Dalla spiaggia

 

                             I

 

C’è sopra il mare tutto abbonacciato

il tremolare quasi d’una maglia:

in fondo in fondo un ermo colonnato,

nivee colonne d’un candor che abbaglia:

 

una rovina bianca a esolitaria,

là dove azzurra è l’acqua come l’aria:

 

il mare nella calma dell’estate

ne canta tra le sue lunghe sorsate.  

 

                             II

 

O bianco tempio che credi vedere

nel chiaro giorno, dove sei vanito?

Due barche stanno immobilmente nere,

due barche in panna in mezzo all’infinito.

 

E le due barche sembrano due bare

smarrite in mezzo all’infinito mare;

 

e piano il mare scivola alla riva

e ne sospira nella calma estiva.

 

 

                                   Giovanni Pascoli – 1855-1912

                                   (Myricae, 3° edizione, 1894)

                                         




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