Per
amore della risonante audacia dei secoli a venire,
per
amore dell’eccelsa schiatta umana
mi
son negato la coppa del brindisi al festino dei padri
e
l’allegria e il mio stesso onore.
Dietro
di me avverto il balzo dell’èra sgozzalupi, ma sangue
di
lupo io non ho, e se non vuoi che m’azzanni.
ficcami
come un berretto nella manica della calda pelliccia
che
ricopre le steppe siberiane...
Perché
io non veda il pauroso né la molle sozzura
né
le ossa lorde di sangue nel giro della ruota,
e
tutta notte, nella loro primigenia bellezza,
rifulgano
per me le volpi azzurre,
portami
via nella notte dove scorre il fiume Eniséj
e
a sfiorare una stella si leva il tronco del pino.
giacché
non ho sangue di lupo e solo chi m’è
uguale
può farsi anche mio assassino.
17-28 marzo 1931, fine del 1935
Osip Mandel’štam
(Da Ottanta poesie,
a cura
di Remo Faccani, Einaudi 2009)
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