Sotto la pioggia

 

 

Un murmure; e la tua casa s’appanna

come nella bruma del ricordo ‒

e lacrima la palma ora che sordo

preme il disfacimento che ritiene

nell’afa delle serre anche le nude

speranze ed il pensiero che rimorde. 

 

« Por amor de la fiebre »… mi conduce

un vortice con te. Raggia vermiglia

una tenda, una finestra si rinchiude.

Sulla rampa materna ora cammina,

guscio d’uovo che va tra la fanghiglia,

poca vita tra sbatter d’ombra e luce.

 

Strideva Adiós muchachos, compañeros

de mi vida, il tuo disco dalla corte:

e m’è cara la maschera se ancora

di là dal mulinello della sorte

mi rimane il sobbalzo che riporta

al tuo sentiero.

 

Seguo i lucidi strosci e in fondo, a nembi,

il fumo strascicato d’una nave.

Si punteggia uno squarcio…

                                                Per te intendo

ciò che osa la cicogna quando alzato

il volo dalla cuspide nebbiosa

rémiga verso la Città del Capo.

 

 

                                     Eugenio Montale

 

                                 (da Le occasioni, 1939) 

 

 

 

 




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