NON RIMPIANGO, NON LACRIMO, NON CHIAMO

Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo.
Fumo dai meli bianchi, tutto passa.
In preda all'oro della sfioritura,
Io non sarò più giovane.

Non batterai più forte come un tempo,
Cuore, toccato già dal primo freddo.
Né più mi tenterà a vagare scalzo
La terra delle betulle telose.

Sempre più rara agiti tu la fiamma,
Anima vagabonda, delle labbra.
O freschezza perduta,
Piena dei sensi e violenza di sguardi.

Di desideri son fatto più avaro
O ti ho soltanto, mia vita, sognato?
Come al galoppo, in sonante mattino,
Sopra un cavallo rosa, a primavera.

Tutti noi, tutti siamo caduchi a questo mondo,
Lento cola dagli aceri il rame delle foglie...
E sia allora per sempre benedetto
Quel che è venuto a fiorire e morire.


Sergej Aleksandrovic Esenin

(trad. G. P. Samonà)



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