La sabbia del tempo

 

 

Come scorrea la calda sabbia lieve

per entro il cavo della mano in ozio,

il cor sentí che il giorno era piú breve.

 

E un’ansia repentina il cor m’assalse

per l’appressar dell’umido equinozio

che offusca l’oro delle piagge salse.

 

Alla sabbia del Tempo urna la mano

era, clessidra il cor mio palpitante,

l’ombra crescente d’ogni stelo vano

quasi ombra d’ago in tacito quadrante.

 

 

                             Gabriele d’Annunzio

 

            (da Alcyone, “Madrigali dell’estate”, 1904)

 

 

 




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