Campionessa di nuoto

 

 

Chi t’ha veduta nel mare ti dice

Sirena.

 

Trionfatrice di gare allo schermo

della mia vita umiliata appari

dispari.

A te mi lega un filo, tenue cosa

infrangibile, mentre tu sorridi,

e passi avanti, e non mi vedi. Intorno

ti vanno amiche numerose, amici

giovani come te; fate gran chiasso

tra voi nel bar che vi raccoglie. E un giorno

un’ombra mesta ti scendeva – oh, un attimo! –

dalle ciglia, materna ombra che gli angoli

t’incurvň  della bella bocca altera,

 

che sposň la tua aurora alla mia sera.

     

 

                                             Umberto Saba

 

                                       (da Ultime cose, 1944)

 

 

 

 




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