XVII

 

 

Nebbie ci avvolgono di città lontane

E per mordere in noi la carne sempre

Del Gineceo perduto fumiamo il kif.

Così le donne dei Traci e dei Sabei

Si dondolano ora in trombe di New Orleans,

Così i percalli amati, i talismani carnali,

I corpi dove installammo i nostri Circhi

Ci carezzano all’alba nello Schlachthof

E all’isola dei morti nella sporca Laguna

Un cillare di labbra c’invertigina.

 

Questa sosta stupita di sonnambuli

Nella baracca d’una lotta d’ombre

Ai bordi d’un sobborgo placentare

Ricala in noi, riporta ad una ad una

Le donne che c’introdussero nel cavo

E le altre infinite che affiorarono

Con gli eretti alchenchengi dalle onde

Milizie del miraggio.  

 

 

                                     Guido Ceronetti

                      (Poemi del Gineceo, Adelphi, 2012)      

 

 




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