solo per poco, ha fatto scattare subito il nervosismo. Il timore principale è che i prezzi del petrolio schizzino alle stelle, con ripercussioni su materie prime, energia e, in generale, sugli scambi internazionali.

Negli ultimi mesi quella zona è stata già teatro di tensioni, scontri diplomatici e attacchi a petroliere. La possibilità di un nuovo scontro militare o commerciale mette in luce quanto siano fragili le infrastrutture energetiche globali. Questo clima di paura si è tradotto in una fuga dal rischio da parte degli investitori, che ha fatto calare gli indici appena aperti i mercati.

Wall Street apre in rosso: i numeri della seduta

All’apertura, il Dow Jones ha perso lo 0,55%, scendendo a 31.636,91 punti. Una flessione netta, che riflette la tensione generata dalle notizie di intelligence e dalle minacce. Anche il Nasdaq ha registrato un calo più contenuto, dello 0,28%, fermandosi a 12.840,41 punti. Lo S&P 500, indicatore più ampio dell’economia Usa, ha perso lo 0,21%, a 4.802,32 punti.

Il quadro è di un avvio di giornata incerto, con molta cautela soprattutto nei settori più esposti al rischio geopolitico. I titoli dell’energia sono i più sensibili alle notizie sul possibile blocco nel Golfo Persico, mentre il comparto tecnologico, meno legato direttamente al petrolio, risente comunque della generale fuga dagli investimenti più rischiosi.

I mercati globali e la reazione degli investitori

Le borse europee, all’apertura, hanno seguito la stessa strada di Wall Street, segnando perdite simili. La preoccupazione è palpabile ovunque, soprattutto nei Paesi più dipendenti dal petrolio che passa dallo Stretto di Hormuz.

Gli investitori istituzionali hanno scelto la prudenza, spostando capitali verso asset più sicuri, come i titoli di Stato americani e l’oro. Tornano così alla mente vecchie paure legate a crisi energetiche e rallentamenti economici. Intanto, agenzie di rating e analisti sono al lavoro per valutare gli scenari possibili, mentre le istituzioni internazionali chiedono una soluzione diplomatica per evitare un’escalation.

Questa apertura in calo a Wall Street dimostra che il mercato prende sul serio le parole di Trump, confermando ancora una volta quanto la geopolitica influenzi i mercati finanziari. Gli occhi restano puntati su quello che succederà nelle prossime ore.

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