Caro Alì, dolce Alì,
che bel ricordo tu sarai
del Mar Rosso quando
saremo nuovamente tornati
nella nostra fottutissima Italia!

Alì cuore gentile,
dallo sguardo primaverile...

Venuto in Italia, ci racconti,
per fare il fisioterapista,
ti trovasti a Chieti
una moglie italiana
dolorosa e silente
che rimase subito incinta.

Tu ti scioglievi nel Chianti
per la felicità...

Ma un bel giorno costei,
su insistenza della madre
che non credeva
alla mescolanza delle razze
né, tantomeno, a quella
delle religioni, un bel giorno
decise di abortire
a tua insaputa...

Fu così che amareggiato
e deluso lasciasti l'Italia
e ritornasti in Egitto.

Da fisioterapista
ora ti sei trasformato
nel gestore un po' avvenirista
di una fatiscente agenzia di viaggi
a Hurghada: Allah ti è grato
per questo tuo ritorno alla madre
terra
         - anche se l'occidente
è una tenia possente
che s'inabissa e che prende,
un parassita vorace e meschino
che s'è acquartierato
nel tuo intestino.

Alì il tuo carcadè
sarà il ricordo
di un liquido azzurro
trangugiato nel tuo bugigattolo
di agente di viaggio
un po' trasandato
che fa tanto pensare
alla bottega di un ciabattino
o al lupanare
di uno scaccino.


Franco Cavallo

(da Blues del Mar Rosso, Fermenti, 1998)



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