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Mio figlio si è arruolato. Lo abbiamo visitato al campo, nel desolato deserto
che picchetti, corde e larghi teli tentano invano di far dimenticare.
Le rocce di calcare abbagliano col loro bianco ardente e mi copro gli occhi
come una donna ebrea quando accende i lumi del sabato.
Sto seduto su una pietra accanto a una lattina vuota è tutto ciò che fu e che sarà.
Ho sentito dalle dune alcuni spari, come
un rumore di pagine sfogliate con secco nervosismo nel libro della vita e della morte.
Quand'era bambino, i passi scalzi di mio figlio si sentivano più
dei suoi passi nelle scarpe pesanti
sulla sabbia sottile e farinosa del Nèghev.
Mio figlio io lo vorrei soldato dell'esercito inglese
di guardia a un palazzo, nella pioggia. Con un grosso berretto di pelliccia
sul capo, e che la gente lo guardasse e lui ridesse tra sé.


Yehuda Amichai

Dall'antologia Poeti israeliani (Einaudi, 2007)
a cura di Ariel Rathaus



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