(Che sotto l’alta guida)

 

 

O boschi non defoliati

delle guerre di tanti anni fa,

quando il ciliegio ai disperati

urli ed al sangue opponeva un salto di qualità.

 

Nell’ora che più intenta al suo banco squartava la battaglia,

quando come a pidocchi si sentenziavano destini,

neutrali a sé stavano le bestiepiante della boscaglia

e a divine fogliate pause portavano i cammini.

 

Stava il ciliegio con le sue gocce rosse

privilegiatamente dimenticato e dimentico

tra piante qua e là per sbaglio ferite, tra fosse

di granate e il bruum delle artiglierie ardenti.

 

Giovanni Comisso saliva sul ciliegio,

l’ilare sangue ne gustava a sazietà:

di Giovanni e del ciliegio il privilegio

lascia ad ogni vivente, o umanità.

 

 

                                            Andrea Zanzotto

 

                                            (Il galateo in bosco,

                                              Mondadori, 1978)




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