2.
a
futura memoria scrivo (e vivo):
ma scrivendo (e vivendo), documentata- e sconsolata-
mente,
ti certifico che questo tuo dolore, questo tuo vermi - e spiraliforme ab-
norme
crepacuore, che mi accusavi senza accusarmi, finita la tua molle pennichella
fu
già, in funzione dell’incubazione di un incubo, una vera transustanziazione
della
mia secca regressione, in te (e del tuo proprio inabissarti, in me): (non
riuscivi
a stirarmi una camicia, nemmeno più, con il tuo pressing plus modello 2):
e
stiamo
paralizzati qua, tra tante gaffes di buona volontà, bloccati tra una meno-
e
un andropausa, noi mostri sfigurati dai nostri onesti gesti mancati, lapsi
nei
nostri abili lapsus imperdonabili:
quello che ho scritto è scritto (e ho vissuto
il
vissuto che ho vissuto): ti guardo con riguardo, te in monokini, io muto, io
cornuto
seduto,
fesso fisso, mentre ti passo, in fretta, la tavoletta benedetta del mio mono-
minidecalogo
(un matto motto da cioccolatini):
di fronte a te non avrò
un altro amore:
Edoardo
Sanguineti
(da
Bisbidis, Feltrinelli, 1987)
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