512

V’è per l’anima un incarceramento
quando, immobilizzata dal terrore,
sente venire qualche orrenda larva
che si ferma a guardarla

e la saluta con le lunghe dita
e le accarezza i capelli ghiacciati
e bacia, fantomatica, le labbra
su cui si curvò amore -
ed è ingiusto che a un tema così bello
si avvicini un pensiero così vile.

L’anima ha i suoi momenti d’evasione,
quando spezza ogni porta,
esce come una bomba,
e danza sopra il tempo

come un’ape in delirio
che a lungo imprigionata lontano dalla rosa
trova la libertà, più nulla sente
fuorché il meriggio e il paradiso.

E c’è un tempo in cui l’anima è ripresa
e come un malfattore, ricondotta
con le catene ai piedi alati
e chiavistelli alla sua melodia,

e l’orrore di nuovo la saluta -
un tempo che la lingua non può dire.


Emily Dickinson

(da Tutte le poesie, a cura di Marisa Bulgheroni,
trad. di Margherita Guidacci, ‘I Meridiani’ Mondadori, Milano 1997)


* 512

The Soul has Bandaged moments -
When too appalled to stir -
She feels some ghastly Fright come up
And stop to look at her -

Salute her - with long fingers -
Caress her freezing hair -
Sip, Goblin, from the very lips
The Lover - hovered - o’er -
Unworthy, that a thought so mean
Accost a Theme - so - fair -

The Soul has moments of Escape -
When bursting all the doors -
She dances like a Bomb, abroad,
And swings upon the Hours,

As do the Bee - delirious borne -
Long Dungeoned from his Rose -
Touch Liberty - then know no more,
But Noon, and Paradise -

The Soul’s retaken moments -
When, Felon led along,
With shackles on the plumed feet,
And staples, in the Song,

The Horror welcomes her, again,
These, are not brayed of Tongue -



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