Happies in love heureux en amour feliz en amor

 

 

Mi sembra d’aver perso tanto di quel tempo a sognare

ed eccomi ridotta con solo questo scialletto bucato

d’anima che mi scivola da tutte le parti,

e nessuna figura da guardare

prima del sonno, attenta alle lanterne

delle zone di pericolo, meglio scomporre i colori

pensare spicchi di gallo

oppure organizzare spedizioni

scavare frantumi fossili biancastri

o reperti archeologici dell’arte

dimenticata di vivere,

via da quest’ossa spolpate

malamente, sepolte a fior di terra.

 

Basta di essere al centro di questa congiura

dove tutto si scambia cenni furtivi,

quella figlia di puttana dell’infanzia

mi esibisce una faccia dura di quadrante

con cifrari segnaletici, avevo sospettato

che fosse la vera sotto gli sguardi da innocentina,

per esempio l’urlo per quelle alghe rubate,

il mio colloquio col mare, oscuro e concreto

come con te, strappato di mano, viscido da riacciuffare.

La vecchia con gli occhiali che mormora avemarie

sul gradino a ridosso del piccolo cancello

è forse la costante rintracciabile, il marchio di fabbrica

impresso nel bozzolo del grembiule inamidato,

ma che fare se ti porti dietro tanta vecchiaia,

e il ticchettio in una stazione assonnata

di quell’istanza insistente Felici in amore

 

 

                                                           Luciana Frezza

 

                                                            (1926-1992)

 

 




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