Sognavo che ero morta e camminavo
l'ignoto scandiva impeti e campane
l'ignoto, quando tutti seguono la legge
dà la vertigine, una macchia il sole
all'improvviso, ricordava tracce di ideali:
penitenti bagnati sull'asfalto
accarezzano aria.
Seguitemi - dissi - ho mani divise
cerco un insensato forte luogo
di alghe e sesso
dove lo scenario ha puri battiti sfrenati
coperte nuziali ricamate di cielo.


Giovanna Sicari
(da Sigillo, Crocetti Editore, 1989)

Il sito dal 01/04/2006 al 30/11/2006 ha raggiunto n° 5200 visite