NOTTURNO
Oggi
ora in questo momento il mondo mi vola addosso.
Non
ho fatto, nei giorni passati,
che
guardare paesaggi
lagune
isole moriture colline tronfie ancora per poco
lunghe
soporose arcate accudite da gechi e lumache:
morti
arcaici animali premurosi di morte cose. Questo,
tutto
questo
si vede
quando già
il
proprio sangue naviga lontano, doppia
nella
tempesta il capo Horn
quando il
rossore della carne
avvilisce
nella grotta del vampiro, e il seme
della
continuazione
appartiene
a provette grafiche
sospese in
un laboratorio sotterraneo.
Le
carte sparse in questo tavolo, come somigliano
alle
suppellettili della morte:
questo
foglio è una tibia sguarnita
e questo
quaderno una lampada dove l’olio finì in fretta
in una
chiarata convulsa e sbilenca;
le altre
robe scritte sono abiti che il defunto
non può
più indossare
e vanno
per il robivecchi.
L’abito
che vedete qui, usatelo per vestire il cadavere
aggiustategli sopra una ciocca di fiori che tolga
lo
stantio di questi vecchi materiali da costruzione.
Vi
sorrido e vi saluto col fazzoletto
affacciata
da una casa lontana.
Rossana
Ombres (1931-2009)
[da Bestiario d’amore, 1970]
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