Ti sbagli, avido ladro dei miei libri,
se credi che si possa diventare poeti
comprando un testo scritto e carta di poco prezzo:
gli applausi non si procurano con sei, con dieci soldi.
Cerca poesie nascoste, frutti di uno sforzo non limato,
che solo l’autore conosce e custodisce
sigillate in uno scrigno, carte vergini,
che non sono state rovinate dalla dura barba del lettore.
Un libro conosciuto non può cambiare padrone.
Ma se ce n’è qualcuno dalla costa ancora non rilegata,
che non ha ancora avuto né il bastone né la copertina,
compralo: qualcuno ce l’ho io; nessuno lo saprà.
Chi recita le poesie degli altri e cerca la notorietà,
non deve comprarsi il libro, ma il silenzio.

Marziale

(da I Carmi di Priapo, Libro I, 66, trad. it. di Simone Beta)


Erras, meorum fur avare librorum,
Fieri poetam posse qui putas tanti,
Scriptura quanti constet et tomus vilis:
Non sex paratur aut decem sophos nummis.
Secreta quaere carmina et rudes curas,
Quas novit unus scrinioque signatas
Custodit ipse virginis pater chartae,
Quae trita duro non inhorruit mento.
Mutare dominum non potest liber notus.
Sed pumicata fronte si quis est nondum
Nec umbilicis cultus atque membrana,
Mercare: tales habeo; nec sciet quisquam.
Aliena quisquis recitat et petit famam,
Non emere librum, sed silentium debet.



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