LI

 

 

Sibila scivola livido il treno

In una gora di fumo e aria

Che si riversa convulsa.

Fuor della bruma, per campi e fossi

Corrono intrisi filari di piante,

E svoltan lontano accorate:

S’orientano borghi e tuguri,

E giran nel covo sommersi;

Ma spia dal fondo e si trae

La lontananza velata.

Erra dai vetri lo sguardo,

E s’amplia nel ritmo un gran senso;

Oh il variar delle cose ch’io guardo,

E le vorrei!

Oh il variar della vita ch’io sento,

E la vorrei!

Quel che vicino mi sta,

Ravvolto in sé non m’incita:

Spettro è nel mezzo

L’inesplicabil momento;

Quel che da lungi m’invita,

Va sempre più in là:

E nulla è mio al passaggio.  

 

 

                                     Clemente Rebora

 

                                (Frammenti lirici, 1913)

 




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