INSINUARSI

 

 

E, forse, la vittoria vera

su tempo e gravità: passare

senza lasciare tracce, senza

proiettare ombra

 

sui muri...

                Forse – con la rinuncia

prendere? Cancellarsi da ogni specchio?

Come Lermontov al Caucaso, insinuarsi

senza turbare le montagne.

 

E, forse, unico diletto: con le dita

di Bach sfiorare l’organo

senza turbare l’eco.

Disfarsi senza lasciare cenere

 

per l’urna.

                Forse – con il raggiro

prendere? Da tutti gli orizzonti

uscire? Nel tempo come nell’oceano

insinuarsi – senza allarmare le onde...

 

14 maggio 1923

 

 

                                 Marina Cvetaeva

                            

                   (da Dopo la Russia e altri versi, 1928,

                              trad. di Serena Vitale)




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