MIA NONNA DELLE CAVERNE

 

 

Io sono vivo

Io sono di una razza ricca del tempo della terra

Mia nonna era una donna delle caverne

nei monti di Calabria

e sorvegliava le capre, le pecore, e gli alberi di limoni;

dove Pitagora faceva lezione;

e l’Oracolo di Delfo pose per l’ultima volta il suo tripode

Una volta da giovane

risi come uno scemo

chiedendo a mia nonna

(che davvero sembrava una troglodita)

“Hai dormito sulla fredda e sudicia terra?”

Stupido!” urlò lei,

“la caverna aveva letti, sedie, tavoli, tutti scavati nelle pareti!

e su quei letti, e su quel pavimento, c’erano stuoie

fatte del pelo di pecore e capre!

e per la luce avevamo lampade al kerosene, e per tende

gocce di rugiada...”

 

La vita è qui e ora

sempre stata

sempre sarà...

un fragile cristallo

con un’incrinatura

non ancora infranto.

 

 

                                                              Gregory Corso

 

                                                      (da Dove my casa?, 1987,

                                                        trad. Marisa Di Maggio)

 

 

 

MY CAVEWOMAN GRANDMOTHER

 

 

I am alive

I am of a race rich in earthtime

My grandmother was a cavewoman

in the mounts of Calabria

tending goats, sheep, and lemon trees;

where Pythagoras held class;

and the Delphic Oracle last set her tripod

Once as a youth

I laughed at her like a fool

asking my grandmother

(who indeed looked like a trogolyte)

“You slept on the cold dirt ground?”

“Stupido”! she shouted,

the cave had beds, chairs, tables, all chisled from the walls!

and on those beds and on that floor, were rugs

made of sheep and goat fur!

and for light we had kerosene lamps, and for curtians,

beads..”

 

Life is here and now

always was

always will be...

a fragile crystal

with a crack in it

not yet shattered.

 

 




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