ASPETTANDO IL TRENO
Tutto
quello che vedo diventa una mia condizione forme
che
mi appartengono qualcuno che nella faccia slavata
di
un sogno chiama X e maltratta Y un passato che si ripete
mentre
la saracinesca dei tuoi occhi si alza lentamente
l’aria
risuona dei nostri rumori ma il cielo rimane nascosto
è
il modo in cui questo lavoro ci ricopre come un velo sei
tu
la mia unica la mia mano sul cuore No sono il Gelataio
Principale
e come tale giorno di incertezze in cui non c’entra
neppure
Picasso e la luce elettrica balugina e si spegne proprio
come
la vita tutti azzimati con scarpe di cuoio per saltare anche
noi
sul carrozzone degli artisti oppure per starsene a svuotare
la
propria barca dove c’è sempre una falla e poi anche
questa
storia fallimentare di avere il cuore in mano vento
che
batte come una canzone e un cielo troppo azzurro
Mark Salerno
(da Nuova poesia americana. Los Angeles, Oscar Mondadori, 2005,
a cura di
Luigi Ballerini e Paul Vangelisti)
WAITING
FOR THE TRAIN
Whatever
I see becomes my condition my shapes
a
someone in that pasty-faced dream beckons
X was
mean to Y the past over again as the
garage
door of your eye lifts slowly open
our
noises pummel the air but the sky stays put
it’s
how we came to be veiled in the work itself
are
you my only one my hand over heart
No I
am the Foremost Ice Cream man and
so a
day of quandary of putting Picasso aside
the
electricity blinks off as if life’s like that
dapper
in cordovans for the artistic bandwagon
or
bailing his own endlessly leaky boat and
this
failed business of one’s heart on one’s sleeve
the
wind a beating song the sky a filling blue.
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