LA STORIA DI UN ADDIO

 

E l’uomo parlò con la donna:

«Ti amo,

e come ma come,

è come stringessi nel pugno qualcosa di vetro il mio cuore

le dita nel sangue

                    a spezzare

                    a impazzire…»

E l’uomo parlò con la donna:

«Ti amo,

e come ma come,

a chilometri in fondo, a chilometri in piano,

al cento per cento, al millecinquecento per cento,

                                     a volte infinite di cento per cento…»

E disse la donna a quell’uomo:

«Ho visto,

di labbra, di cuore, di testa:

amore, paura, piegata

su te, sul tuo labbro, sul cuore, e la testa.

E quanto io adesso ti dico

in sussurri nel buio l’ho preso da te…

E so

       già:

che la terra

‒ come madre dal volto di sole ‒

ha nutrito il suo ultimo figlio più bello con te…

Che fare però?

Sono attorti i miei lunghi capelli

                    alle dita di un uomo che sta per morire

non posso salvarmi

                             la testa!

Tu

    devi marciare

e fissare negli occhi

                       il tuo bimbo in arrivo…

Tu

    devi marciare,

                    e lasciarmi…»    

 

E tacque la donna.

 

UN ABBRACCIO

 

Un libro caduto per terra…

Finestra che chiude le imposte…

 

IL DISTACCO…

 

 

(1932)

 

                                               Nâzim Hikmet

                                    (trad. Giampiero Bellingeri)

 

 

 

 

 




Il contatore dei visitatori Shiny Stat è attivo da dicembre 2006