Un breve film

 

Non doveva fare del male.

Era stato fatto per conservare ricordi felici

da persone ancora troppo giovani

per essere esperte di memoria.

 

Ora è un’arma pericolosa, una bomba a tempo,

una specie di mina antiuomo, a lungo termine, per giunta.

Solo pellicola, poche inquadrature di te che saltelli, pochi secondi,

hai circa dieci anni, e saltelli, saltelli ancora.

 

Di un grigio non molto chiaro, fatto di nebbia e sbavature,

questa cosa ha una miccia sottile, più che miccia

una lunghezza d’onda sintonizzata, un detonatore elettronico

collegato a quel che è nella tua tomba dentro di noi.

 

E come ferirebbe quell’esplosione

non è solo un’idea di orrore ma un lampo di sudore sottile

sulla superficie della pelle, un irrigidirsi dei nervi

nell’attesa di qualcosa che è già accaduto.

 

 

                                                              Ted Hughes

 

                                                   (da Lettere di compleanno,

                                                         trad. Anna Ravano)

 

 

 

A Short Film

 

It was not meant to hurt.

It had been made for happy remembering

By people who were still too young

To have learned about memory.

 

Now it is a dangerous weapon, a time-bomb,

Which is a kind of body-bomb, long-term, too.

Only film, a few frames of you skipping, a few seconds,

You aged about ten there, skipping and still skipping.

 

Not very clear grey, made out of mist and smudge,

This thing has a fine fuse, less a fuse

Than a wavelength attuned, an electronic detonator

To what lies in your grave inside us.

 

And how that explosion would hurt

Is not just an idea of horror but a flash of fine sweat

Over the skin-surface, a bracing of nerves

For something that has already happened.

 




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