Ma sì

 

Ma sì tanti affanni, tanto patire quando

Il breve pugnale

Fine porrebbe a ogni male come disse

Un altro e chissà

Se a me in qualcosa somigliante...

Lui lo salvava la gloria della scena

E invece io no

Mi arrampico sulla ringhiera e subito

Cambia la prospettiva del vuoto:

Usata via rami d’alberi un tutt’altro

Dove il viaggio è orrore dell’ignoto

 

Rientriamo nell’ordine per quanto

Grave esso sia e perché no quei veli

A una deriva di buie acque e lei

Che se ne va, se ne va...

E fosse almeno per amore, ma

È per un non volersi un non trovarsi:

Cambia così la prospettiva alto

È alto uguale ma diversa la visione

Onde bisogna abituarsi ogni sera

Per molte sere salir su contemplando

Il mistero del salto

 

12-19 luglio 1988

 

                           Giovanni Giudici (1924-2011)

               

                           (da Fortezza, Mondadori, 1990)




Il contatore dei visitatori Shiny Stat è attivo da dicembre 2006