Usa: produttività settore non agricolo cresce dell’1,8% nel Q4 2025 ma sotto le attese

Redazione

24 Marzo 2026

Nel quarto trimestre del 2025, la produttività nel settore non agricolo degli Stati Uniti è cresciuta dell’1,8%. Un dato che, però, delude le attese: più basso delle prime stime e inferiore rispetto ai tre mesi precedenti. Nel frattempo, i costi per unità di lavoro sono schizzati, mettendo in evidenza tensioni sui salari e spese maggiori per le imprese. A tracciare questo quadro è il Bureau of Labor Statistics, sempre attento a monitorare l’evoluzione del mercato del lavoro americano. Tra luci e ombre, il trimestre si chiude con segnali contrastanti.

Produttività in calo rispetto alle attese: cosa sta succedendo?

Nel settore non agricolo, la produttività nel quarto trimestre 2025 è salita dell’1,8% rispetto ai tre mesi precedenti. Questo dato indica quanta produzione si ottiene in media per ogni ora lavorata ed è un termometro fondamentale per capire quanto siano efficienti le imprese e come stia andando l’economia. Detto questo, l’1,8% è meno di quanto si pensava in un primo momento e segna un rallentamento rispetto al trimestre precedente.

Dietro a questo rallentamento possono esserci diverse ragioni: costi di produzione più alti, difficoltà a introdurre nuove tecnologie o cambiamenti nella composizione della forza lavoro. La produttività non dipende mai da un solo fattore, ma da un intreccio di elementi che vanno dai cambiamenti strutturali agli investimenti in formazione e macchinari, fino a quello che succede sui mercati globali. Quando la crescita della produttività rallenta, rischia di frenare lo sviluppo economico sul medio periodo, mettendo in difficoltà le aziende nel competere all’estero.

Va poi ricordato che il settore non agricolo comprende tanti comparti diversi, dalla manifattura ai servizi fino alle costruzioni. I numeri complessivi sono quindi la somma di realtà molto diverse, ciascuna con le sue dinamiche, e richiedono un’analisi più approfondita per capire bene cosa sta accadendo.

Costo del lavoro in aumento: un campanello d’allarme per le imprese

Accanto alla crescita più contenuta della produttività, nel quarto trimestre 2025 il costo per unità di lavoro ha registrato un aumento deciso. Questo indicatore misura quanto le aziende spendono, tra salari, benefit e altri oneri, per ogni unità di prodotto o servizio realizzato. L’aumento può derivare da salari più alti, maggiori contributi o da un diverso modo di organizzare le ore lavorative.

Quando il costo del lavoro cresce più velocemente della produttività, le imprese si trovano sotto pressione: margini di guadagno più stretti possono tradursi in prezzi al consumo più alti o in tagli agli investimenti. In questo scenario, con una produttività che avanza ma meno del previsto, il peso maggiore del lavoro rischia di pesare sul futuro economico.

Dal punto di vista più ampio, un costo del lavoro in crescita può spingere le aziende a puntare di più sull’automazione o a rivedere la gestione del personale. Segnala anche tensioni nel mercato del lavoro, con una domanda di figure qualificate che supera l’offerta e fa salire i salari.

Tutto questo avviene in un quadro economico complesso, tra inflazione ancora presente, politiche monetarie restrittive e uno scenario globale in continuo cambiamento. Tenere d’occhio l’andamento del costo del lavoro è quindi fondamentale per capire dove va l’economia americana.

Bureau of Labor Statistics: il punto di riferimento per leggere i dati economici

Il Bureau of Labor Statistics è l’agenzia chiave che raccoglie e diffonde i dati sul mercato del lavoro e sulla produttività negli Stati Uniti. Le statistiche che il BLS mette a disposizione, come quelle sulla produttività nel settore non agricolo e sui costi del lavoro, sono una fonte affidabile e aggiornata per analisti, decisori politici e imprese.

Il lavoro del BLS permette di avere una fotografia precisa dell’economia in vari settori e di aggiornare le stime iniziali grazie alle revisioni trimestrali, come è avvenuto per il quarto trimestre del 2025. Questi numeri sono fondamentali per orientare le scelte politiche e gli investimenti.

In un momento in cui produttività e costi del lavoro mostrano segnali contrastanti, il contributo del BLS aiuta a capire meglio cosa sta succedendo sul mercato e a definire strategie per sostenere crescita e stabilità.

Avere dati certi e aggiornati è indispensabile per monitorare con trasparenza il mercato del lavoro, individuare squilibri e valutare l’efficacia delle misure adottate. Per questo il lavoro del BLS resta un punto di riferimento imprescindibile per chi vuole seguire da vicino l’economia americana.

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