Il paesaggio immaginato prevale

nella dimensione rispettabile conclusa

da una dolce collina verdeggiante.

Vi confluiscono viali alberati ville

unifamiliari recinti steccati per mandrie

remissive animali domestici festosi

un fiume un lago il mare. Non si può

stabilire dove sia né per quanto fieramente

si protenda. È solo presenza che ha

la buona sorte di vedersi esposta.

Un colpo d’occhio un insieme che non fa

il luogo ma il comune bisogno di spazio

apposito dove sostare. È concedersi

un po’ di rispetto è la risposta

al diritto di sentirsi bene prima che

subentri il confronto con la presente

devastazione del suolo iniziata – può essere

nella sua assurdità – fin dall’età della pietra.     

 

                                         

                                        Anna Malfaiera

                            (e intanto dire, Il Ventaglio, 1991)

 




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