RED HILL

 

 

                                                                          per PV

 

oltre il dove e il quando e a quali condizioni

o il volume smussato che striscia attraverso quel che resta di una stanza spoglia

ecco le montagne di cui nessuno parla anche quando i muri si muovono spavaldi

e dai e dai anche il portinaio si accorge che non conta

sentirsi meglio di quel mezzo calvo che la mena col fatto che

non sappiamo niente nemmeno come e quando

metter su una samba che fa pena grazie anche a un’oscena

coreografia di formiche attirate dagli avanzi e si sforza di spiegare

alle spalle di chi vivo e a quali condizioni

minime assenze calcolate all’interno di questa nostra

magra presenza apparirebbero in un canyon o sulle labbra dell’editore

bocca che sugge champagne dai crani degli autori

e non c’č pesce che salti nei miei sogni o nei tuoi solo cardini e reazioni

che fumano il fiume il dipanarsi della pipa e vetri rotti

contro l’alone della lampada, carpe splendenti come gelatina

e farfuglianti un muro incolore contro la nostra ostilitŕ smussata e scalza

verso l’unico giorno in cui facciamo unicamente quello

che ci piace come un esule a ritroso č un genio comico

che continua ad accettare i limiti di queste nostre

eccezioni l’unica grotta tenace, color grigio pistola

 

 

                                                           Standard Schaefer

 

                   (da Nuova poesia americana. Los Angeles, Oscar Mondadori, 2005,

                                 a cura di Luigi Ballerini e Paul Vangelisti)

 

 

 

RED HILL

 

                                                                               for PV

 

beyond where and when and under what conditions

or the blunt volume that ekes across what is left of a very spare room

is the mountains no one talks about even as the walls do swagger

but by now the concierge can see it was never a matter of

our feeling any better than the bald spot who can’t help but tell us

how much we know nothing but also how and when to

mount a lousy samba through the obscene choreography

of ants lured across the plates and struggles to explain

who I live off and under what conditions

the minute, careful exclusions in our own lean presence

might figure in the canyon figure in the publisher’s lips

mouth moving champagne out the skulls of his authors

no fish leaping in my dreams or yours just hinges and reactions

that smoke the river the weave of pipe and broken glass

against the blur of the lamp, carp bright as gelatin

slur forth a drab wall against our blunt if bare foot hostility

toward the one day only we do as we please

as an exile-in-reverse is a comic genius

who keeps on accepting the limits to our exceptions

the one tenacious cave, gun metal gray

 

 




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