Dedica

 

da “Requiem” (1935-1940)

 

Davanti a questa pena piegano i monti,

non scorre il grande fiume,

ma sono saldi i lucchetti del carcere,

dietro di essi «le tane dell’ergastolo»

e un’angoscia mortale.

Per qualcuno alita fresco il vento,

per qualcuno si strugge il tramonto,

noi non sappiamo, siamo ovunque le stesse,

sentiamo solo stridori odiosi di chiavi

e pesanti passi di soldati.

Ci si levava come a una messa mattutina,

si andava per un’inselvatichita capitale,

lì ci si incontrava più inanimate dei morti;

il sole più occiduo e la Nevà più brumosa

ma da lontano canta sempre la speranza.

La sentenza… E subito sgorgano lacrime;

oramai separata da tutti,

come se dal cuore con dolore le strappassero la vita,

come se rozzamente la stendessero supina,

ma cammina… Vacilla… Sola…

Dove sono ora le amiche involontarie

dei miei due anni infernali?

Cosa scorgono nella tormenta siberiana,

cosa intravedono nel disco della luna?

A loro io mando il mio addio.

 

                      Anna Andreevna Achmatova (1889-1966)

 

                                       (trad. M. Colucci) 

 




Il contatore dei visitatori Shiny Stat è attivo da dicembre 2006